Lessico di Hiroshima, parole per un mondo in frantumi: lo spettacolo in scena a Riva del Garda
Lo spettacolo di Paolo Miorandi (autore e voce narrante) e Michele Bonifati (chitarra ed elettronica dal vivo)
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Lessico di Hiroshima, parole per un mondo in frantumi: lo spettacolo in scena a Riva del Garda
di Roberto BrumatLo spettacolo di Paolo Miorandi (autore e voce narrante) e Michele Bonifati (chitarra ed elettronica dal vivo)
Paolo Miorandi (autore e voce narrante) e Michele Bonifati (chitarra e elettronica dal vivo) portano in scena «Lessico di Hiroshima. Quali parole rimangono quando il mondo va in frantumi?», domani, 7 agosto, alle 21, al Parco della Rocca di Riva del Garda. Il testo è stato pubblicato da Paolo Miorandi nel 2015, scritto al ritorno da una visita ai luoghi colpiti dalla bomba in Giappone. L’evento è coordinato da Remo Forchini e Laura Robustelli.
Le bombe e i morti
Clima sereno, buona visibilità, niente pioggia in vista. Le condizioni ideali, pensarono alla Casa Bianca e al Pentagono, per fare trovare sul cielo della città giapponese di Hiroshima, il 6 agosto 1945 alle 8.15, il quadrimotore Boeing B-29 Superfortress «Enola Gay», il più sofisticato bombardiere del tempo, per quell’occasione alleggerito degli armamenti dato che doveva ospitare una sola, pesantissima bomba. Che fosse un carico particolare lo sapevano il comandante e gli 11 dell’equipaggio, ma anche chi volava nei due B-29 di scorta, chiamati a misurare e documentare gli effetti del lancio. Ignari di tutto erano, invece, i circa 350mila abitanti della città sottostante, che stava per essere rasa al suolo dalla prima bomba atomica sganciata su bersaglio umano. Tre giorni dopo, «Fat Man» (Ciccione), bomba gemella di «Little Boy» (Ragazzino), fu sganciata sui 250mila di Nagasaki: due nomi maschili per ordigni che provocarono nell’immediatezza e nei primi quattro mesi 220 mila morti, più almeno altri 60 mila negli anni a venire.
«Mai più», si disse allora. Ma guerre efferate e continue minacce di usare atomiche «tattiche» sono tornate presenti, quasi che la memoria di 81 anni fa non contasse più. «Mai prima di quell’agosto 1945 l’uomo era stato capace di liberare una tale potenza distruttiva, lasciando senza parole le vittime, ma anche i responsabili di quell’azione militare - dice Miorandi – . Tanto che qualche sopravvissuto cercò nelle antiche rappresentazioni dell’inferno immagini che potessero paragonarsi a quell’evento».
Paolo Miorandi è uno psicoterapeuta di Rovereto, autore di vari libri. Nel 2027 uscirà il suo nuovo romanzo «Le profondità marine» (Il Saggiatore). Michele Bonifati. modenese, è chitarrista e compositore, diplomato al conservatorio di Parma: per la rivista Musica Jazz è il miglior nuovo talento italiano 2023.
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6 agosto 2026
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