Il «Teatro a pedali festival» alle Grotte di Labante e a Cereglio con le storie di Daniele Ronco: un viaggio lento tra cultura e paesaggio
Sull'Appennino bolognese due tappe del suggestivo «Pedalando tra le storie», con racconti e leggende delle comunità raccolti dall'attore-regista
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Il «Teatro a pedali festival» alle Grotte di Labante e a Cereglio con le storie di Daniele Ronco: un viaggio lento tra cultura e paesaggio
di Paola GabrielliSull'Appennino bolognese due tappe del suggestivo «Pedalando tra le storie», con racconti e leggende delle comunità raccolti dall'attore-regista
Il patrimonio culturale e ambientale come una scenografia vivente. Dentro la dimensione del viaggio. Ed è un viaggio lento, sostenibile, poetico, in cui i paesaggi e le comunità intrecciano il racconto, «Pedalando tra le storie».
Il progetto, curato e prodotto dalla compagnia Mulino ad Arte nell’ambito di Teatro a pedali festival, approda nel nostro territorio per due appuntamenti: martedì, 4 agosto, e mercoledì 5. Protagonista, Daniele Ronco, attore-regista e instancabile ciclista, ideatore del concept di questo teatro progetto di teatro partecipativo e sostenibile.
La prima tappa del 4 agosto è alle Grotte di Labante, suggestiva e misteriosa cavità naturale (forse tra le più ampie del mondo) in via Val d’Aneva, località Castel D’Aiano.
Il secondo, al Sagrato della Chiesa di San Biagio a Cereglio, nel cuore dell'Appennino bolognese in via Monzone 13 a Cereglio, frazione di Vergato (entrambe le serate sono alle ore 21 e i biglietti hanno il costo di 10 euro ciascuno. Info e prenotazioni: info@panicarte.com, 351-8326752. Acquisto anche in loco). Quanto al contenuto delle storie, è il frutto di quanto è stato raccolto dalle conversazioni, le memorie, le interviste su vicende vissute o leggende delle comunità attraversate nelle varie tappe effettuate nella penisola. Materiale in abbondanza.
Basti dire che il Teatro a pedali, giunto alla settima edizione, non fa che moltiplicare la sua energia. Quest’anno, partito il 10 maggio dalla Puglia (Cerignola), attraversa sei regioni coinvolgendo 42 location con 60 eventi, fino all’ultima data del 27 settembre, nel Torinese.
A ogni tappa di questo percorso che unisce teatro e animazione territoriale, Daniele Ronco incontra e intervista cittadini, raccogliendo materiale e frammenti delle loro vite quotidiane.
Qui, va detto, un’attenzione particolare è rivolta alle persone anziane, spesso custodi di una memoria profonda del territorio e testimoni privilegiati delle sue storie, tra tradizione e mutamenti. I materiali emersi da questa fase partecipativa non restano semplici testimonianze documentarie, ma diventano materia viva per un processo di rielaborazione drammaturgica nel corso delle narrazioni sceniche.
«Lo spettacolo serale – si legge nelle note – si sviluppa così come una moderna “vià” — la tradizionale veglia di comunità in cui ci si ritrovava per raccontare storie attorno al fuoco — trasformando la scena in uno spazio di incontro, ascolto e condivisione. Tra ironia, emozione e memoria collettiva, lo spettacolo restituisce il ritratto autentico di un territorio e delle persone che lo abitano, dando voce a ciò che spesso rischia di andare perduto: i racconti tramandati oralmente, le piccole storie quotidiane e il senso profondo di appartenenza a una comunità».
E per chi assiste, è un invito irrinunciabile a rallentare, ascoltare e lasciarsi guidare dalle storie. Quasi superfluo sottolineare quanto questo progetto itinerante tra teatro, bicicletta e territorio che trasforma il tragitto in esperienza condivisa, sia un’iniziativa a impatto ambientale basso, bassissimo.
Dove la bicicletta non è intesa solo come semplice modalità di spostamento, ma «come vero e proprio dispositivo di relazione lenta e ravvicinata con il territorio, capace di favorire l’ascolto, l’incontro e l’osservazione diretta dei contesti attraversati».
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3 agosto 2026
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