Massimiliano Gallo: «Alle Scuole Pie mi sentivo come a casa»
Foto di classe, l'attore: «Maria Filippone è stata un’ottima guida. Con i compagni (di vita) siamo tutti uniti»
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Massimiliano Gallo: «Alle Scuole Pie mi sentivo come a casa»
di Vincenza AlfanoFoto di classe, l'attore: «Maria Filippone è stata un’ottima guida. Con i compagni (di vita) siamo tutti uniti»
«Maria Filippone è stata un’ottima guida». Massimiliano Gallo ricorda così per «Foto di classe» la sua professoressa di Lettere del liceo classico Calasanzio presso le Scuole Pie Napoletane, dove si è formato in una classe molto unita. Da compagni di classe a compagni di vita il passo è stato breve.
Cosa sognava negli anni del liceo? Sapeva già quale era la sua strada?
«Sì, ho cominciato da bambino a fare l’attore e sapevo che era quello che avrei fatto per tutta la vita. Non ho mai cambiato né intenzione né sogni. Negli anni del liceo avevo già un’idea ben consolidata di tutto questo. Anche per i miei professori non era una novità: sapevano che d’estate mi dedicavo al teatro. Era quindi normale anche per loro, non sono stato costretto a dare spiegazioni in merito perché stavo già realizzando il mio sogno mentre ancora frequentavo la scuola».
E come è stata accolta la sua vocazione per il teatro? Si è sentito valorizzato, accompagnato?
«Non sono stato particolarmente valorizzato, ma nessuno dei professori mi ha mai scoraggiato. Era un dato di fatto. Era già il mio lavoro».
Aveva una solida tradizione familiare su cui far leva.
«Lavoravo con mia madre che aveva una compagnia dei piccoli ed ero il protagonista delle favole che lei metteva in scena. D’estate spesso lei ricostruiva una sorta di San Carlino all’interno della Villa Comunale e io avevo l’opportunità di lavorare con i grandi».
Con chi in particolare?
«C’era Antonio Sigillo che era il Pulcinella anziano e io facevo suo figlio. Erano i tradizionali interpreti della commedia dell’arte con Pasquale Esposito che interpretava Tartaglia. Mia madre li ingaggiava quando metteva in scena le farse di Antonio Petito con Stefano Sarcinelli».
La sua pagella del liceo?
«Di poco superiore alla sufficienza in tutte le materie».
Materia preferita e materia odiata?
«Amavo il greco, il latino, l’italiano, in genere le materie umanistiche; odiavo la matematica».
Ricorda qualche trasgressione punita con una nota in condotta?
«Nessuna. Ho frequentato le Scuole Pie Napoletane dall’infanzia. Mi sentivo a casa».
Chi erano i suoi compagni di classe? C’è qualcuno che è diventato famoso come lei?
«In ambito artistico nessuno ha seguito la mia strada. Tutti i miei compagni, però, sono professionisti affermati: chirurghi e neurochirurghi, medici, avvocati. Era un’ottima scuola».
Ha un ricordo divertente?
«Tutto il periodo del liceo che ho vissuto con grande serenità è stato divertente anche grazie a una classe molto unita. Con la maggioranza delle compagne e dei compagni continuiamo a frequentarci. Quando possiamo, ci incontriamo ancora. Gli anni del liceo sono i più belli della vita in cui nascono le amicizie più vere, non conta chi sei, cosa fai, cosa sei diventato. È un’amicizia senza sovrastrutture in cui c’è grande sincerità. I miei amici se devono esprimere una critica, lo fanno oggi esattamente come allora».
Tra i tanti professori qualcuno o qualcuna ha lasciato un segno particolare?
«Erano tutti ottimi professori, anche se il ricordo più importante è legato a Maria Filippone, prematuramente scomparsa. Era una professoressa severa, ma sapeva creare legami affettivi molto forti. Veniva sempre a vedermi a teatro e ci siamo incontrati anche negli anni successivi al liceo. Abbiamo costruito un rapporto che è andato oltre la scuola».
Cosa le ha lasciato in particolare?
«L’amore per la sua professione, la capacità di capire gli studenti. La disciplina e la dedizione».
C’è qualcosa che non ha avuto l’opportunità di dire e vorrebbe dire a un suo professore o compagno di classe?
«Con i miei compagni di classe non ci sono sospesi o cose non dette perché continuiamo a frequentarci e condividiamo tutto. Vorrei dire alla professoressa Filippone che è stata molto importante per me. È stata un’ottima guida».
Quali sono i suoi prossimi impegni?
«Ho cominciato a girare la terza serie di Malinconico. Sono in scena con lo spettacolo “Lettera a Eduardo”, una lettera immaginaria in cui racconto cosa ha rappresentato per me e per tutti gli artisti il suo teatro. Ancora girerà nelle arene estive “La salita”, il mio primo film da regista. Ho la regia di un’operetta al teatro Verdi di Salerno, prima di riprendere nuovamente la tournée dello spettacolo di Eduardo».
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28 luglio 2026 ( modifica il 28 luglio 2026 | 07:37)
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