Benzina e gasolio, solo ingannevoli palliativi
Corriere della Sera - Cultura

Benzina e gasolio, solo ingannevoli palliativi

Mercoledì 29 luglio 2026
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Gli interventi per ridurre l'impatto del rialzo delle quotazioni di petrolio sono solo palliativi. Il governo non ha il potere di fermare i prezzi

Benzina e gasolio, solo ingannevoli palliativi

di Ferruccio de Bortoli | 29 luglio 2026

Gli interventi per ridurre l'impatto del rialzo delle quotazioni di petrolio sono solo palliativi. Il governo non ha il potere di fermare i prezzi

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L’affannarsi del governo nel ridurre, nel limite del possibile e tenendo conto dei problemi di finanza pubblica, l’impatto del rialzo delle quotazioni del petrolio, è lodevole. Ma solo dal punto di vista dell’impegno. L’obiettivo politico dell’ultimo intervento è solo quello di dare l’impressione ai tanti italiani che in queste ore vanno in
vacanza, che l’esecutivo tenga sotto controllo i listini
, e riesca a frenare la conseguente inflazione. Ed è palesemente falso. Un momentaneo sollievo. Nulla più. Innanzitutto lo sconto è di 17 centesimi solo sul gasolio, che è meno della metà del totale di consumi di carburanti. La durata della misura calmieratrice sulle accise è limitata al 6 agosto. Sappiamo tutti che si tratta di un
semplice palliativo, ma non vogliamo sotto sotto ammetterlo anche per non doverci confrontare con la durezza della realtà. A maggior ragione alla vigilia del grande esodo sulle autostrade. L’esecutivo non ha il potere di fermare i prezzi, nonostante controlli la leva fiscale e incassi di più attraverso l’Iva. Trasmette però un segnale distorto agli automobilisti, in fondo ingannevole. Ovviamente
non si può distinguere tra livelli di reddito, anche se vi sono altri modi di sostenere i più deboli. Inevitabile, se la crisi legata alla guerra in Iran continuerà, porsi a tutti i livelli il problema di consumare di meno e risparmiare su benzina e gasolio. L’ultima decisione, la quarta dal 19 marzo a oggi, ha solo rimandato di qualche settimana il cruccio di pensarci. Ma, domanda, vale la pena di impegnare così tante risorse pubbliche che potrebbero essere destinate a impieghi più produttivi e a sostenere veramente chi ne ha bisogno? In un mercato come quello dei carburanti, tutt’altro che concorrenziale, nel quale i rialzi sono velocissimi e gli adeguamenti al ribasso dei listini inevitabilmente lenti (una prassi inaccettabile) i consumatori sono così meno invogliati alla ricerca dei prezzi migliori. Se avessero l’attenzione dei clienti dei supermercati (ovvero loro stessi) probabilmente riuscirebbero a spendere di meno. E non accetterebbero lo “scandalo” di un un servito che a volte arriva a trenta o quaranta centesimi in più.

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29 luglio 2026

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