Contro l'odio e la paura
Pubblichiamo in anteprima l'incipit dell'introduzione di Samah Karaki al suo libro «L'empatia è politica. Regole sociali e biologia dei sentimenti» (add), in uscita il 27 marzo
LUNEDÌ 23 MARZO 2026
Contro l'odio e la paura
Pubblichiamo in anteprima l'incipit dell'introduzione di Samah Karaki al suo libro «L'empatia è politica. Regole sociali e biologia dei sentimenti» (add), in uscita il 27 marzo
di Samah KarakiLa neuroscienziata franco-libanese Samah Karaki
Nella cosiddetta epoca dei diritti umani e del diritto internazionale, l’empatia rappresenta la base della legittimità di uno Stato e dei suoi valori morali. In genere ci si aspetta che le persone ne dimostrino nei confronti dei propri simili. L’empatia viene considerata un elemento fondamentale nell’organizzazione sociale. Per molti incarnerebbe la soluzione definitiva al dilemma esistenziale dell’individuo, ovvero conciliare il conflitto tra i propri bisogni egoistici e i doveri sociali. Anche se il livello di empatia varia da persona a persona, questa capacitàviene considerata una caratteristica innata di un essere umano «sano» e una condizione preliminare essenziale per l’interazione umana. L’empatia è quindi percepita come una bussola morale in grado di trascendere i pregiudizi sociali.
Nella cultura popolare occidentale abbondano gli avvertimenti sull’«erosione dell’empatia», che mettono in guardia sulle implicazioni sociali e le politiche che ne conseguirebbero. Nel 1992, quando il candidato alla presidenza degli Stati Uniti Bill Clinton ha detto a un attivista che lo contestava durante un comizio: «Capisco il suo dolore»,quell’affermazione empatica è entrata immediatamente nel linguaggio popolare come forma di retorica politica. In seguito, la filosofia del conservatorismo compassionevole è stata resa popolare da George W. Bush, che ne ha fatto uno dei punti chiave della campagna presidenziale del 2000 contro Al Gore, permettendo al Partito repubblicano di accaparrarsi la retorica dei sentimenti, per tradizione associata ai Democratici. Allo stesso modo, i discorsi empatici sono stati al centro della campagna presidenziale di Obama che, nel suo secondo libro di memorie, L’audacia della speranza, scrive: «Un sentimento di empatia definisce [il mio] codice morale» e funge da «guida per la mia politica». Poche pagine dopo spiega che, secondo lui, gli Stati Uniti subiscono gli effetti di un «deficit di empatia».
Anche in Francia la questione dell’empatia è al centro del dibattito pubblico. Il 13 novembre 2023, all’indomani della marcia contro l’antisemitismo organizzata in diverse città, i leader delle comunità religiose francesi sono stati invitati all’Eliseo per un incontro con il presidente della Repubblica. Preoccupato per la guerra in Medio Oriente e per le possibili ripercussioni sul territorio francese, Macron ha chiesto ai rappresentanti religiosi di fare uno «sforzo pedagogico»,di predisporre «azioni educative» rivolte ai giovani, e ha esorta to tutti a mostrare empatia nei confronti degli altri. Un mese dopo, il ministro dell’Istruzione Gabriel Attal ha annunciato, a partire da gennaio 2024, l’introduzione di corsi di empatia in mille scuole, soprattutto per contrastare il fenomeno del bullismo e per insegnare «il rispetto della differenza, la cultura della gestione pacifica dei conflitti, il modo per disinnescare le tensioni». Il provvedimento si inserisce in una tendenza imperante nel campo dell’educazione, che invita a concentrarsi sulle «competenze non cognitive» legate all’azione morale. Le tecniche promosse includono la mindfulness, l’allenamento alla gratitudine o alla mentalizzazione, e si suppone che portino a rafforzare l’empatia degli studenti.
Tutte queste iniziative, che invitano a sviluppare l’empatia «per aiutare a vincere la paura e l’odio»e a neutralizzare gli effetti perniciosi del rifiuto dell’altro, si fondano su un presupposto: se, come cittadini, fossimo in grado di capire i senti menti e i punti di vista dei nostri oppositori, forse potremmo trovare un terreno comune e ridurre l’acrimonia tra le parti.
( © 2026 add editore).
Nell'immagine: la neuroscienziata franco-libanese Samah Karaki.
Su «la Lettura» #747 in edicola e in questa App l'intervista di Marco Ventura a Samah Karaki, in occasione dell'uscita (il 27 marzo) del suo libro «L'empatia è politica. Regole sociali e biologia dei sentimenti» (traduzione di Chiara Bongiovanni e Magda Redaelli, add, pp. 240, euro 18). L'autrice sarà a Venezia il 16 aprile per il festival Incroci di civiltà (ore 20, Teatrino di Palazzo Grassi) e a Trieste il 10 maggio al festival Scienza e Virgola.
22 marzo 2026 ( modifica il 22 marzo 2026 | 19:17)
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