Studiare Statistica: come imparare a ricavare informazioni utili dai dati senza farsi sommergere dalla loro mole
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Studiare Statistica: come imparare a ricavare informazioni utili dai dati senza farsi sommergere dalla loro mole

Mercoledì 29 luglio 2026
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Decidere il corso di laurea è una scelta di vita: cosa si studia, quali sono le difficoltà e quali sono gli sbocchi professionali

Studiare Statistica: come imparare a ricavare informazioni utili dai dati senza farsi sommergere dalla loro mole

29 luglio 2026

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Decidere il corso di laurea è una scelta di vita: cosa si studia, quali sono le difficoltà e quali sono gli sbocchi professionali

Michela Cameletti / CorriereTv

Studiare Statistica significa imparare a utilizzare i dati per comprendere meglio la realtà e prendere decisioni più consapevoli. 

Viviamo in una società in cui vengono prodotti continuamente moltissimi dati. Alcuni sono raccolti attraverso strumenti tradizionali come indagini e questionari. Altri derivano dai dispositivi e dai servizi digitali che utilizziamo ogni giorno. Tuttavia, disporre di molti dati non significa automaticamente disporre di informazioni utili. Occorrono metodi adeguati per organizzare, analizzare e interpretare i dati. Studiare Statistica significa quindi imparare a seguire l'intero percorso che porta dai dati alle decisioni.
Si parte da una domanda di ricerca, si individuano i dati necessari e li si analizza attraverso metodi e modelli statistici. Questi modelli permettono di descrivere fenomeni complessi, formulare previsioni e valutare gli effetti di una scelta, come ad esempio una politica pubblica, una decisione aziendale o un intervento per la tutela dell'ambiente e della salute. La statistica, però, non è soltanto fare calcoli. Significa soprattutto porre le domande giuste, interpretare correttamente i risultati e riconoscere l'incertezza che accompagna ogni analisi, soprattutto quando i dati riguardano fenomeni complessi della vita reale.

Una laurea triennale in Statistica unisce principalmente tre aree: matematica, statistica e informatica. All'inizio del percorso si studiano generalmente materie come analisi matematica, statistica descrittiva, probabilità e inferenza statistica. Questi insegnamenti forniscono le basi per comprendere come si raccolgono e si sintetizzano i dati e come si possono trarre conclusioni attendibili anche quando non è possibile osservare un fenomeno nella sua interezza.
Fin dall'inizio ha un ruolo importante anche l'informatica. Oggi, infatti, le analisi statistiche vengono svolte attraverso linguaggi di programmazione come R e Python e utilizzando strumenti per la gestione e la visualizzazione dei dati. 
Negli anni successivi del percorso si affrontano argomenti più avanzati, come i modelli statistici, il machine learning, l'analisi multivariata e la statistica computazionale. Inoltre, molti corsi di laurea permettono di personalizzare il percorso attraverso curricula e insegnamenti dedicati a specifici ambiti, per esempio l'economia, le scienze sociali, l'industria o la salute.
I piani di studio possono variare da un ateneo all'altro, ma tutti integrano insegnamenti metodologici, con corsi nei quali la statistica viene applicata a dati e problemi reali.

Non è necessario provenire da una particolare scuola superiore, né possedere già competenze avanzate. Studenti e studentesse con percorsi diversi possono affrontare con successo una laurea in statistica. Sono però utili una certa predisposizione per il ragionamento logico e quantitativo, interesse per la matematica e l'informatica e soprattutto curiosità verso i fenomeni che ci circondano e verso ciò che i dati possono raccontarci.
Conta molto anche l'attitudine ad affrontare problemi nuovi, insieme alla volontà di impegnarsi e alla disponibilità ad accettare sfide. Durante il corso di laurea si imparano infatti metodi e strumenti progressivamente più complessi e si sviluppano rigore metodologico, spirito critico e capacità di valutare e interpretare correttamente i dati. Si impara inoltre a comunicare i risultati e a collaborare con persone provenienti da discipline diverse. Perché gli statistici lavorano spesso insieme a economisti, medici, ingegneri, informatici ed esperti ambientali. Per iniziare, quindi, non bisogna sapere già tutto. Servono soprattutto curiosità, interesse per le materie quantitative, attitudine al ragionamento, impegno e voglia di imparare.

Molti laureati proseguono gli studi con una laurea magistrale, ma la triennale consente anche di entrare direttamente nel mercato del lavoro. Secondo i dati Almalaurea, tra i laureati in Statistica che non proseguono gli studi, il tasso di occupazione a un anno dalla laurea è vicino al 90%. Una laurea in statistica offre opportunità in molti ambiti, perché oggi organizzazioni pubbliche e private hanno bisogno di persone capaci di trasformare i dati in informazioni utili. I laureati possono lavorare come statistici, data analyst e più in generale in ruoli che richiedono di analizzare e interpretare i dati per supportare le decisioni. Le opportunità si trovano in settori molto diversi: imprese tecnologiche e industriali, banche, assicurazioni, consulenza, sanità, enti pubblici e istituti di ricerca. Il punto di forza di questa laurea è la sua trasversalità. Le stesse competenze statistiche possono essere applicate a problemi e contesti molto diversi, dall'economia all'ecologia, dalla finanza alla medicina.

La statistica mi ha insegnato che possiamo usare strumenti quantitativi per approfondire temi che ci stanno a cuore. Io ho sempre avuto un forte interesse verso le questioni ambientali. Grazie alla statistica ho potuto, per esempio studiare la distribuzione nello spazio degli inquinanti atmosferici, gli effetti dell'esposizione all'inquinamento sui ricoveri ospedalieri e l'impatto del settore degli allevamenti sulla qualità dell'aria.
Naturalmente la statistica non sostituisce le competenze di chi studia le scienze dell'atmosfera o le scienze ambientali. Mi ha però dato gli strumenti per formulare domande, analizzare grandi quantità di dati e interpretare i risultati, tenendo conto dell'incertezza legata alla complessità dei fenomeni reali. Inoltre,
la statistica mi ha permesso di collaborare con ricercatori e ricercatrici di altre discipline, mettendo insieme competenze diverse per comprendere meglio questi fenomeni. E' anche questo che me l'ha fatta amare: la possibilità di applicare lo stesso metodo scientifico a problemi molto diversi e di studiare attraverso i dati questioni che hanno effetti concreti sulla nostra vita quotidiana.
In questo senso la statistica ci aiuta non solo a comprendere meglio il mondo, ma anche a contribuire a capire come migliorarlo.

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29 luglio 2026 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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