Contratto presidi, firma definitiva e via libera agli aumenti
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Contratto presidi, firma definitiva e via libera agli aumenti

Giovedì 6 agosto 2026
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«Miglioramenti economici e normativi», dice il presidente Anp Giannelli

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Contratto presidi, firma definitiva e via libera agli aumenti

di Valentina Santarpia

«Miglioramenti economici e normativi», dice il presidente Anp Giannelli

Oggi è stato firmato, in via definitiva, il Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo all'Area istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024, dopo la certificazione positiva della Corte dei Conti. Si è quindi concluso l'iter di adozione del contratto, che rappresenta un ulteriore traguardo per il settore «Scuola». Il contratto riguarda complessivamente circa 7.900 dirigenti: 7.550 dirigenti scolastici e 360 dirigenti delle università e degli enti di ricerca. Per i dirigenti scolastici, il rinnovo prevede un incremento retributivo medio di 500 euro mensili lordi per tredici mensilità, pari a un aumento dell'8,48%, rileva l'Aran. Per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca, l'incremento medio è di 503 euro mensili lordi per tredici mensilità, corrispondente a un aumento del 6%. Il contratto riconosce, inoltre, gli arretrati maturati a decorrere dal 1° gennaio 2024. L'importo medio è di circa 5.800 euro per i dirigenti scolastici e di circa 6.000 euro per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca. «Abbiamo mantenuto un altro fondamentale impegno finalizzato alla valorizzazione di chi guida le Istituzioni scolastiche. La stagione dei blocchi contrattuali è definitivamente chiusa- sottolinea il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara -  Il nostro lavoro prosegue con il consueto impegno per definire l'Atto di indirizzo e avviare le trattative per il triennio 2025-2027, assicurando piena continuità contrattuale a tutto il personale del sistema educativo nazionale». 

Quali sono i punti chiave del contratto? A parte gli aumenti economici, «il rafforzamento della mobilità interregionale, l'ampliamento dei termini per la fruizione delle ferie e dei permessi per lutto, il miglioramento delle disposizioni sul periodo di prova e altri interventi che rispondono a esigenze più volte rappresentate dalla categoria», spiega il presidente Anp Antonello Giannelli. «Ora il nostro impegno è rivolto a una fase altrettanto importante: fare in modo che gli effetti economici del contratto siano resi disponibili nel più breve tempo possibile- dice Giannelli- Allo stesso tempo, continueremo a lavorare perché la prossima stagione contrattuale si apra tempestivamente, senza accumulare nuovi ritardi, e perché trovino finalmente risposta le questioni ancora aperte che riguardano la valorizzazione della dirigenza scolastica». 

Cosa ne pensano i sindacati? Secondo Giuseppe D'Aprile, Uil scuola, «rappresenta un risultato importante, che consente di dare risposte attese alla categoria e di chiudere una fase negoziale significativa». Ora - prosegue il segretario - «è fondamentale guardare al futuro. Il prossimo passo dovrà essere l'emanazione, in tempi rapidi, dell'Atto di indirizzo da parte del ministro, per avviare il negoziato del contratto 2025/2027. È necessario proseguire senza interruzioni il confronto negoziale, allineando i rinnovi contrattuali ai rispettivi periodi di vigenza e aggiornando gli istituti contrattuali per rispondere alle nuove esigenze della dirigenza scolastica». L'intesa raggiunta «introduce miglioramenti sia economici che normativi, riconoscendo il ruolo strategico di chi quotidianamente garantisce qualità, innovazione e continuità al sistema dell'istruzione e della ricerca», spiega Daniela Fumarola (Cisl), ribadendo che «è ora fondamentale proseguire nel confronto avviando nell'immediato il negoziato per il rinnovo del ccnl 2025/2027, visto anche il ritardo accumulato, e affrontare così le questioni ancora aperte quali il rafforzamento delle risorse destinate al settore, la valorizzazione delle competenze, la riduzione del precariato, il miglioramento delle condizioni di lavoro. Investire nell'istruzione e nella ricerca significa investire nel futuro del Paese, per questo per la Cisl la firma del contratto rappresenta non un punto d'arrivo ma l'inizio di un percorso volto a garantire maggiore qualità dei servizi e riconoscimento del lavoro svolto da chi opera nel settore», conclude. Critica la Cgil: «Il percorso per arrivare alla firma è stato segnato da un ritardo ingiustificabile e da pochi avanzamenti sulla parte normativa. Per queste ragioni, come FLC CGIL, ribadiamo la necessità di avviare immediatamente la trattativa per il rinnovo del triennio successivo e affrontare le tante questioni rimaste ancora aperte, prime fra tutte l’equiparazione economica della dirigenza scolastica alle altre dirigenze pubbliche e la concreta tutela del diritto dei dirigenti scolastici a una mobilità interregionale senza alcun vincolo o limite percentuale».

6 agosto 2026 ( modifica il 6 agosto 2026 | 13:47)

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