«Workcation», Napoli è nella top ten mondiale delle città preferite da chi combina lavoro e vacanza
L'analisi di International Workplace Group sulle nuove possibilità offerte dallo smart working e le preferenze dei lavoratori "nomadi": è al settimo posto in compagnia di metropoli come Bangkok, Tokyo e Barcellona
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«Workcation», Napoli è nella top ten mondiale delle città preferite da chi combina lavoro e vacanza
di Giuliano Delli PaoliL'analisi di International Workplace Group sulle nuove possibilità offerte dallo smart working e le preferenze dei lavoratori "nomadi": è al settimo posto in compagnia di metropoli come Bangkok, Tokyo e Barcellona
Uno smart worker a Napoli (dal sito caseettacorrera.it)
C’è anche Napoli tra le dieci migliori città al mondo nel 2026 per il workcation. La città partenopea si piazza al settimo posto nella speciale top ten stilata nell’ambito del «Quarto Barometro Annuale» di International Workplace Group, ed è l’unica metropoli italiana presente in una classifica globale guidata da Bangkok, Tokyo e Barcellona. La workcation è un fenomeno esploso dopo la pandemia, ed è la pratica di combinare lavoro (work, in inglese) e tempo libero (vacation, ossia vacanza) per prolungare le ferie.
I dati elaborati da International Workplace Group, leader mondiale nelle soluzioni di lavoro ibrido, nascono da una rete di oltre cinquemila sedi di spazi di lavoro flessibili in più di centoventi paesi, e dall’analisi di cinquanta tra le principali città al mondo richieste per il workcation, valutate poi singolarmente tramite l’assegnazione di un punteggio da uno a dieci in base a criteri chiave come clima, cultura, alloggio, trasporti, qualità e costo del cibo, velocità della banda larga, sostenibilità e disponibilità di spazi di lavoro flessibili. Parametri tanto moderni quanto esplicativi di un adeguamento sensibile alle nuove dinamiche del mondo del lavoro. Il lavoro flessibile, infatti, da trend passeggero è diventato ormai una realtà consolidata, come dimostra la nuova ricerca globale di Iwg, secondo la quale più della metà dei lavoratori (51%) dichiara che la propria azienda offre già politiche di lavoro agile, mentre il 90% degli stessi afferma che «la possibilità di lavorare ovunque da remoto ha migliorato il proprio equilibrio tra vita privata e professionale», ovvero la cosiddetta «work-life balance» (anglicismo che indica l’equilibrio tra vita e lavoro), mentre l’80% nota anche un aumento della produttività.
Napoli è entrata direttamente al settimo posto della classifica globale, posizionandosi davanti a metropoli storicamente più blasonate in ambito come, ad esempio, Lisbona e Seul. La città partenopea ha raggiunto punteggi eccellenti grazie a costi competitivi per i lavoratori da remoto, e valutazioni altrettanto importanti per l’accessibilità degli alloggi (6.5), per l’imbattibile rapporto qualità-prezzo del cibo (8.5) e l’efficienza dei trasporti (8). Risultati notevoli ai quali si unisce la straordinaria offerta culturale della città (9), un parametro decisamente influente per la stima finale e al quale fa da ciliegina sulla torta la vicinanza a bellezze naturali uniche (8). E’ un concentrato di valori che rende il capoluogo campano uno dei luoghi ideali per le persone che cercano il perfetto equilibrio tra produttività e tempo libero. Napoli si attesta quindi tra le mete più ambite in un mondo del lavoro da remoto che sta cambiando radicalmente anche il settore turistico: quasi la metà dei lavoratori (48%) ha infatti in programma di prolungare una vacanza lavorando in smart working nel corso del 2026, e il 46% si dice addirittura più propenso a farlo rispetto allo scorso anno. Tra le motivazioni principali che spingono verso la workcation, spiccano, inoltre, la prevenzione del burnout e il supporto al benessere psicofisico (54%), il desiderio di trascorrere più tempo con amici e familiari (53%) e la necessità di far durare di più i giorni di ferie (52%).
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