Venezia, il nuovo Hotel Danieli: lusso e fascino in una storia lunga 200 anni
Oltre tre anni di restauri, la nuova gestione Four Season: tradizione e tecnologia a Palazzo Dandolo con la firma del designer Rochon
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Venezia, il nuovo Hotel Danieli: lusso e fascino in una storia lunga 200 anni
di Anna MaselliOltre tre anni di restauri, la nuova gestione Four Season: tradizione e tecnologia a Palazzo Dandolo con la firma del designer Rochon
Tre anni e mezzo di lavori, sette mesi di chiusura e una grande sfida: restituire un hotel storico, simbolo di fascino ed eleganza senza tempo alla città, dopo un accurato restauro senza però stravolgerne l’identità. Un dialogo in punta di piedi tra tradizione e contemporaneità quello guidato da Pierre-Yves Rochon, star del designer francese che ha coinvolto nel suo lavoro artigiani e restauratori veneziani. Ha riaperto in grande stile l’Hotel Danieli, in Riva degli Schiavoni, sotto la nuova gestione Four Season, catena luxury che in Italia vanta altre tre strutture a Milano, Taormina e Firenze.
La ristrutturazione
I lavori hanno riportato all’antico splendore oltre due secoli di storia dell’hotellerie: palazzo Dandolo, gioiello gotico costruito nel 1471 come residenza dell’omonima famiglia, e il Casa Nuova, un tempo sede del Tesoro della Repubblica Serenissima. Manca all’appello il Danieli Excelsior, terzo tassello del complesso architettonico, i cui lavori proseguiranno per tutto il 2027. «Sono attualmente a disposizione 120 camere, di cui 49 suite – spiega Sara Zanettin, commercial director –. A fine lavori saranno complessivamente 168. Rochon si è occupato del restauro di tutte le aree comuni, del ristorante e delle nostre camere suite». A colpire lo sguardo dell’ospite, oltre all’iconica scalinata, è da subito il soffitto della hall (o lobby): dorature restaurate a mano disegnano un motivo a quadrifoglio su uno sfondo azzurro che richiama l’acqua.
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Tra specchi e corridoi
La luce naturale è un elemento distintivo soprattutto ai piani alti, in quelle stanze dove hanno riposato re, cardinali e scrittori, fra quei corridoi dove è nata la storia d’amore fra Maria Callas e Aristotele Onassis. Specchi veneziani e superfici riflettenti amplificano profondità e prospettiva mentre il vetro di Murano, i pavimenti in terrazzo alla veneziana e i tessuti Rubelli su misura legano ogni spazio alla tradizione veneziana. Altro elemento caratteristico il colore: specialmente nelle camere e suite, molte con affaccio sull’acqua, prevalgono i toni pastello, che richiamano le facciate di marmo, gli intonaci e l’architettura del centro storico. Niente è lasciato al caso, secondo la cura quasi «maniacale» di Four Season nell’offrire all’ospite non un semplice soggiorno, ma una vera e propria experience. La tecnologia si inserisce per migliorare il comfort: la televisione con ledwall «maxi» dialoga armoniosamente fra opere d’arte e oggetti decorativi. Tende automatizzate, luci personalizzabili e un sistema intuitivo di controllo climatico completano l’offerta.
Il ristorante
Fiore all’occhiello è il Terrazza Danieli, ristorante con vista unica al mondo sul Bacino di San Marco. Anche in questo caso il progetto di Rochon mette temporaneamente da parte il rosso veneziano per concentrarsi su tonalità pastello, mentre le superfici a specchio amplificano la luce naturale e riflettono i pittoreschi panorami sulla laguna e sull’isola di San Giorgio Maggiore. A vegliare sulla serenità dei commensali è infine il maestoso falco Furiosa, che tiene lontani piccioni e gabbiani reali. Dalla riapertura, il 20 luglio, il Danieli non ha ancora raggiunto il sold out ma le aspettative sono riposte nella Mostra del Cinema, al via il 2 settembre. «Le prenotazioni sono rimaste aperte anche durante i mesi di chiusura – ricorda Zanettin – e al momento stanno andando molto bene». «Non intendevamo fare una rivoluzione ma un’evoluzione – dichiara il general manager Christian Zandonella –. Sono stati mesi di dedizione e meticoloso restauro, pensati anche per ridurre i consumi di energia, di acqua, soluzioni che ci permettessero di essere più sostenibili».
I prezzi, decisamente, non sono per tutti (una notte può partire da circa mille euro) ma il listino non è stato stravolto: «È un adeguamento di mercato – conclude Zandonella – rispetto al settore del lusso».
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