Vichy, storia di un governo
Corriere della Sera - Cultura

Vichy, storia di un governo

Giovedì 6 agosto 2026
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Alle origini della Francia collaborazionista: perché la piccola città in Alvernia famosa per le sue acque termali divenne la sede dell'esecutivo vassallo della Germania nazionalsocialista

Venerdì 7 agosto 2026

Vichy, storia di un governo

Alle origini della Francia collaborazionista: perché la piccola città in Alvernia famosa per le sue acque termali divenne la sede dell'esecutivo vassallo della Germania nazionalsocialista

di ANTONIO CARIOTI

Vichy è una piccola città in Alvernia, nel centro della Francia. Sin dal Settecento è famosa per le sue acque termali, dotate di virtù terapeutiche, che ne hanno fatto un rinomato centro alberghiero. Ma nel Novecento la sua notorietà è cresciuta a livello internazionale per motivi di tutt’altro genere. Qui s’installò infattiil governo collaborazionista durante l’occupazione tedesca,a partire dal luglio 1940, dopo l’armistizio firmato il 22 giugno dal maresciallo Philippe Pétain. E qui venne dichiarata la decadenza della Terza Repubblica, sostituita da un nuovo regime di carattere autoritario, vassallo della Germania nazionalsocialista. Per assonanza con la nostra repubblica di Salò, spesso si sente parlare di «repubblica di Vichy», ma si tratta di una denominazione impropria. L’ordinamento fondato da Pétain prese invece il titolo ufficiale di «Stato francese», proprio per distinguersi anche sul piano lessicale dalla tradizione repubblicana nata in seguito alla rivoluzione del 1789. Con i valori affermati allora il maresciallo aveva tutta l’intenzione di rompere. 

Ma facciamo un passo indietro. La Francia, insieme alla Gran Bretagna, aveva dichiarato guerra al Terzo Reich già nel settembre 1939, ma per molto tempo il fronte era rimasto immobile. Si parlò allora di «drôle de guerre», una «strana guerra»,quasi una farsa, perché nessuno si muoveva. Ma nel maggio 1940 i tedeschi, invadendo di sorpresa il Belgio e l’Olanda neutrali, penetrarono in territorio nemico con uno slancio irresistibile. Il corpo di spedizione britannico fu costretto a reimbarcarsi a Dunkerque per sfuggire all’annientamento e il 14 giugno le armate di Adolf Hitler erano a Parigi. Due giorni dopo il capo del governo Paul Reynaud si dimise e al suo posto venne chiamato l’ottantaquattrenne Pétain, eroe della Prima guerra mondiale,il quale non poté far altro che firmare la resa. Il Nord del Paese e tutta la costa atlantica finirono sotto occupazione tedesca e i parlamentari francesi si trasferirono a Vichy, dove il 10 luglio conferirono i pieni poteri al maresciallo, che assunse anche le funzioni di capo dello Stato e in pratica divenne un dittatore, la cui giurisdizione piena però copriva soltanto la parte meridionale del Paese. 

Formalmente quello di Vichy era il governo legittimo della Francia, collocato in una posizione di neutralità rispetto al conflitto che proseguiva tra le potenze dell’Asse (l’Italia aveva dichiarato guerra a Francia e Gran Bretagna il 10 giugno 1940, con i tedeschi ormai alle porte di Parigi) e l’Impero britannico. Ma il 18 giugno 1940 dall’Inghilterrail generale francese Charles de Gaulle aveva lanciato un appello per la prosecuzione della lotta contro Hitler,trovando inizialmente pochi consensi in patria e qualcosa di più nelle vaste colonie di Parigi. Il regime di Vichy assunse un’ideologia di estrema destra, perseguitò gli ebrei, inviò volontari a combattere in Unione Sovietica a fianco dei nazisti, diede la caccia ai partigiani che si opponevano alle forze del Terzo Reich. Subì un durissimo colpo nel novembre 1942, quando gli anglo-americani sbarcarono nelle colonie francesi in Nord Africa. 

A quel punto tedeschi e italiani, temendo un attacco nemico sulle coste meridionali della Francia, occuparono anche la zona sotto il controllo del governo di Pétain, che si ridusse a un semplice fantoccio di Hitler. Lo sbarco in Normandia, nel giugno 1944,e la conseguente liberazione del Paese segnarono la fine dei collaborazionisti e il trionfo di de Gaulle, che il regime di Vichy aveva condannato a morte per tradimento. Pétain subì invece la pena dell’ergastolo per essersi messo al servizio dei nazisti e morì nella piccola isola di Yeu, a 95 anni, nel 1951.

Nell'immagine: una scena del film «Notre Salut» di Emmanuel Marre (2026), in concorso Festival di Cannes 2026, storia del governo collaborazionista di Vichy visto dagli occhi di un uomo che aderisce  al regime e cerca, riuscendoci, di entrare nei suoi ranghi burocratici. Tra i protagonisti Swann Arlaud (era l'avvocato di «Anatomia di una caduta») e Sandrine Blancke.

Su «la Lettura» #766, disponibile in questa App, Alessandra Coppola approfondisce gli anni dell'occupazione nazista in Francia e il ruolo dei collaborazionisti di Vichy con un dialogo tra gli scrittori Cécile Desprairies e Romain Slocombe con riferimenti all'attualità in un Paese chiamato in primavera a un delicato voto presidenziale. 

6 ago 2026 | 20:12

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