Studiare Agraria: la sfida epocale è garantire cibo di qualità per tutti rispettando l'ambiente
Decidere il corso di laurea è una scelta di vita: cosa si studia, quali sono le difficoltà e quali sono gli sbocchi professionali
Studiare Agraria: la sfida epocale è garantire cibo di qualità per tutti rispettando l'ambiente
05 agosto 2026
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Cristiana Peano / CorriereTv
Studiare Agraria significa comprendere e gestire dei sistemi complessi da cui dipende il soddisfacimento di uno dei bisogni principali per l'umanità , che è la produzione del cibo che noi consumiamo ogni giorno.
Significa capire come farlo utilizzando in modo responsabile le risorse naturali da cui quella produzione dipende. Oggi studiare Agraria significa imparare a comprendere e gestire sistemi nei quali la produzione, l'ambiente, l'economia, la tecnologia, la società si incontrano e interagiscono tra di loro continuamente. Per questo il percorso non si limita a insegnare come coltivare una pianta o come allevare un animale, ma fornisce gli strumenti indispensabili per affrontare una delle grandi sfide del nostro tempo e cioè produrre cibo sufficiente e di qualità per l'intera popolazione mondiale, preservando però nello stesso tempo il suolo, l'acqua, la biodiversità , l'energia, in un contesto che è segnato da quelli che oggi sono fenomeni evidenti: i cambiamenti climatici, l'instabilità dei mercati e le trasformazioni sociali che sono in corso. Significa anche imparare a innovare utilizzando l'agricoltura di precisione, la sensoristica, i droni, le biotecnologie, l'elaborazione di dati complessi.
Studiare Agraria implica anche il riconoscimento di quelle che sono le coltivazioni tradizionali e le razze tradizionali, in modo da affrontare anche un discorso che è legato a quello che è il mantenimento dell'agrobiodiversità e dei territori. Significa inoltre affrontare non solamente la produzione agricola, ma immaginarsi anche quello che è il percorso della distribuzione del consumo degli alimenti. Sostanzialmente significa progettare sistemi più resilienti, più inclusivi e capaci di adattarsi alle crisi che ogni giorno dobbiamo affrontare, sia in Italia che in Europa che nel mondo.
Il corso di laurea in Scienze Agrarie è organizzato in modo da costruire progressivamente le competenze dello studente. La prima parte del percorso, generalmente il primo anno di studi, è dedicata a delle discipline scientifiche di base, come ad esempio la matematica, la chimica e la fisica, necessarie per comprendere i fenomeni naturali e i processi produttivi. Negli anni successivi della laurea triennale e poi nelle lauree magistrali si affrontano insegnamenti più specifici, come ad esempio l'agronomia, le coltivazioni arboree, le coltivazioni erbacee, la zootecnia. Accanto agli insegnamenti obbligatori, inoltre, lo studente può avvicinarsi a un percorso più specializzato, dedicato a quelle che sono le sue aspirazioni, come ad esempio la viticoltura, l'agricoltura biologica o ad altri percorsi. La formazione non è soltanto teorica, ma il percorso comprende esercitazioni pratiche, attività di laboratorio, visite in aziende e tirocini.
Il primo requisito è la curiosità , accompagnata da una capacità di osservazione e interesse per le relazioni tra ambiente, produzione e società . Non è necessario avere già delle conoscenze del mondo agricolo. La cosa più importante è avere la disponibilità per affrontare discipline diverse e metterle in relazione tra di loro. Le competenze scientifiche rappresentano la prima parte della cassetta degli attrezzi, ma forse la qualità più importante è proprio quella della capacità di osservazione. In agricoltura, infatti, non esistono delle soluzioni che sono valide in tutte le situazioni, ma le soluzioni che si vanno a ricercare dipendono dal clima, dal terreno, dalla disponibilità di acqua e da tutta una serie di altri fattori, non ultimi quelli economici e sociali, che interagiscono con un territorio. Sono fondamentali anche le capacità di risolvere dei problemi complessi, la capacità di lavorare in una squadra, in un gruppo e la disponibilità a interagire e integrare delle azioni di tipo pratico e delle azioni di tipo teorico.
Una laurea in Scienze Agrarie apre percorsi professionali molto diversi perché forma competenze che spaziano dalla produzione agricola all'ambiente, dall'economia alle tecnologie applicate, alle filiere agroalimentari. Le principali opportunità di lavoro sono consulenze presso le aziende agricole e agroalimentari; la libera professione, dopo un percorso che porta ad esercitare la professione di agronomo e svolgere consulenze specialistiche; l'industria alimentare e quella dei mezzi tecnici, come ad esempio le imprese delle sementi, dei fertilizzanti, dei prodotti fitosanitari; l'agricoltura digitale e di precisione che oggi apre delle possibilità con l'uso dei sensori, delle immagini satellitari, del GIS, con analisi dei dati previsionali; la tutela dell'ambiente e del territorio; il lavoro presso enti pubblici e organizzazioni professionali come ad esempio la Regione, i Comuni, i Consorzi, le Camere di commercio; la cooperazione internazionale con progetti legati alla sicurezza alimentare, allo sviluppo agricolo, all'adattamento climatico, alla valorizzazione delle produzioni locali; la ricerca e l'insegnamento presso università , centri di ricerca e scuole professionali.
Le opportunità sono quindi molte. Una laurea in Scienze Agrarie permette di lavorare sia sul campo che nei laboratori, nelle aziende, negli enti pubblici, nell'ambito di una ricerca più specializzata e in progetti di sviluppo.
Agraria mi ha insegnato che l'agricoltura non è soltanto produzione di cibo, ma un sistema complesso. Mi ha insegnato a osservare la natura con maggiore attenzione e a rispettarne i tempi e comprendere che ogni scelta tecnica ha conseguenze sul suolo, sull'acqua, sulla biodiversità e in definitiva sulla vita delle persone. Ho capito che non ci sono soluzioni semplici, ma che servono competenza, responsabilità e capacità di adattarsi ai cambiamenti. Mi ha insegnato anche il valore concreto del lavoro. Dietro ogni prodotto agricolo ci sono conoscenze scientifiche, fatica, innovazioni, decisioni quotidiane. Per questo scegliere Agraria non significa soltanto scegliere un corso di laurea o una professione, ma coltivare un modo di guardare il mondo imparando a sentirsi parte di un territorio e responsabili del suo futuro.
Ho iniziato a lavorare in Italia e nel mio territorio, ma ho avuto la fortuna di incontrare persone che mi hanno aiutato ad ampliare lo sguardo e a capire che i problemi e anche le soluzioni legate alla produzione agricola e alla gestione degli ecosistemi non dovevano né potevano essere un problema di pochi ma di tutti. Soprattutto ho capito che nella gestione dei territori non esiste un Nord e Sud del mondo, ma tutto è connesso. Produrre, gestire, coltivare e parlare di sviluppo sostenibile, oggi come ieri, significa mettere in primo piano non solo il pianeta ma anche le persone.
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