Il nuovo disco di Enzo Gragnaniello: «La mia estate anti-tormentoni»
Corriere della Sera - Cultura

Il nuovo disco di Enzo Gragnaniello: «La mia estate anti-tormentoni»

Mercoledì 5 agosto 2026
2 visualizzazioni

In «Tiempo ‘e veleno» brani cult con l’Orchestra della Magna Grecia

I funerali di Baresi, chi c'era e chi no: applausi per Van Basten e Maldini, le assenze di Maignan e Ibrahimovic

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Il nuovo disco di Enzo Gragnaniello: «La mia estate anti-tormentoni»

di Carmine Aymone

In «Tiempo ‘e veleno» brani cult con l’Orchestra della Magna Grecia

C’è un’estate che corre alla velocità di un video di pochi secondi e un’altra che preferisce fermarsi ad ascoltare il silenzio tra una parola e una nota. Mentre i tormentoni nascono e muoiono sulla velocità di TikTok, Enzo Gragnaniello risponde con un disco che va nella direzione opposta: rallenta, respira, restituisce profondità alla musica d’autore. Lo fa con «Tiempo ‘e veleno», progetto nato dopo il successo del tour con l’Orchestra Ico della Magna Grecia, che rilegge alcune pagine del suo repertorio in una veste orchestrale, senza tradirne l’intimità. Quattro Targhe Tenco, autore tra i più raffinati della canzone italiana, Gragnaniello appartiene a quella rara categoria di artisti che non hanno mai inseguito il mercato. Ha preferito inseguire le emozioni, facendo del napoletano un linguaggio universale.

L’estate sembra appartenere ai tormentoni. Che spazio resta per la canzone d’autore?
«La musica non dovrebbe avere stagioni. Ci sono canzoni che fanno compagnia per qualche settimana e altre che aspettano il momento giusto per entrare nella vita delle persone. Non bisogna avere fretta: è il tempo a decidere quali resteranno».

In «Tiempo ‘e Veleno» i suoi brani tornano a vivere con l’orchestra. Che effetto fa riascoltarli?

«Gli arrangiamenti orchestrali non servono a renderla diversa, ma a scoprirne sfumature nuove. È come guardare lo stesso mare all’alba e al tramonto: l’acqua è la stessa, cambia la luce».

Ha definito le sue composizioni «canzoni biologiche».
«Perché crescono da sole, senza essere costruite per seguire una moda. Un brano deve nascere da un’esigenza, non da una strategia. Se è sincera continua a parlare anche dopo molti anni».

In questo disco tornano «Cu’mme», «Donna», «Viento ‘e terra», «Rosè», «Senza voce», diventate parte della memoria collettiva.
«Quando le ho scritte non pensavo che avrebbero fatto tanta strada. Dentro ci sono persone, incontri, ferite, affetti. Ogni volta che le ricanto mi sembra di ritrovare un pezzo della mia storia».

Pino Daniele, James Senese, Franco Del Prete, Roberto Murolo, Mia Martini, Ornella Vanoni: la sua musica è attraversata da incontri.
«Sono legami che restano. Tutti grandi amici. Alcune persone continuano a vivere dentro le canzoni. La musica serve anche a questo: custodire la memoria senza trasformarla in nostalgia».

Che estate sta vivendo Enzo Gragnaniello?
«Un’estate di concerti e di ascolto. Sul palco capisci ogni sera che una canzone non appartiene più a chi l’ha scritta. E intanto continuo a scrivere. Le canzoni arrivano quando vogliono loro».

L’anima di «Tiempo ‘e veleno» sta proprio qui. Registrato in presa diretta, il progetto non cerca effetti spettacolari. Gli archi accompagnano senza sovrastare una voce che conserva quella ruvidità mediterranea diventata il tratto distintivo del cantautore napoletano. Accanto all’Orchestra Ico della Magna Grecia trovano spazio la chitarra di Martino De Cesare e la batteria di Marco Caligiuri, in un equilibrio che valorizza ogni sfumatura della scrittura di Gragnaniello. Dopodomani, in piazza Matteotti ad Accadia, Gragnaniello sarà ospite dell’«Accadia Blues Festival 2026». Sarà una serata speciale dedicata a James Senese, compagno di strada e amico di una vita, con la partecipazione di Sabba e Gli Incensurabili. Più che un concerto, sarà il racconto di una stagione irripetibile della musica napoletana, figlia di una tradizione che continua a influenzare la canzone d’autore italiana e che attende ancora il riconoscimento dell’Unesco come patrimonio culturale immateriale».

Vai a tutte le notizie di Napoli

Iscriviti alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno Campania

5 agosto 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Clementino cade dal palco durante il concerto a Ischia. Fuori dall'inquadratura, poi si rialza

Il video virale sui social

Hai una storia da segnalare sul tuo territorio?

ScriviciIscriviti alla newsletter

Corriere del Mezzogiorno

Le news principali sul Mezzogiorno
Ogni giorno alle 12, a cura della redazione

IscrivitiLA PRIMA PAGINA DI OGGI

Condividi questo articolo