A Pompei, Giuli presenta la copia del Canone di Policleto
Nella Palestra Grande del Parco archeologico il ministro della Cultura ha presentato la ricostruzione bronzea dell'opera perduta
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A Pompei, Giuli presenta la copia del Canone di Policleto
di Gimmo CuomoNella Palestra Grande del Parco archeologico il ministro della Cultura ha presentato la ricostruzione bronzea dell'opera perduta
Dopo la tappa Flegrea, dove è stato accolto dalle proteste degli sfollati per il terremoto dei Campi Flegrei, il ministro della Cultura Alessandro Giuli benedice nella Palestra Grande del Parco archeologico di Pompei la copia bronzea del Canone di Policleto: un altro brandello, preziosissimo della memoria, dell’opera dell’influente scultore greco attivo in particolare tra il 450 e il 430 avanti Cristo. La realizzazione dell’opera, il cui originale è andato perduto, è stata effettuata a partire dagli storici calchi matrice della ex Fonderia Chiurazzi.
A fare gli onori di casa il direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel. Con lui, presente anche il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso, impegnato in prima linea nel contrasto del fenomeno degli scavi clandestini e del traffico di opere d’arte.
La nuova ricostruzione del Canone si distingue da quella dei primi del Novecento per due aspetti fondamentali. Il primo riguarda la policromia: le statue classiche non erano infatti bianche come si è abituati a immaginarle, ma presentavano colori destinati a riprodurre fedelmente la natura, dai capelli fini alle labbra e agli incarnati Il secondo elemento innovativo riguarda l’attrezzo impugnato dalla figura, non una lancia, ma un giavellotto. Questa ultima circostanza porterebbe a riconsiderare la tradizionale identificazione del Canone con il Dotiforo, il portatore di lancia. Si tratterebbe insomma di due opere diverse.
Giuli ha commentato anche sulle proteste che l'hanno accolto nell'area di Pozzuoli. «C’è esasperazione, ho cambiato apposta l’itinerario della visita proprio per dimostrare l’impegno e l’attenzione del governo. Non faccio promesse perché le promesse vanno prima attuate concretamente».
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3 agosto 2026
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