Toni Morrison, editor rivoluzionaria
Corriere della Sera - Cultura

Toni Morrison, editor rivoluzionaria

Martedì 28 luglio 2026
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La premio Nobel non è stata soltanto una delle più grandi autrici americane, ma da editor di Random House si  imposta per le sue scelte coraggiose: pubblicò Muhammad Ali e Angela Davis, diede voce a Toni Cade Bambara, Lucille Clifton, Leon Forrest, June Jordan e Gayl Jones. E scoprì Nettie Jones (il cui esordio arriva ora in Italia)

Mercoledì 29 luglio 2026

Toni Morrison, editor rivoluzionaria

La premio Nobel non è stata soltanto una delle più grandi autrici americane, ma da editor di Random House si  imposta per le sue scelte coraggiose: pubblicò Muhammad Ali e Angela Davis, diede voce a Toni Cade Bambara, Lucille Clifton, Leon Forrest, June Jordan e Gayl Jones. E scoprì Nettie Jones (il cui esordio arriva ora in Italia)

di MARCO BRUNA

Toni Morrison (1931-2019; nella foto qui sopra) non è stata soltanto una delle più grandi autrici americane – se non la più grande – ma anche una editor rivoluzionaria. Negli anni in cui l’industria editoriale americana pubblicava prevalentemente libri di autori bianchi (il 95% nel 1971, un dato clamoroso ma neanche troppo, se si pensa al passato schiavista e segregazionista degli Stati Uniti), la futura premio Nobel si impose per le sue scelte coraggiose: alla gloriosa Random House pubblicò i saggi di Muhammad Ali e Angela Davis;nell’ambito della narrativa e della poesia diede voce a Toni Cade Bambara, Lucille Clifton, Leon Forrest, June Jordan e Gayl Jones. Pubblicò i versi e i racconti di Henry Dumas, scrittore afroamericano ucciso da un agente di polizia nel 1968. Scoprì Nettie Jones,il cui manoscritto, Fish Tales, era stato rifiutato da due editori. Riuscì in queste imprese perché era già una star: esordì con L’occhio più azzurro nel 1970; nel 1973 sarebbe arrivato Sula.

L’autobiografia di Ali, intitolata Il più grande (1975, da noi pubblicata da Mondadori) ripercorre la vita del campione di boxedentro e fuori dal ring. Insieme con il coautore Richard Durham, Morrison restituì l’immagine di un convinto pacifista, di un combattente, poeta e provocatore. Si dice che Ali non fosse convinto della pubblicazione: avrebbe letto la sua storia una volta arrivata in libreria.

Dell’attivista Angela Davis contribuì a far pubblicare Angela Davis: An Autobiography (1974) e Donne, razza e classe (1981). Quest’ultimo, che in Italia è stato riedito da Alegre, è considerato uno dei testi pioneristici del femminismo.Morrison intuì che questo libro, nato da un saggio scritto in carcere nel 1971 da Davis – uno studio sulla condizione delle donne afroamericane durante lo schiavismo – meritava un posto tra i grandi della letteratura.

Morrison conobbe Gayl Jones grazie al poeta Micheal Harper. Se oggi Jones è considerata una delle maggiori autrici americane, lo dobbiamo anche a Toni Morrison, che ne pubblicò l’acclamato debutto, Corregidora (1976, in italiano è stato tradotto da Feltrinelli), e il secondo romanzo, Eva’s Man (1976). Morrison disse che Gayl Jones aveva cambiato per sempre il corso della letteratura afroamericanae Corregidora è uno tra i migliori esempi, applaudito da James Baldwin, Maya Angelou e John Updike: narra la vita di Ursa Corregidora, una cantante blues la cui esistenza non riesce a sganciarsi dal passato traumatico della schiavitù, perché le violenze subite dalle sue antenate vivono ancora nel presente.

Un altro caso significativo è il romanzo d’esordio del 1984 di Nettie Jones, Fish Tales, che oggi viene ripubblicato in Italia dall’editore NN, con il titolo L’esca. Ambientato tra New York e Chicago durante gli anni Settanta,è narrato dal punto di vista di una donna di nome Lewis Jones, le cui giornate si dividono tra night club, orge, champagne, vodka e dosi di Valium. Rifiutato inizialmente da due editori, deve la sua pubblicazione, ancora una volta, all’intuito di Toni Morrison. Se oggi possiamo leggere L’esca in italiano, è grazie alla più grande scrittrice americana.

Toni Morrison si dimise dalla Random House nel 1983.«Andarmene è stata una buona idea», scrisse nella prefazione del suo romanzo successivo, il capolavoro Amatissima (1987), «i libri che avevo curato non rendevano granché». Incolpò sottovoce i colleghi che non la sostenevano abbastanza. «Il mio entusiasmo», scrisse, «condiviso da alcuni, era smorzato da altri, a causa degli scarsi risultati di vendita».

Su «la Lettura» #765, disponibile in questa App, l'intervista di Marco Bruna a Nettie Jones in occasione dell'arrivo in Italia del suo romanzo d'esordio, uscito nel 1984 e ora proposto dall'editore NN: «L'esca» (traduzione di Luca Briasco, pp. 208, eur0 19).

28 lug 2026 | 19:42

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