Vichy e le origini della Francia collaborazionista: il focus nell'App de «la Lettura»
Corriere della Sera - Cultura

Vichy e le origini della Francia collaborazionista: il focus nell'App de «la Lettura»

Giovedì 6 agosto 2026
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Nel Tema del Giorno l'approfondimento sulla cittadina che divenne sede dell'esecutivo vassallo della Germania nazionalsocialista. Nel supplemento, disponibile nell'App, un dialogo su storia e attualità tra gli scrittori Cécile Desprairies e Romain Slocombe

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Vichy e le origini della Francia collaborazionista: il focus nell'App de «la Lettura»

di Redazione Cultura

Nel Tema del Giorno l'approfondimento sulla cittadina che divenne sede dell'esecutivo vassallo della Germania nazionalsocialista. Nel supplemento, disponibile nell'App, un dialogo su storia e attualità tra gli scrittori Cécile Desprairies e Romain Slocombe

Sandrine Blancke e Swann Arlaud in una scena del film «Notre Salut» di Emmanuel Marre (2026), storia di un uomo che entra nei ranghi del governo collaborazionista di Vichy 


Famosa sin dal Settecento per le sue acque termali, Vichy è una piccola città in Alvernia, nel centro della Francia; nel Novecento la sua notorietà è cresciuta a livello internazionale perché qui s’installò il governo collaborazionista durante l’occupazione tedesca, a partire dal luglio 1940. Questa pagina di storia è raccontata da Antonio Carioti nel Tema del Giorno, l'extra quotidiano dell'App de «la Lettura». Nel nuovo numero del supplemento, il #766, disponibile nella stessa App, gli anni dell'occupazione nazista in Francia e il ruolo dei collaborazionisti di Vichy sono tra gli argomenti affrontati nel dialogo, a cura di Alessandra Coppola,  tra gli scrittori Cécile Desprairies e Romain Slocombe, e non mancano riferimenti all'attualità in un Paese chiamato nella prossima primavera a un delicato voto presidenziale. 

L'App del supplemento

I Temi del Giorno sono approfondimenti extra solo digitali raccolti in una sezione apposita dell’App de «la Lettura» e tutti quelli usciti finora sono ricercabili tramite motore di ricerca. Oltre ai «Temi», l’App per smartphone e tablet offre anche il nuovo numero de «la Lettura» in anteprima già al sabato, l’intero Archivio dei numeri del supplemento usciti dal 2011 a ora, e gli Originals, testi di grandi scrittori pubblicati in traduzione italiana su «la Lettura» e qui disponibili in lingua originale: anche queste sezioni sono esplorabili tramite motore di ricerca. L’App si può scaricare da App Store (per iPhone e iPad) e Google Play (per i dispositivi Android). In alternativa, si può avviare la sottoscrizione a partire da qui. Una volta fatto, il supplemento e l’archivio sono consultabili anche via web da pc e Mac a partire dal menu per gli abbonati (in alto a destra dello schermo). E un anno di App si può regalare, a partire da questa pagina. 

Gli altri temi

I Temi del Giorno approfondiscono quotidianamente un argomento trattato dal nuovo numero del supplemento, disponibile nella stessa App. Qui di seguito una panoramica di tutti gli altri legati al numero #766.

Tallis Scholars, un viaggio nella vocalità

Tallis Scholars, un viaggio nella vocalitàI Tallis Scholars sono un ensemble vocale inglese fondato nel 1973 da Peter Phillips: vengono considerati il complesso polifonico più celebre e longevo al mondo. Il «New York Times» li ha definiti «le rock star della musica del Rinascimento». È loro per esempio l'impresa discografica titanica della durata di trent'anni con l'incisione delle 18 Messe di Josquin Desprez. E saranno a Venezia alla Biennale 2026. Ne scrive Helmut Failoni nella sezione Temi. Nel supplemento #766, disponibile nella stessa App, lo stesso Failoni intervista Caterina Barbieri, direttrice della Biennale Musica di Venezia (10-24 ottobre) che ha invitato i Tallis per un concerto speciale.

Musica guidata dal caso (e dalla libertà)

Nato nel primo Novecento il filone della «musica aleatoria», dalle ramificate implicazioni filosofiche, concede all'interprete ampi spazi di intervento e le esecuzioni sono guidate dal caso e dalla libertà. Ma non è solo un’invenzione delle avanguardie storiche... Ne scrive Gian Mario Benzing nella sezione Temi. Nel supplemento #766, disponibile nella stessa App, Benzing dedica un articolo a Organ²/ASLSP, pagina che l’autore John Cage prescrive vada eseguita «As slow as possible», «Il più lento possibile».

L'allievo giapponese di Fontanesi

Il pittore Antonio Fontanesi (Reggio Emilia, 1818 – Torino, 1882) sbarca in Giappone nel 1876 e grazie al suo lavoro nelle aule della Scuola Tecnica di Belle Arti di Tokyo introduce nel Paese la pittura occidentale a olio. Tra gli allievi più promettenti spicca l'artista Asai Chū, figura cruciale nella diffusione del cosiddetto Yōga, ovvero lo stile occidentale nel contesto giapponese durante il periodo Meiji. Ne parla Stefano Bucci nella sezione «Temi» dell'App. Nel supplemento #766, disponibile nella stessa App, Bucci racconta la mostra in tre tappe, a Kyoto, Tokyo e Nagoya, che celebra Fontanesi, uno tra i più intimisti pittori naturalistici dell'Ottocento italiano.

L'universo dei giochi entra nei romanzi

Ci sono tante storie che partono da un gioco. Gli scrittori si sono divertiti a usare l'universo ludico come motore narrativo per racconti e personaggi che seguono spesso regole fantastiche o verosimili. Da qui i romanzi di Marco Mavaldi o di Georges Perec, per citarne alcuni. Ne parla Simone Innocenti nel Tema del Giorno. Nel supplemento #766, disponibile nell'App, Vanni Santoni racconta l'uscita di Art & Arcana. La storia illustrata di Dungeons & Dragons (Raven, pp. 428, euro 69,99), un'edizione speciale che celebra il famoso gioco di ruolo.

San Francesco, da Campana a D'Annunzio

San Francesco e i poeti del Novecento. Il «Cantico dei Cantici» è considerato alle origini della nostra letteratura, anche se non il primo testo poetico scritto in volgare. Da otto secoli continua a parlare ai poeti da Campana a D'Annunzio, come approfondisce Daniele Piccini nel Tema del Giorno. Su «la Lettura» #766, un articolo a cura dello stesso Piccini, sul rapporto tra la poesia e la preghiera.

Gli occhialini artici di Umberto Nobile

Un paio di occhiali da sole. Non qualunque. Ma con una storia. Li indossò Umberto Nobile, il primo uomo che poté vedere il Polo Nord dall'alto, nella missione del 1928 sul dirigibile «Italia». Sono custoditi nel museo dell'Istituto Superiore di Sanità di Roma e loro storia che vi gira intorno viene raccontata da Margherita De Bac nella sezione «Temi» dell'App. Nel supplemento #766, un articolo a cura della stessa De Bac, sulla riapertura al pubblico del museo dell'Istituto Superiore di Sanità, con tutte le novità. 

6 agosto 2026 ( modifica il 6 agosto 2026 | 20:38)

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