Nuovo Cinema Dolomiti: «Fémen», la partigiana Aurora Vuillerminaz, il Congo e l'Alaska
Ad aprire la rassegna, il documentario ella regista bolzanina Elena Goatelli, che mette al centro il dialogo tra generazioni per raccontare la condizione femminile nelle comunità alpine
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Nuovo Cinema Dolomiti: «Fémen», la partigiana Aurora Vuillerminaz, il Congo e l'Alaska
di Sara SantoliniAd aprire la rassegna, il documentario ella regista bolzanina Elena Goatelli, che mette al centro il dialogo tra generazioni per raccontare la condizione femminile nelle comunità alpine
Una scena di Fémene, regia Elena Goatelli
Dalle valli del Trentino alle miniere del Congo, passando per le grandi strade degli Usa: è un viaggio attraverso paesaggi, culture e attualità quello proposto dalla rassegna Nuovo Cinema Dolomiti, per quattro giovedì al Cinema Teatro di Predazzo con film premiati al Trento Film Festival 2026. L’iniziativa, a ingresso libero, è ogni giovedì di agosto, alle 21, organizzata da Nuovo Cinema Dolomiti con Trento Film Festival, Comune di Predazzo e Muse, Museo delle Scienze di Trento. La manifestazione è inserita nel calendario estivo del Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo.
La rassegna
Ad aprire la rassegna, giovedì 6, Fémene della regista bolzanina Elena Goatelli, documentario che mette al centro il dialogo tra generazioni per raccontare la condizione femminile nelle comunità alpine, Premio Amelia de Eccher Donne di Cinema e di Montagna. Nella stessa serata sarà proiettato anche Prima dell’Aurora di Chiara Zoja, dedicato alla partigiana Aurora Vuillerminaz, «Lola», che ricostruisce gli ultimi momenti della sua vita attraverso fotografie, testimonianze e animazione. Il 13 sullo schermo The Road to Patagonia dell’australiano Matty Hannon. Frutto di sedici anni di riprese, segue il viaggio dell’autore dall’Alaska fino all’estremità meridionale del Sud America: una riflessione sul rapporto tra uomo e ambiente, Premio Dolomiti Energia. Giovedì 20, viaggio nella Repubblica Democratica del Congo, con Le Sang et la Boue Of Mud and Blood, il regista francese Jean-Gabriel Leynaud entra nelle miniere di Numbi, dove viene estratto il coltan, materia prima indispensabile per smartphone e computer. Il documentario, premiato al Trento Film Festival con la Genziana d’Argento per il miglior contributo tecnico-artistico e con il Premio Cinema per i Diritti Umani, mostra le condizioni di vita dei lavoratori e le contraddizioni di un’economia globale che lega la tecnologia ai conflitti e alle disuguaglianze.
Il mondo dell'arrampicta
La rassegna si conclude il 27 con The Future of Climbing L’escalade du futur di Guillaume Broust, che mostra i cambiamenti del mondo dell’arrampicata tra strutture indoor e tutela delle pareti naturali. A seguire Kronoschock di Ignasi López Fàbregas, cortometraggio d’animazione, Genziana d’Oro per il miglior film di alpinismo, che racconta l’evoluzione del rapporto tra persone e montagna.
Vai a tutte le notizie di Trento
Iscriviti alla newsletter del Corriere del Trentino
3 agosto 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA