Premio Campiello, Marcello Fois e il libro sulla saga familiare dei Manfredini: povertà, affari, segreti e drammi
Corriere della Sera - Cultura

Premio Campiello, Marcello Fois e il libro sulla saga familiare dei Manfredini: povertà, affari, segreti e drammi

Sabato 1 agosto 2026
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«L'immensa distrazione» è uno dei cinque libri finalisti al Premio Campiello, il concorso letterario di Confindustria Veneto

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Premio Campiello, Marcello Fois e il libro sulla saga familiare dei Manfredini: povertà, affari, segreti e drammi

di Francesca Visentin

«L'immensa distrazione» è uno dei cinque libri finalisti al Premio Campiello, il concorso letterario di Confindustria Veneto

«Ettore Manfredini, nonostante fosse appena morto, la mattina del 21 febbraio 2017 ebbe la netta sensazione di svegliarsi». È l’incipit del romanzo di Marcello Fois L’immensa distrazione (Einaudi, 288 pagine, 19,50 euro), uno dei cinque libri finalisti al Premio Campiello, il concorso letterario di Confindustria Veneto. 

La trama

La storia inizia con il protagonista, Ettore Manfredini, che si sveglia da morto e libero da ipocrisie e sovrastrutture, osserva e racconta la famiglia e la vita passata con una lucidità mai avuta prima. Vede azioni e pensieri suoi e degli altri, fallimenti, crudeltà, mancanze d’amore, cinismo, indifferenza e passioni soffocate, che hanno costellato l’esistenza sua e dei famigliari. E se la vita fosse solo un’immensa distrazione per non pensare all’inevitabile fine? «Vivere è un’immensa distrazione dal morire. E perciò un sacco di tempo lo si spende a fare, pensare, agire, cose indifferenti. Così può accadere che non si ami abbastanza, né si odi abbastanza. Può capitare persino di investire un’immensità di energie a trovare soluzioni inutili per problemi inutili».

Dal Veneto Ettore ragazzino arriva a Bologna, dove lavora nel mattatoio della famiglia ebrea Teglio. Con le leggi razziali, ne diventa il titolare-prestanome in un intreccio di doveri, colpe e sopravvivenza. I Teglio scappano e gli cedono il mattatoio per evitare le confische dei fascisti. I Manfredini si offrono anche di ospitare una delle figlie dei Teglio, Marida, fingendo sia una loro parente alla lontana. E Marida non saprà niente per anni della sua famiglia. Poco tempo dopo, Ettore sposa Marida, «non si era trattato di un matrimonio d’amore, ma di riconoscenza». Una lunga storia di segreti e silenzi mostra come non si vede mai davvero la vita, mentre la si vive. Ettore, terzo figlio dei Manfredini, quello «venuto meglio» secondo la madre e il padre, non aveva avuto occasione di studiare a causa della povertà della famiglia, ma si era sempre dato da fare, distinguendosi nel macello kosher dei Teglio. Per questo quando devono scappare, i Teglio decidono di lasciare tutto a lui.

Dopo il matrimonio con Marida Teglio, nascono quattro figli, Carlo, Enrica, Edvige e Ester, ma di loro, delle scelte di vita e degli affetti, Ettore voce narrante svelerà le vicendo solo poco a poco, deus ex machina che scandisce i tempi, tra un «ma non ne parleremo ora» e «per il momento è meglio tacere», spostando sempre più in là il disvelamento finale.


Ettore diventa «da grande» il tipico patriarca dell’impresa familiare italiana partita dal nulla e cresciuta convulsamente negli anni del dopoguerra, con un passato pieno di zone d’ombra e tragedie. Marida ad esempio scoprirà solo molti anni dopo la verità sulla sua famiglia, tutti morti nella Shoah. Ettore (da morto) vede e narra con perfetta lucidità la storia della sua vita, la costruzione dell’impresa, la sua rivalsa dalla povertà, il riscatto portato alle estreme conseguenze. Affannarsi per restare a galla e arricchirsi è sempre stata la sua occupazione principale. La figlia Enrica gli subentrerà in azienda, più «adatta» del primogenito Carlo, per cui Ettore non ha mai sentito trasporto. Ma l’unica persona che Ettore ha amato davvero è il nipote Elio. Troppo sensibile per quella famiglia dedicata solo agli affari, con il sogno di diventare scrittore, Elio finirà drammaticamente (come molti della famiglia), prima di confrontarsi davvero con la vita.

Un libro che è l’ennesima storia di una dinastia del Novecento, tra guerra, dopoguerra, povertà, denaro, destini tragici.

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