Abbazie, borghi e ville in Veneto: un tour nella bellezza con i consigli dello storico dell’arte Dal Pozzolo. Ecco i luoghi da riscoprire
Il viaggio Dal Duomo di Asolo con il capolavoro di Lotto al Tiziano di Serravalle e all’abbazia di Praglia
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Abbazie, borghi e ville in Veneto: un tour nella bellezza con i consigli dello storico dell’arte Dal Pozzolo. Ecco i luoghi da riscoprire
di Veronica TuziiIl viaggio Dal Duomo di Asolo con il capolavoro di Lotto al Tiziano di Serravalle e all’abbazia di Praglia
Nella foto grande, l’Abbazia di Praglia. Nelle foto più piccole, dall’alto l’«Assunta» di Lorenzo Lotto nel Duomo di Asolo e il coro ligneo della chiesa di Santa Maria in Organo a Verona
La Vergine, avvolta in un manto di un intenso blu di lapislazzuli, sale verso il cielo entro una mandorla di luce, sorretta da quattro angioletti. Ai suoi lati, in estatica contemplazione, sant’Antonio Abate e san Ludovico da Tolosa. Nell’«Assunta» di Lorenzo Lotto, dipinta nel 1506, c’è già quella ricerca degli stati d’animo e quella sensibilità luministica che diventeranno il tratto distintivo dell’artista. Conservata nel Duomo di Asolo, può essere il punto di partenza di un itinerario tra tesori del Rinascimento veneto poco frequentati dal turismo di massa: opere rimaste nei loro contesti originali, tra piccoli duomi, abbazie, cappelle e borghi che conservano intatto il dialogo tra arte, architettura e paesaggio. «Dal Lotto asolano ai Bassano a Cartigliano, passando per Tiziano a Serravalle, si compone una parabola della cultura visiva veneta nel Cinquecento: da un mondo quasi ideale fino all’espressione delle emozioni, delle paure e della passione», spiega Enrico Maria Dal Pozzolo, tra i massimi esperti del Rinascimento, che ci ha accompagnato nella selezione.
Lorenzo Lotto, «Assunta», Duomo di Asolo
«È un’opera in cui Lotto sintetizza splendidamente la cultura del primissimo Cinquecento veneziano: Bellini e Dürer in primo luogo», osserva lo storico dell’arte. L’impianto è ancora classico e misurato, ma nella gestualità e negli sguardi si avverte già quella tensione emotiva che renderà inconfondibile il pittore negli anni successivi. Altra pala di Lorenzo Lotto «dello stesso livello qualitativo», ancora più appartata, è quella di Santa Cristina al Tiverone.
Abbazia di Santa Maria in Praglia, Teolo
La chiesa progettata da Tullio Lombardo riunisce gli affreschi di Giovan Battista Zelotti, quelli di Domenico Campagnola nell’abside e una solenne Crocifissione di Bartolomeo Montagna negli ambienti monastici. Immerso nei Colli Euganei vi si ritrova il gusto della grande decorazione rinascimentale, tra episodi sacri, finte architetture e aperture prospettiche che ampliano lo spazio reale.
Santa Maria in Organo, Verona
Le tarsie lignee di Fra Giovanni da Verona e le opere di Domenico e Francesco Morone fanno di Santa Maria in Organo uno dei luoghi più raffinati del Rinascimento veneto. Il coro ligneo è un esempio straordinario di prospettiva intarsiata: sportelli, libri, strumenti musicali e oggetti quotidiani sembrano aprirsi oltre la superficie del legno.
Duomo di Montagnana
«Montagnana è una piccola città meravigliosa, racchiusa da mura imponenti, ancora troppo poco conosciuta». Nel duomo s’incontrano gli affreschi attribuiti a Giorgione e a Giovanni Buonconsiglio e la maestosa «Trasfigurazione» di Paolo Veronese. La pala mette in scena il contrasto tra la luce divina che avvolge Cristo, Mosè ed Elia e il turbamento degli apostoli, in penombra, nella parte inferiore, con quella teatralità cromatica che distingue il linguaggio del maestro.
Tiziano a Serravalle, Vittorio Veneto
«Quel quadro, se fosse al Louvre, avrebbe una sala tutta per sé», chiosa Dal Pozzolo parlando della pala conservata nel Duomo di Serravalle. L’opera mostra la piena maturità di Tiziano, con figure monumentali costruite attraverso il colore e una luce che guida la narrazione. Dal sagrato basta uscire per ritrovarsi tra le vie del borgo storico di Vittorio Veneto, dove il Meschio scorre tra edifici affrescati e palazzi rinascimentali.
Villa dei Vescovi, Luvigliano
«Ti sembra di essere fuori dal tempo». Progettata da Giovanni Maria Falconetto e decorata con gli affreschi del fiammingo Lambert Sustris (artista ben inserito negli ambienti culturali di Padova), la dimora nasce dall’incontro tra architettura classica e paesaggio dei Colli Euganei. Le scene dipinte sulle pareti, con trompe l’oeil e vedute aperte verso l’esterno, fanno sfumare il confine tra natura e ideale rinascimentale.
Cappella del Rosario, Cartigliano
«Un’altra chicca», la definisce Dal Pozzolo. Gli affreschi di Jacopo Bassano e del figlio Francesco traducono il sacro in scene più vicine alla vita quotidiana, con figure, gesti e paesaggi che anticipano la sensibilità del tardo Cinquecento. Nella cappella, nel Vicentino, si conserva anche una pala di Bartolomeo Montagna, che chiude il percorso riportando alle radici della grande stagione pittorica veneta.
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