«Heroides», vite di donne diventate leggenda: in scena i tormenti di Ecuba, Medea, Ifigenia e Antigone
La rassegna teatrale, promossa dall’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, dal 31 luglio all’8 agosto porta al Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli, cinque spettacoli che raccontano lo sguardo, il carattere e il coraggio femminile
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
«Heroides», vite di donne diventate leggenda: in scena i tormenti di Ecuba, Medea, Ifigenia e Antigone
di Natalia DistefanoLa rassegna teatrale, promossa dall’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, dal 31 luglio all’8 agosto porta al Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli, cinque spettacoli che raccontano lo sguardo, il carattere e il coraggio femminile
Paola Quattrini
Il primo a chiamarle «eroine», usando il termine «heroides» per dare assoluta centralità alla voce e alla psicologia delle donne — con l’«Epistulae Heroidum» tra il 25 a.C. e l’8 d.C. — è stato il poeta latino Ovidio, trasformando figure come Fedra, Didone o Penelope da personaggi secondari della narrazione a protagoniste assolute del proprio dolore. Duemila anni dopo, al Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli, debutta la prima edizione di «Heroides – Donne che svelano la fragilità degli eroi», rassegna teatrale a cura di Marco Prosperini e Luca Simonelli con Tdo Compagnia Teatrale.
La rassegna
Cinque spettacoli, di cui tre prime nazionali (dal 31 luglio all’8 agosto), che tornano a raccontare quelle vite di donne diventate leggenda, consegnate alla storia come «eroine»: personalità straordinarie nel bene ma anche nel male, nel sacrificio e nella spietatezza. SonoEcuba, Antigone, Medea, Ifigenia e — con un balzo temporale dall’antica Grecia al Medioevo — le suddite inglesi ai tempi di Thomas Beckett, arcivescovo di Canterbury. Cinque ritratti che attraversano epoche e geografie per svelare lo sguardo, il carattere e il coraggio femminile davanti a una lacerazione profonda causata da leggi maschili, decreti statali o ambizioni di potere.
Donne che diventano eroine
C’è Ecuba che assiste alla distruzione della sua stirpe. Antigone che sfida l’autorità regale in nome della dignità del fratello morto. Medea che subisce il tradimento politico e coniugale di Giasone. Ifigenia sacrificata sull’altare dell’ambizione militare paterna. E le «sottomesse» di sir Robert De Broc gravate da tiranniche disposizioni. Di fronte all’ingiustizia, tutte compiono una transizione radicale, trasformandosi da vittime a protagoniste del proprio destino.
Silvia Siravo è Medea
La partenza è affidata a «Medea - Drammaturgia intorno ad una Famiglia allo sfascio», tratto dai testi di Euripide e Seneca, con la regia di Nicasio Anzelmo e Silvia Siravo nei panni della principessa della Colchide che per amore del condottiero Giasone abbandona tutto, ma si ritrova tradita e ripudiata. La vendetta è furiosa: arriva a uccidere i figli avuti da lui per infliggergli il dolore più grande.
Ecuba interpretata da Paola Quattrini
Sabato si prosegue con la prima nazionale di «Antigone, cronache da un teatro di guerra», con Giuseppe e Micol Pambieri diretti da Lia Tanzi. In scena la decisione di Antigone di seppellire il fratello Polinice contravvenendo al decreto del re di Tebe, Creonte (che vieta gli onori funebri ai nemici della città), preferendo le leggi del cuore a quelle temporali. Domenica c’è «Ecuba», con Paola Quattrini diretta da Livio Galassi nell’interpretazione della regina di Troia: sconfitta e umiliata. Stavolta in primo piano è il dolore per l’uccisione del figlio Polidoro e la insanabile sete di vendetta.
Da Ifigenia al Medioevo
Poi il 7 agosto, in prima nazionale, il nuovo allestimento di «Ifigenia in Aulide» di Euripide, a cura di Fabrizio Sinisi con Andrea Tidona e la regia di Alessandro Machia: sul palco il dramma di Ifigenia, che accetta di essere sacrificata dal padre Agamennone per assicurargli i favori della dea Artemide. Si chiude l’8 agosto con «I De Broc», spettacolo scritto e diretto da Luca Simonelli, con Marco Prosperini: una prima assoluta che narra il coraggio di ribellarsi (fino a commettere omicidio) di un gruppo di donne contro il loro despota.
LEGGI ANCHEPaola Quattrini: «Fui la Shirley Temple italiana ma non mi sentivo amata da papà. Mi sono fatta tremila punturine alle labbra, alle ragazze dico: non fatelo mai»di Emilia Costantini
«L'Odissea delle donne», le voci di Atena, Penelope, Circe, Calipso, Nausicaa ed Euricleadi Emilia Costantini
Anche il porto e l'idroscalo di Ostia e Tivoli set dell'«Odissea» di Nolan: fra cave di tufo e mare aperto. E quella foto premonitrice di Matt Damon a piazza Navonadi Laura Martellini
Vai a tutte le notizie di Roma
Iscriviti alla newsletter di Corriere Roma
29 luglio 2026 ( modifica il 29 luglio 2026 | 20:35)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Jennifer Lopez a spasso nella Capitale con i figli Emme e Max Muñiz
Iscriviti alle newsletter di CorriereOgni sabato, GRATIS, fatti e misfatti
della capitale