La Francia che cambia ma fatica ad accettarsi
Corriere della Sera - Cultura

La Francia che cambia ma fatica ad accettarsi

Giovedì 6 agosto 2026
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Il caso del magistrato Youssef Badr e le minacce razziste dopo le sentenze contro l'estrema destra

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La Francia che cambia ma fatica ad accettarsi

Alessandra Coppola | 6 agosto 2026

Il caso del magistrato Youssef Badr e le minacce razziste dopo le sentenze contro l'estrema destra

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È il paradosso di una Francia mista — come è apparso ancora una volta ai Mondiali di calcio — che fatica però ad accettarlo. Al punto che il magistrato Youssef Badr vive sotto protezione. Il 18 giugno scorso ha condannato a sei mesi di carcere e 10 mila euro di multa Erik Tegnér, fondatore e direttore del media della destra identitaria Frontières, riconosciuto colpevole di doxxing: ha divulgato dati sensibili di avvocati francesi che difendono cittadini stranieri, in un post su X che ha ricevuto 3 milioni di visualizzazioni ed è stato rilanciato dallo stesso Elon Musk. La decisione è stata presa da un collegio giudicante eppure solo Badr, figlio di immigrati marocchini, è diventato un bersaglio.

«Tornate al tuo Paese», gli insulti più gentili, «è un lavoro da arabi questo?!». Si apre un’inchiesta, ma la pressione sul magistrato cresce. Perché il 13 luglio anche l’estremista di destra Damien Rieu viene condannato dal collegio di cui fa parte Badr, in un altro caso di molestie online. Gli insulti diventano minacce, la campagna d’odio si allarga. «Come è possibile? — si chiede il giudice intervistato da Libération — Sono magistrato da 18 anni, mi hanno dato incarichi di responsabilità, e una sentenza rimette in discussione anni di esperienza?». Il presidente Macron lo chiama per esprimergli «solidarietà» per gli «attacchi intollerabili». Ma intanto chiamarsi Youssef e vestire la toga non è ancora percepito come normale in un Paese che — piaccia o no — ha cambiato volto da decenni.

6 agosto 2026

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