L'allievo giapponese di Antonio Fontanesi
Corriere della Sera - Cultura

L'allievo giapponese di Antonio Fontanesi

Lunedì 3 agosto 2026
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Il legame tra il pittore e incisore sbarcato nel Sol Levante nel 1876 e l'artista Asai Chū, nato tra le aule della Scuola Tecnica di Belle Arti di Tokyo

03 August 2026

L'allievo giapponese di Antonio Fontanesi

Il legame tra il pittore e incisore sbarcato nel Sol Levante nel 1876 e l'artista Asai Chū, nato tra le aule della Scuola Tecnica di Belle Arti di Tokyo

di STEFANO BUCCI

L'abbinamento tra Asai Chū e Antonio Fontanesievoca un legame storico e fondamentale: quello tra maestro e allievopresso la Scuola tecnica di Belle arti di Tokyonel 1876. Sarebbe stato in quell’anno che Fontanesi, pittore italiano, avrebbe introdotto in Giappone la pittura occidentale a olio, segnando un punto di svolta nel percorso artistico nipponico. Tra gli studenti formatisi sotto la sua guida, spiccò proprio Asai Chū, che avrebbe avuto un ruolo di pionierismo nella diffusione dello stile occidentale, il cosiddetto Yōga,nel contesto giapponese durante il periodo Meiji. Questo rapporto rappresenta un momento chiave di ricezione e assimilazione delle tecniche europee, simbolo di un processo di modernizzazione artistica che avrebbe permeato l'intera società dell’epoca. Nato il 22 luglio 1856 a Tokyo,nel quartiere Kobiki-chō, Asai Chū mostrò sin da giovane un talento notevole per il disegno e un vivo interesse per la calligrafia e la letteratura cinese. Attorno al 1868 iniziò a studiare sotto Kuronuma Kaizan, artista della Scuola Nanga, adottando lo pseudonimo di «Kaitei». 

Questo primo periodo sarebbe stato fondamentale per la sua formazione, anche se la sua vera svolta avvenne nel 1876, quando decise di dedicarsi esclusivamente alla pittura. Prima frequentò l’Accademia di Kunisawa Shinkurō e successivamente si iscrisse alla Kōbu Bijutsu Gakkō, dove venne formato alla pittura occidentale sotto la guida di Fontanesi.In quegli stessi anni, la scuola si arricchì di giovani talenti come Koyama Shōtarō, Matsuoka Hisashi, Takahashi Genkichi,e altri, portando avanti un intenso scambio di idee e tecniche. L’insegnamento di Fontanesi si contraddistinse per raffinatezza e nobiltà, lasciando un’impronta profonda sugli studenti e contribuendo a creare un ambiente stimolante. Tuttavia, nel 1878, a causa di problemi di salute, Fontanesi abbandona il Giappone,lasciando il posto a Prospero Ferretti,con metodi meno efficaci. Questa transizione spinse Asai e altri a lasciare la scuola già nello stesso anno, dando vita al gruppo di studi Jūichikai,che tuttavia si dissolse nel 1880. Nel frattempo, Asai si impegnò nell’insegnamento presso la Tokyo Teacher Training School, anche se il suo incarico durò poco. Lo stesso periodo vide il suo coinvolgimento in viaggi di studio attraverso il Giappone, schizzi e appunti sulla natura. 

La sua opposizione all’arte tradizionale Nihongasi manifestò nel 1882, quando si schierò contro la critica di Fenollosa,storico dell’arte americano che sosteneva la superiorità del Nihonga rispetto allo Yōga. Asai, insieme ad altri artisti, rispose con opere e manifestazioni che promuovessero la forza e la modernità dell’arte occidentale. Nel 1887, presentò alla Tokyo Prefectural Competition dipinti ad olio come «Nōfu kiro»(Ritorno dei contadini), esempio di un primo lavoro in olio di rilievo nell’arte giapponese moderna. L’anno successivo, Asai collaborò con artisti come Koyama, Matsuoka, Honda e Takahashi per fondare l’Associazione Meiji Bijutsukai, un organismo volto a promuovere l’arte Yōga. L’esposizione delle opere e le conferenze con artisti britannici come Alfred East contribuirono al crescente interesse per la pittura occidentale. Tra le opere significative di questo periodo si trova «Shunpo» (Vegetale in fiore, 1888),oggi conservato nel Museo Nazionale di Tokyo, riconosciuto come «bene culturale importante». La sua attività si estese anche all’insegnamento e all’organizzazione di corsi temporanei di arte, consolidando il ruolo di Asai come figura centrale nel panorama artistico di fine Ottocento. 

Con lo scoppio della Prima guerra sino-giapponese,nel 1894, Asai svolse anche il ruolo di corrispondente-illustratore, ampliando così il suo interesse verso le arti applicate e la comunicazione visiva. La sua posizione in seno al mondo artistico italiano e francese si rafforzò con la partecipazione alle vicende che portarono alla scissione tra le diverse scuole di stile, in particolare tra il «Murasaki-ha» di Kuroda Seiki e l’«Yani-ha» in linea con le nostalgie tradizionali di Okakura Tenshin e Fenollosa. Asai mantenne buoni rapporti con Kuroda, condividendo momenti di confronto che si tradussero anche in opere all’aperto come «Onjuku kaigan» (Spiaggia di Onjuku),dipinta nel 1897. Il suo ruolo di insegnante si consolidò nel 1898, quando fu nominato docente di Yōga alla Tokyo Bijutsu Gakkō, ruolo che cercò di bilanciare tra le diverse scuole di pensiero, anche ironicamente definendosi «sacrificio umano». La sua attività si ampliò ulteriormente con la partecipazione alla Esposizione universale di Parigi del 1899,ruolo che gli permise di entrare in contatto con le ultime tendenze dell’arte europea, dell’Art Nouveau e del design. 

Durante un soggiorno in Francia, ebbe modo di approfondire il settore del design, visitare musei, laboratori di tessitura e fonderie di scultura, e instaurare collaborazioni con rappresentanti del mondo dell’industria creativa come Nakazawa Iwata,con il quale collaborò nella fondazione del Kyoto College of Technology. Le sue opere francesi come «Gurē no Aki» (Autunno in Grez-sur-Loing, 1901) e «Kahan Yōkan» (Antico castello sul fiume, 1902) testimoniano il suo ampliamento delle prospettive artistiche e tecniche. Rientrato in Giappone nel 1902, si stabilì a Kyoto e nel 1903 fondò l’Istituto di Arte Occidentale di Shōgoin,che aggregò alcune delle scuole di arti visive più influenti del tempo, contribuendo alla formazione di una nuova generazione di artisti. Anche in circostanze di salute precaria, come nel 1907 quando si ammalò gravemente durante un viaggio in Hida, Asai mostra la sua dedizione all’arte fino agli ultimi momenti della vita. Dopo vari ultimi viaggi e un peggioramento delle condizioni, si trovò ricoverato all’ospedale della Tokyo Imperial University College of Medicine,e morì il 16 dicembre 1907 all’età di 51 anni. La sua morte rappresenta la perdita di una figura chiave nel panorama artistico giapponese, il cui percorso e il contributo si riconoscono come punti di snodo tra tradizione e modernità, tra Oriente e Occidente. 

Nell'immagine: Asai Chū, «Orto in primavera» (1889), olio su tela, Tokyo, Museo nazionale  

Su «la Lettura» #766, disponibile nell'App, Stefano Bucci racconta la mostra in tre tappe (Kyoto, Tokyio e Nagoya) che il Giappone dedica ad Antonio Fontanesi (Reggio Emilia, 23 febbraio 1818 – Torino, 17 aprile 1882), pittore naturalista dell'Ottocento che sbarcò in Giappone nel 1876 

3 agosto 2026 ( modifica il 3 agosto 2026 | 20:03)

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