Andare al museo riduce l'ansia, lo insegna la sanità inglese
A Londra funziona un programma di «prescrizione sociale», di cui è possibile usufruire con la stessa facilità con cui si accede alle cure mediche. L’obiettivo: indurre i pazienti a migliorare la propria salute mentale e il proprio benessere individuale (anche) attraverso corsi di pittura, di scultura e di musicoterapia, laboratori di danza, visite a musei e a teatri
Andare al museo riduce l'ansia, lo insegna la sanità inglese
Vincenzo Trione | 1 agosto 2026A Londra funziona un programma di «prescrizione sociale», di cui è possibile usufruire con la stessa facilità con cui si accede alle cure mediche. L’obiettivo: indurre i pazienti a migliorare la propria salute mentale e il proprio benessere individuale (anche) attraverso corsi di pittura, di scultura e di musicoterapia, laboratori di danza, visite a musei e a teatri
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Non una forma di svago o di intrattenimento per civiltà avanzate. In alcuni momenti storici drammatici — come quello che stiamo attraversano — si comprende che le discipline umanistiche potrebbero aiutare a riempire una voragine di cui stentiamo a vedere il fondo. In quei punti di svolta, si diventa particolarmente consapevoli del fatto che, come ha ricordato la critica statunitense Camille Paglia, l’«unica via per la libertà» potrebbe essere l’educazione all’arte. «In sua assenza, l’intelligenza creativa s’inaridisce». Perciò, soprattutto in un tempo di crisi, «il sostegno alle arti dovrebbe essere un imperativo nazionale», ha scritto Paglia.
Un’analoga filosofia è all’origine di un’iniziativa promossa nel 2019 dal governo inglese e rilanciata nel 2023 da quello gallese. I ministri della Salute hanno avviato un programma di «prescrizione sociale», di cui è possibile usufruire con la stessa facilità con cui si accede alle cure mediche. L’obiettivo: indurre i pazienti a migliorare la propria salute mentale e il proprio benessere individuale (anche) attraverso corsi di pittura, di scultura e di musicoterapia, laboratori di danza, visite a musei e a teatri. Una proposta politica di notevole rilievo civile: nell’assistenza sanitaria, si riconosce la benefica funzione rigenerativa della cultura, indispensabile per ridurre l’ansia, per combattere la depressione, per migliorare la qualità della vita, per promuovere il senso di comunità.
L’arte come psicoterapia, allora: può fare bene e addirittura guarire. Come strumento per conoscersi meglio. Per far emergere la parte migliore di noi stessi. Per alleviare tormenti, timori, paure. Per sopravvivere alla disperazione. Per tenere accesa la luce della speranza. Per combattere la solitudine. Per farci ritrovare equilibrio e armonia interiore, pace e tranquillità. E anche per svelare la dimensione «troppo umana» del dolore.
E se, in via sperimentale, importassimo in Italia questo progetto sanitario visionario?
1 agosto 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Editoriali e commenti di oggi di Vincenzo TrioneAndare al museo riduce l'ansia, lo insegna la sanità inglese
Sabato 1 agosto 2026 di Valentine LomelliniLa claudicante verità sulla strage di Bologna
Sabato 1 agosto 2026 di Roberto GressiUna campagna che logora tutti
Venerdì 31 luglio 2026 di Andrea IllySalvaguardiamo il «modello Europa»
Venerdì 31 luglio 2026 di Paolo ContiCosì i borghi possono frenare l'overtourism delle città d'arte
Venerdì 31 luglio 2026 di Paolo LepriCuba, una terza via fra Trump e regime
Venerdì 31 luglio 2026 LEGGI TUTTI Vincenzo TrioneLe Newsletter del Corriere, ogni giorno un nuovo appuntamento con l'informazione
Riceverai direttamente via mail la selezione delle notizie più importanti scelte dalle nostre redazioni.
Iscriviti