Tutto è «ibrido» nel mondo e nella cultura (tranne noi)
L’aggettivo che ha faticato a entrare nella nostra lingua vive una sua fortuna indiscussa
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Tutto è «ibrido» nel mondo e nella cultura (tranne noi)
Paolo Di Stefano | 2 agosto 2026L’aggettivo che ha faticato a entrare nella nostra lingua vive una sua fortuna indiscussa
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Fu l’umanista fiorentino Cristoforo Landino, noto come commentatore della Divina commedia, a usare per primo l’aggettivo «ibrido» traducendo la Storia naturale di Plinio il Vecchio. L’aggettivo lo troviamo in un passo in cui si parla di porci: «Facilmente si mescolano co’ selvaggi e quegli che di questa commistione nascono sono chiamati ibridi da gli antichi e sono mezzi selvaggi».
Oggi è difficile negare che l’aggettivo, che ha faticato a entrare nella nostra lingua, vive una sua fortuna indiscussa da diversi anni. Proprio un paio di giorni fa, il ministro Crosetto lanciava l’allarme sulle «minacce ibride» favorite dalle guerre a loro volta «ibride». Anche a proposito del caso Pirlo si è parlato di «minacce ibride» in un’altra «guerra ibrida», cioè quella della disinformazione.
La pandemia lessicale dell’«ibrido» si diffonde ovunque: ci sono le culture ibride in antropologia e in sociologia, ci sono i moduli ibridi nel calcio: lo stesso Pirlo tatticamente adotta un modulo ibrido, cioè variabile a seconda che la squadra sia in fase di possesso palla o di non possesso. E c’è anche la letteratura ibrida, ormai prevalente, quella che ama mescolare generi, stili, linguaggi.
È accertato, del resto, che anche la lingua parlata è necessariamente ibrida, composita, come le auto che vanno per la maggiore. Ibridazione, contaminazione, creolizzazione sono concetti di cui si alimenta fieramente la modernità fluida e globale. Abbiamo accolto con entusiasmo l’ibridazione metaforica, quella commerciale, pubblicitaria, economico-finanziaria, tecnologica. Ibridi sì, ma a distanza. Ben altro accade nella vita materiale, e cioè nei rapporti umani vissuti da vicino: lì la contaminazione non ci piace. Dove il contatto non è virtuale ma fisico, riscopriamo la purezza. Siamo come i porci di Plinio, ma meglio non saperlo. Vi ricordate la canzone di Gaber? «Un’idea, un concetto, un’idea, finché resta un’idea è soltanto un’astrazione...».
2 agosto 2026
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