Il giardino segreto di Venezia dove suona il grammofono fra Poirot, Agatha Christie e l’Orient Express
Corriere della Sera - Cultura

Il giardino segreto di Venezia dove suona il grammofono fra Poirot, Agatha Christie e l’Orient Express

Lunedì 27 luglio 2026
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Venezia, nel restaurato Palazzo Donà Giovannelli, oggi Orient Express Venezia, un aperitivo musicale introduce una proposta gastronomica che sarà completata entro l’anno con la cucina di Heinz Beck

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Il giardino segreto di Venezia dove suona il grammofono fra Poirot, Agatha Christie e l’Orient Express

di Antonino Padovese

Venezia, nel restaurato Palazzo Donà Giovannelli, oggi Orient Express Venezia, un aperitivo musicale introduce una proposta gastronomica che sarà completata entro l’anno con la cucina di Heinz Beck

Il giardino La Casati a Venezia. Nel riquadro, il grammofonista che riproduce le musiche degli anni Venti e Trenta, e Kenneth Branagh, ultimo attore a interpretare Hercule Poirot

C’è un angolo di Venezia dove tutto sembra essersi fermato agli anni Venti e Trenta del secolo scorso. Ci sono tutti gli ingredienti di quell’epoca a cavallo delle due guerre. Mancherebbe solo Hercule Poirot. Seduto a un tavolo, il detective belga nato dalla fantasia di Agatha Christie avrebbe osservato gli altri ospiti riordinando gli indizi con le sue celebri «celluline grigie». Il resto sembra esserci tutto: il grammofono, le musiche, i cocktail, la vegetazione del giardino e, soprattutto, quel nome capace da solo di evocare viaggiatori eleganti, carrozze letto, misteri e destinazioni lontane: Orient Express. Siamo a La Casati, il giardino del ristorante definito “all-day dining” dell’Orient Express Venezia, l’hotel inaugurato ad aprile all’interno di Palazzo Donà Giovannelli, nel sestiere di Cannaregio. A pochi passi dalla Strada Nova e dal percorso battuto da chi dalla stazione di Venezia Santa Lucia si dirige verso Rialto e San Marco. Basta varcare la porta in legno per entrare in un’altra epoca. Il rumore e il vociare dei turisti si allontana mentre il giardino interno appare come una piccola oasi, protetta dalla vegetazione e dalle mura del palazzo.

L'aperitivo musicale

È qui che ogni giovedì, venerdì e sabato, dalle 18 alle 21, va in scena l’aperitivo musicale aperto anche agli ospiti esterni. Il programma, curato da Diego Buongiorno, si affida a un dj grammofonista e, talvolta, agli interventi delle ballerine per recuperare l’estetica dei primi decenni del Novecento e il fascino dei grandi viaggi europei di un secolo fa. E’ una proposta originale e coerente con il luogo. Il pensiero corre inevitabilmente ad Agatha Christie, di cui ricorre il cinquantesimo anniversario della morte. La scrittrice britannica riuscì a realizzare il sogno di viaggiare sull’Orient Express nel 1928. Sei anni più tardi consegnò al suo investigatore belga il caso che avrebbe legato per sempre Poirot al treno: «Assassinio sull’Orient Express», uno dei suoi romanzi più famosi, adattato più volte anche per il grande schermo e la televisione; l’ultima interpretazione è quella di Kenneth Branagh nel 2017. A Venezia non ci sono delitti da risolvere ma il grammofono, i camerieri e gli ospiti raccolti nel giardino sembrano appartenere allo stesso immaginario.

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L'arrivo di Heinz Beck

A scandire la serata sono i cocktail del Wagon Bar, il locale dell’hotel ispirato ai vagoni-salotto dell’Orient Express d’inizio Novecento. La carta affianca proposte alcoliche e analcoliche mentre al tavolo arrivano finger food e cicchetti veneziani proposti in percorsi da tre, sei o dodici assaggi, firmati da Heinz Beck, al quale è affidata l’intera offerta gastronomica dell’albergo. Un ristorante guidato dallo chef tristellato sarà aperto entro l’anno. L’aperitivo può diventare anche l’occasione per scoprire gli ambienti del palazzo. Le sale al piano terra e al primo piano, gli affreschi, i marmi e soprattutto la monumentale scala ottagonale conducono dentro un edificio nel quale gli elementi neogotici e barocchi incontrano richiami all’Oriente e al viaggio ferroviario.

Il palazzo

Edificato nel Quattrocento e rimasto inutilizzato per circa 35 anni, Palazzo Donà Giovannelli fu acquistato nel 2014 dal gruppo Arsenale e restituito alla città dopo un lungo restauro seguito dall’architetta e designer Aline Asmar d’Amman. Oggi Orient Express Venezia (gruppo Accor) ospita 47 camere, suite e appartamenti. La scala risale invece alla trasformazione ottocentesca affidata dal conte Andrea Giovannelli a Giovanni Battista Meduna, l’architetto che lavorò anche alla Ca’ d’Oro. Il nome La Casati rende omaggio alla marchesa Luisa Casati, protagonista eccentrica e anticonformista della Venezia del primo Novecento, celebre per le sue feste e per una vita trasformata in opera d’arte. Il suo spirito teatrale rivive nel ristorante e nel giardino. 

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