La filologia un antidoto alle fake news
È la disciplina della resistenza e del futuro. Perché non inserirla tra le materie scolastiche, accanto all’aritmetica, alla grammatica, alla storia e alla scienza?
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La filologia un antidoto alle fake news
Paolo Di Stefano | 22 marzo 2026È la disciplina della resistenza e del futuro. Perché non inserirla tra le materie scolastiche, accanto all’aritmetica, alla grammatica, alla storia e alla scienza?
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Pochi hanno sottolineato che ad assegnare, giovedì scorso, a Sergio Mattarella il dottorato honoris causa è stata la facoltà di Filologia dell’Università di Salamanca. La laudatio è stata pronunciata infatti dall’italianista Vicente González Martín, nonché direttore della «Cátedra Sicilia». Dunque, dalla scorsa settimana il presidente della Repubblica è dottore in filologia, l’insegnamento che più di tutti invita al rispetto del logos, cioè della parola. Il che non è privo di significato in un tempo in cui la parola conta meno di zero, si può dire di tutto senza preoccuparsi di verificare niente; si può dire, senza vergogna, l’opposto di quanto sostenuto due giorni prima; si possono sparare balle con la massima sfacciataggine.
La filologia è l’opposto, una scuola di resistenza e di severità, di rigore e di verifica con una illustre tradizione umanistica che proprio in Italia ha avuto il suo fulcro. Per questo un maestro come Luciano Canfora la definisce «la più eversiva delle discipline», quella di chi crede nel diritto alla verità attraverso l’analisi critica e l’indipendenza del pensiero. La disciplina illuminista per eccellenza, che ci ha permesso di conoscere le opere dell’antichità e di combattere i princìpi solo presunti. Dunque: precisione della parola, analisi critica, rispetto della verità, libertà di giudizio contro le mistificazioni e le falsità. Tutti concetti che più eversivi non si può. I filologi accademici studiano la tradizione dei testi, ristabiliscono gli originali delle opere manomesse dal tempo e da lettori in malafede, lavorano di confronti e di congetture. Tuttavia si può essere filologi non per studio ma per mentalità, ovvero per convinzione morale. Nel mondo dei sovranismi oscurantisti, delle fake news e dei social, la filologia è la disciplina della resistenza e del futuro. Urge inserirla tra le materie scolastiche, accanto all’aritmetica, alla grammatica, alla storia e alla scienza.
22 marzo 2026
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