Stop al resort di lusso di Cala Finanza
Sequestrata l'area destinata al maxi progetto turistico in Sardegna. Scoperti anche resti antichi e «reperti affioranti» che ora dovranno essere esaminati dalla Soprintendenza Archeologia
Stop al resort di lusso di Cala Finanza
Gian Antonio Stella | 4 agosto 2026Sequestrata l'area destinata al maxi progetto turistico in Sardegna. Scoperti anche resti antichi e «reperti affioranti» che ora dovranno essere esaminati dalla Soprintendenza Archeologia
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Addio «hotel Fasano con 51 alloggi di lusso per una superficie totale di circa 4.350 m²», addio «beach club, porto turistico, centro benessere completo, club di tennis e campo da golf a 18 buche», addio eliporto e addio «26 lotti edificabili per ville con una superficie compresa tra 350 e 750 m² ciascuna» per «ricavi totali stimati di 141 milioni di euro»! Il promontorio «incontaminato» di Cala Finanza resterà tale. Almeno finché non sarà conclusa la vicenda giudiziaria che ieri ha visto una svolta clamorosa: il sequestro deciso dalla magistratura di Tempio Pausania di tutto il complesso di Villa Joy e dintorni a Porto San Paolo, davanti a Tavolara, posto sotto sigilli dalla Forestale e dai Carabinieri. Tanto più che, come scrive kalaritanamedia.it, «l’intervento delle forze dell’ordine ha fatto emergere un ulteriore, delicato elemento di criticità». Cioè la scoperta di «evidenti tracce di resti antichi e reperti affioranti» che ora dovranno essere esaminati dalla Soprintendenza Archeologia.
Che le cose fossero destinate a non finire come immaginato nei fantasmagorici depliant, filmati e rendering sfociati in una selva di polemiche era chiaro da settimane. Tanto più che dopo l’iniziale denuncia degli ambientalisti del Gruppo di Intervento Giuridico sui lavori di disboscamento nella macchia mediterranea, di costruzione di edifici provvisori, di aperture di strade che avevano stuprato il delicatissimo territorio protetto che si affaccia sulla riserva marina di Tavolara, erano emersi, anche grazie al Corriere, dettagli sconcertanti. Come la parentela (sono fratelli) tra il capo-cordata del progetto Tavolara Bay e l’assessore comunale al turismo. O più ancora i retroscena sugli azionisti troppo spesso coperti, come raccontato da Mario Gerevini, da «società o trust alle Isole Vergini, Malta, Bahamas, Delaware». Peggio: dallo statuto era emerso che gli investitori, tra cui il presidente della Lega Serie A di calcio, Ezio Simonelli, confidavano grazie alla Zes (Zona Economica Speciale) votata dal Consiglio dei Ministri, su un robusto finanziamento pubblico. Ma come: un progetto di lusso con dietro dei paradisi fiscali ma benedetto da soldi pubblici? E lì c’era stato il primo intoppo: retromarcia sulla Zes, dimissioni dell’assessore, irrigidimento della Regione che sarebbe stata scavalcata in una delle sue leggi più importanti a difesa delle coste. Ieri, i sigilli.
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4 agosto 2026
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