Il grande concerto di Guccini in piazza Maggiore: «Nel 1984 tra le 100.000 le 150.000 persone a Bologna, la Woodstock emiliana»
L’evento con 150 mila persone il 14 giugno 1984 con Dalla, Gaber e Conte. Fu un «omaggio storico», da papa laico, voluto dal manager Renzo Fantini
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Il grande concerto di Guccini in piazza Maggiore: «Nel 1984 tra le 100.000 le 150.000 persone a Bologna, la Woodstock emiliana»
di Marco MarozziL’evento con 150 mila persone il 14 giugno 1984 con Dalla, Gaber e Conte. Fu un «omaggio storico», da papa laico, voluto dal manager Renzo Fantini
Il concerto del 1984 e Francesco Guccini
Ripubblichiamo l'articolo di Marco Marozzi che raccontava il concerto di Francesco Guccini in piazza Maggiore 40 anni dopo quella storica serata per Bologna e la musica italiana
Francesco Guccini era tutto meno che entusiasta quando gli offrirono di celebrare in Piazza Maggiore i vent’anni della «sua prima canzone»: Auschwitz, scritta nel 1964 sul foglio di un quaderno. Mandò letteralmente a quel paese il suo manager: il geniale e generoso Renzo Fantini. Fantini scese da Pavana a Bologna ma non mollò, senza di lui e altri non ci sarebbe mai stato «Fra la via Emilia e il West», il concerto del 17 giugno 1984.
Francesco Guccini e il mitico concerto del 1984
«Lunga e dritta correva la strada». Il poeta cominciò il concerto il 17 giugno di 40 anni fa con Canzone per un’amica. Quando intonò La Locomotiva dal fondo della piazza partì un gruppo di anarchici con uno striscione bianco e nero. Tensione di un attimo, ma quella sera si celebrava Bologna. Epica, mito, storia. Quindi onore a chi lo portò allora e che creò gli attuali ricorsi.
Oltre a lui, la racconta uno dei comprimari decisivi: Nicola Sinisi.
«Fra la via Emilia e il West»: un evento epico e mitico per Bologna
Ricorderà chi non c’è più: Renzo Imbeni, sindaco da un anno, diede la piazza gratis e poi due anni dopo volle Sinisi come assessore (socialista) alla cultura e con lui nacque «Bologna sogna», musei aperti di notte, feste, comici diventati famosi, , folle. Imbeni fu il primo sindaco a rinunciare al discorso di Capodanno, nel 1988 da Palazzo d’Accursio fece cantare Lucio Dalla, poi fece organizzare da Sinisi una festa da ballo in piazza e in municipio, direttore d’orchestra in smoking Jimmy Villotti.
Il «clima» musicale dell'epoca e i grandi d'Emilia
E poi Renzo Fantini, andatosene nel 2010, bello come Clint Eastwood, con la maledetta sigaretta sempre in bocca. Rita Allevato, ragazza panterata, di Fantini era la braccia destra. «Bologna con i suoi orchestrali» cantò Francesco De Gregori. Una città diventò grande con i suoi cantanti e insieme chi stava loro dietro.
Un’orchestra che era intelligenza e comunità. Ricchezza collettiva. Questo rappresentò «Dalla via Emilia al West». Storia patria, persino più di Lucio Dalla nella stessa piazza a fine anni ’70, portato da Zangheri e Bibi Ballandi, «padre» di tutti gli organizzatori e produttori bolognesi. Piedi per terra, buon naso, buon cuore.
Musica, tv, eventi. Fino a Guido Elmi di Vasco, Michele Torpedine di Bocelli, il primo Zucchero ecc, Luca Lazzari di Elastica. E i grandi della Rai come Beppe Caschetto e Carlo Degli Esposti. Storie di donne e uomini diventa epica di una città, una cultura che prosegue.
L'omaggio storico del «Maestrone»
Per Guccini fu un omaggio storico. Da papa laico. Per Dalla una consacrazione da vescovo barbuto, dopo il successo di Come è profondo il mare. «La canzone che avrei voluto scrivere io. Parole profonde, musica ineguagliabile» raccontò qualche anno fa Guccini, invitato in radio da Sinisi (direttore Rai) per una sua ideale Hit Parade.
Anche Sinisi fu organizzatore di orchestrali. Con la Coop Radio Informazione portò a Bologna Dire Straits,Simple Reds, Simple Minds, Paolo Conte fuori dai teatri. Poi Luciano Pavarotti al Palasport. «Era il 1983. Sergio Zavoli, presidente Rai, ci fece ottenere 50 milioni di lire per i diritti televisivi. Mi venne in mente che nel 1984 erano i vent’anni della prima canzone di Guccini. E ribussai alla porta… 50 milioni più la sponsorizzazione Philip Morris… Chiamai Fantini».
Le leggende dei cantautori e un evento ancora mitico
Quella di Fantini diventa un’odissea montanara. «Ex Mito» lo celebra una foto floreale da Vito, la trattoria di via Musolesi. Era l’angelo custode di tutti. Da Conte a Guccini, a Vinicio Capossela e oltre. I cantautori, i poeti delle note. Guccini gli apparve alla Osteria delle Dame. Conte nel ‘77, al Premio Tenco, San Remo. Aveva inciso due dischi senza successo. Con Fantini nel ’79 fece Gelato al limone. Capossela si presentò da Vito con una cassetta di canzoni inedite. Fantini nell’84 ritorna a Bologna e imbarca Sinisi. Lo scettico e l’entusiasta. L’enfasi storica tracima. «A Nicola senza il quale il misfatto non sarebbe mai avvenuto» scriverà poi su un manifesto per Sinisi.
Un palco con grandi artisti: il ricordo 40 anni dopo
Sul palco quel 17 giugno arrivano Conte, Giorgio Gaber, l’Equipe 84, Bertoli, Dalla, diverso in tutto, mare e monti, rispetto a Guccini.
Giù fra i 150 mila che ascoltano c’era Renzo Cremonini, la «mamma» di Dalla, il produttore che lo guidò, l’amico supercomunista, stempiato, occhialuto amato riamato da Candice Bergen, conosceva tutti, non lo raccontava (come Fantini) mai. È morto nel 2001, il funerale fu l’11 settembre, mentre a New York crollavano le Torri Gemelle. Luca Carboni gli ha dedicato Stellina dei cantautori.
Fiori davanti alla casa di Bologna di Francesco Guccini e il cartello: «Grazie di essere esistito»di LaPresse
L'applauso dei deputati dopo l'annuncio della morte di Francesco Guccini
L'addio a Francesco Guccini in via Paolo Fabbri e nella storica trattoria «Da Vito» di Bologna: «Rimaniamo aperti per lui, quelle notti con Dalla». Fiori e canzoni nella stradadi Ludovica Brognoli
Guccini, Papa Francesco e quell'incontro fugace nel 2018 in piazza San Pietrodi Maurizio Perriello
L'intervista a Francesco Guccini: «C’è odore di regime. Salvini? Un comiziante furbo. Gli M5S? Come i Testimoni di Geova»di Matteo Cruccu
L'amore per l'Appennino tosco-emiliano, la tutela della natura e la paura per il nucleare: l'ambientalismo (pioniere) di Francesco Guccinidi Serena Palumbo
Vecchioni ricorda Guccini: «L’ho conosciuto davanti a due bottiglie, la finì prima lui. La sua canzone che preferisco è Bisanzio, lui mi invidiava Luci a San Siro»di Barbara Visentin
Il tratto gentile, quel velo di malinconia: Guccini, che amava i perdenti e gli addii (e a scuola tifava per i troiani)di Aldo Cazzullo
Vai a tutte le notizie di Bologna
Iscriviti alla newsletter del Corriere di Bologna
6 agosto 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il video della tartaruga rilasciata a Riccione
All'alba dei primi giorni di agosto dopo essere stata curata
L'informazione nella tua mailCorriere di Bologna
Le news principali su Bologna
Ogni giorno alle 18, a cura della redazione