Studiare Ingegneria Meccanica: imparare a capire come funzionano le cose e come progettarne di nuove (e utili)
Corriere della Sera - Cultura

Studiare Ingegneria Meccanica: imparare a capire come funzionano le cose e come progettarne di nuove (e utili)

Giovedì 30 luglio 2026
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Decidere il corso di laurea è una scelta di vita: cosa si studia, quali sono le difficoltà e quali sono gli sbocchi professionali

Studiare Ingegneria Meccanica: imparare a capire come funzionano le cose e come progettarne di nuove (e utili)

30 luglio 2026

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Decidere il corso di laurea è una scelta di vita: cosa si studia, quali sono le difficoltà e quali sono gli sbocchi professionali

Maria Teresa Berruti / CorriereTv

Studiare Ingegneria Meccanica significa imparare a capire come funzionano le cose e soprattutto come progettarne di nuove. 

Quando saliamo su un'auto, prendiamo un treno o ci affidiamo al motore di un aereo o passiamo accanto a una turbina eolica, diamo per scontato che tutto funzioni in modo sicuro e affidabile. Studiare Ingegneria Meccanica significa imparare a progettare proprio questo: prodotti e sistemi che siano efficienti, resistenti e sicuri, scegliendo i materiali giusti, prevenendo cedimenti e guasti e trovando il miglior equilibrio tra prestazioni, costi e sostenibilità. Ma non significa solo questo. Significa anche imparare a lavorare in squadra, perché oggi le grandi innovazioni non nascono dal lavoro di una sola persona, ma dalla collaborazione tra professionisti con competenze diverse. 
Per questo, durante il percorso universitario, gli studenti e le studentesse imparano non solo a progettare, a risolvere problemi complessi, ma anche a confrontarsi, a comunicare e integrare punti di vista diversi. E' proprio questa capacità di lavorare insieme che permetterà loro di affrontare le grandi sfide tecnologiche del nostro tempo: dalla mobilità all'energia, dalla robotica all'industria del futuro.

Il corso di laurea è costruito per accompagnare studenti e studentesse, passo dopo passo, dallo studio delle basi scientifiche fino alla progettazione di sistemi meccanici complessi. Nei primi anni si acquisiscono solide competenze in matematica, fisica, chimica, informatica e meccanica di base, che rappresentano gli strumenti fondamentali dell'ingegneria. Successivamente si affrontano discipline più applicative come la progettazione meccanica, i materiali, i sistemi per la produzione e la conversione dell'energia, l'automazione, la simulazione numerica. Ma la cosa più importante è che non si studia solo sui libri. La didattica può svolgersi infatti anche fuori dalle aule. Studenti e studentesse mettono in pratica ciò che imparano a lezione in laboratori dove utilizzano strumentazioni e software professionali, sperimentando direttamente sul campo le competenze apprese. Molte sono le attività progettuali da sviluppare in gruppo per imparare a collaborare, organizzare il lavoro e a confrontarsi con i propri colleghi per raggiungere un obiettivo comune.
La maggior parte delle università propone inoltre l'esperienza dei team studenteschi, un'attività ancora più vicina al mondo del lavoro. Studenti e studentesse di Ingegneria Meccanica e altre ingegnerie lavorano insieme per progettare e realizzare prototipi innovativi come auto, motociclette, piccoli velivoli, barche a vela o robot. In molti casi questi prototipi vengono portati a competizioni nazionali e internazionali, dove gli studenti mettono alla prova non solo le loro competenze tecniche, ma anche la capacità di lavorare in un team che è fortemente multidisciplinare. 

​Molti pensano che per studiare Ingegneria Meccanica si debba essere appassionati di macchine fin da piccoli. Non è così. Quello che chiediamo ai nostri studenti e alle nostre studentesse è soprattutto curiosità, capacità di ragionare e voglia di imparare. Infatti la passione per la progettazione e per la meccanica cresce durante il percorso universitario. La cassetta degli attrezzi con cui uno studente arriva all'università è fatta di buone basi di matematica e fisica, capacità di ragionamento logico, curiosità di capire perché le cose funzionano in un certo modo e soprattutto voglia di imparare.
Servono anche metodo di studio e costanza, perché è un percorso impegnativo, ma serve soprattutto la disponibilità a mettersi in gioco: non scoraggiarsi se una soluzione non arriva subito, imparare dagli errori e affrontare ogni problema come un'opportunità per capire qualcosa in più. Tutto il resto, dalle competenze tecniche alla capacità di progettare e innovare, si costruisce durante il corso di laurea grazie alle lezioni, ai laboratori e ai progetti.
La vera cassetta degli attrezzi, quindi, non è fatta di chiavi inglesi e cacciaviti, ma di curiosità, metodo e passione.

La laurea in Ingegneria Meccanica apre davvero moltissime strade ed Ã¨ questo uno dei suoi punti di forza. L'ingegnere meccanico è infatti una figura richiesta in quasi tutti i settori industriali, dall'automotive all'aerospazio, dall'energia alla robotica, per citare solo alcuni esempi, perché ha una preparazione ampia che gli permette di affrontare problemi molto diversi tra loro. Con le competenze acquisite può progettare nuovi prodotti, sviluppare e gestire processi e tecnologie innovative, ponendosi come figura centrale per le esigenze attuali del mondo del lavoro.
Ma il vero valore di questa laurea non è solo la varietà degli sbocchi professionali, ma è soprattutto l'acquisizione di un metodo e di un approccio al lavoro che permetterà al futuro ingegnere di affrontare problemi complessi per trasformare un'idea in una soluzione concreta. L'ingegnere meccanico è un professionista che
dialoga con informatici, elettronici, esperti di materiali ed energia, perché fare oggi innovazione significa collaborare ogni giorno tra discipline diverse. E' anche per questo che i nostri laureati trovano lavoro in tempi molto rapidi in Italia e all'estero e sono pronti ad affrontare le nuove professioni che nasceranno nei prossimi anni.

Per me Ingegneria Meccanica è stata molto di più di un percorso di studi, è diventato un modo di pensare. Oggi insegno progettazione meccanica e costruzione di macchine e mi occupo, nella mia attività di ricerca, di come rendere i motori aeronautici sempre più sicuri, affidabili ed efficienti. Quello che mi appassiona in particolare è poter unire i due aspetti del mio lavoro: da una parte contribuire allo sviluppo di nuove conoscenze attraverso la ricerca e dall'altra trasmettere queste conoscenze agli studenti, contribuendo a formare gli ingegneri e le ingegnere del domani.
​Ma c'è una cosa che l'ingegneria mi ha insegnato più di ogni altra: la voglia e curiosità di andare sempre a fondo dei problemi. È un approccio che ho anche nella vita di tutti i giorni, anche nelle cose più semplici, come quando cerco di capire perché qualcosa si è rotto in casa e provo a ripararlo. Alla fine essere ingegneri significa anche questo: non accontentarsi di vedere che qualcosa funziona o non funziona. Significa voler capire il perché. Ed è proprio da quella curiosità che nasce la possibilità di riparare, migliorare e innovare. 
C'è poi un aspetto personale a cui tengo molto. Quando ero al liceo mi piacevano la matematica e la fisica e per l'università cercavo un percorso che mi permettesse di applicarle per risolvere problemi concreti. Ho scelto Ingegneria Meccanica quasi come una sfida in un ambiente in cui le donne erano e sono purtroppo ancora oggi una minoranza. Quella sfida è diventata una passione e oggi è il mio lavoro. Per questo, se dovessi dare un consiglio a una ragazza che sta scegliendo l'università, le direi di non lasciarsi frenare dagli stereotipi. Se hai curiosità, voglia di metterti in gioco e desiderio di capire come migliorare le cose, l'Ingegneria Meccanica può darti enormi soddisfazioni. Mi auguro quindi che sempre più ragazze scelgano Ingegneria Meccanica, non perché debbano dimostrare qualcosa, ma perché sono convinta che il loro talento, le loro idee e il loro punto di vista possano rendere l'ingegneria ancora migliore.

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