Se n'è andato a 102 anni il grande critico cinematografico Alberto Pesce
Corriere della Sera - Cultura

Se n'è andato a 102 anni il grande critico cinematografico Alberto Pesce

Mercoledì 5 agosto 2026
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Per oltre 50 anni ha raccontato il mondo dei film sul Giornale di Brescia. Nel 2024 aveva donato la sua biblioteca alla Queriniana

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Se n'è andato a 102 anni il grande critico cinematografico Alberto Pesce

di Pietro Keller Cassetti

Per oltre 50 anni ha raccontato il mondo dei film sul Giornale di Brescia. Nel 2024 aveva donato la sua biblioteca alla Queriniana

«Cominciai a scrivere nel 1948, da laureato disoccupato, e mi istruii cinematograficamente con quei pochi libri e riviste che allora esistevano, ovvero Bianco e nero e Domus». Aveva 25 anni, seguiva allora per la prima volta la Mostra del Cinema di Venezia. Se ne è andato nella notte fra il 4 e il 5 agosto, a 102, Alberto Pesce, lo storico critico cinematografico del Giornale di Brescia, che per oltre 50 anni ha raccontato il mondo dei film da quelle colonne.

Nato a Pieve di Cadore, in provincia di Belluno, nel 1924, si trasferì a Brescia dopo la laurea. Nel 1960 fu assunto al GDB dal direttore dell’epoca, Vincenzo Cecchini. Due anni fa, al compimento dei cento anni, aveva deciso di donare la sua collezione cinematografica (libri, riviste, pellicole) alla Biblioteca Queriniana.

«Brescia perde una delle sue intelligenze più raffinate e uno degli osservatori più lucidi della cultura del Novecento e del nostro tempo», ha detto la sindaca Laura Castelletti. «Alberto Pesce è stato sempre profondamente radicato a Brescia, ma contemporaneamente capace di dialogare con il grande cinema internazionale, senza mai rinunciare alla propria autonomia di giudizio. Una libertà intellettuale che rappresenta oggi una lezione preziosa. Gli oltre quattromila volumi donati alla Biblioteca Queriniana sono un patrimonio che continuerà a vivere e a formare nuovi lettori, studiosi e appassionati di cinema».

Durante la sua carriera, Pesce aveva avuto occasione di confrontarsi con alcuni tra i più grandi artisti del cinema italiano: Pier Paolo Pasolini, Ermanno Olmi, Luigi Comencini, Sophia Loren. Lo raccontava qualche anno fa un documentario a lui dedicato. «I film da vedere? 8 e mezzo di Fellini. Poi l’albero degli zoccoli, di Ermanno Olmi, e qualsiasi cosa di Pasolini».

 Spiegava di aver donato i volumi «cercando di catalogarli per tema, registi, attori, dizionari. Qualcosina ho tenuto. Ma ho avuto la soddisfazione, prima della mia dipartita, di collocarli in una sede così prestigiosa». 

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