A questa guerra c’era un’alternativa
La storia ci insegna come è caduto il comunismo sovietico: l’Occidente libero decise di investire nel sostegno al dissenso: radio, giornali, editoria, cinema, intellettuali, movimenti giovanili. La dittatura — a Mosca e a Berlino Est, a Budapest e a Varsavia, a Praga e a Sofia — non crollò sanguinosamente: si piegò su sé stessa, come un vecchio edificio scosso da un terremoto
Guerra in Iran, le ultime notizie in diretta
A questa guerra c’era un’alternativa
Beppe Severgnini | 21 marzo 2026La storia ci insegna come è caduto il comunismo sovietico: l’Occidente libero decise di investire nel sostegno al dissenso: radio, giornali, editoria, cinema, intellettuali, movimenti giovanili. La dittatura — a Mosca e a Berlino Est, a Budapest e a Varsavia, a Praga e a Sofia — non crollò sanguinosamente: si piegò su sé stessa, come un vecchio edificio scosso da un terremoto
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Chi denuncia l’assurdità della guerra all’Iran, si trova davanti a un’obiezione: ma come, difendi l’orribile teocrazia di Teheran? Risposta: no, ovviamente. Ma forse il regime iraniano andava affrontato in altro modo.
Premessa: non sono un pacifista assoluto. Ritengo che la legittima difesa — quella dell’Ucraina aggredita, per esempio — sia giustificata. La guerra preventiva, no. Se ci convinciamo che i problemi del mondo si risolvano così — con le bombe, fuori dal diritto internazionale — stiamo commettendo un errore grave e molto pericoloso.
Dovremmo averlo imparato. Pensate all’intervento armato in Afghanistan, che comunque costituiva una reazione alla strage dell’11 settembre 2001. Oppure all’invasione dell’Iraq nel 2003, che questo giornale considerò, fin da subito, un errore. In un caso e nell’altro c’era almeno l’illusione — la pretesa? — di spazzar via una dittatura feroce. In Iran, nemmeno questo. Una tirannia inoffensiva a Teheran, per gli Usa e per Israele, andrebbe benone.
Poniamo però che lo scopo di questa nuova guerra — come sostengono alcuni illusi e molti faziosi — sia davvero portare libertà e sicurezza al popolo iraniano. Ci si poteva arrivare in altro modo. La dimostrazione? La storia recente.
Com’è caduto il comunismo sovietico? È imploso, nell’Urss e nei paesi satelliti. Senza violenza, se non in Romania. Com’è potuto accadere? Semplice: l’Occidente libero decise di investire nel sostegno al dissenso: radio, giornali, editoria, cinema, intellettuali, movimenti giovanili. La dittatura — a Mosca e a Berlino Est, a Budapest e a Varsavia, a Praga e a Sofia — non crollò sanguinosamente: si piegò su sé stessa, come un vecchio edificio scosso da un terremoto.
In Iran vivono donne coraggiose e giovani capaci. In Iran esiste una società civile, esiste un’opposizione, esiste un pensiero critico. Con una frazione del costo di questa guerra, Usa e Israele avrebbero potuto favorire l’avvento di una democrazia persiana: ne hanno i mezzi finanziari, tecnologici e culturali. Invece hanno preferito affidarsi all’ira funesta di Netanyahu e all’insipienza presuntuosa di Donald Trump. Un errore che stiamo pagando tutti. E non sappiamo quanto, né per quanto.
21 marzo 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Editoriali e commenti di oggi di Giuseppe SarcinaMa ci sarà una fase-2 europea
Sabato 21 marzo 2026 di Paolo FallaiCrisi dell’acqua: rubinetti aperti e occhi chiusi
Sabato 21 marzo 2026 di Beppe SevergniniA questa guerra c’era un’alternativa
Sabato 21 marzo 2026 di Venanzio PostiglioneLa questione (aperta) del Nord
Venerdì 20 marzo 2026 di Mauro Crippa E Giuseppe Girgenti *Intelligenza artificiale e tecnoprofeti
Venerdì 20 marzo 2026 di Federico CellaAdesso per l’AI la scuola è finita: è ora di lavorare
Venerdì 20 marzo 2026 LEGGI TUTTI Beppe SevergniniLe Newsletter del Corriere, ogni giorno un nuovo appuntamento con l'informazione
Riceverai direttamente via mail la selezione delle notizie più importanti scelte dalle nostre redazioni.
Iscriviti