Studiare Veterinaria: prevenire e trattare le patologie degli animali per la salute dell'uomo
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Studiare Veterinaria: prevenire e trattare le patologie degli animali per la salute dell'uomo

Lunedì 27 luglio 2026
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Decidere il corso di laurea è una scelta di vita: cosa si studia, quali sono le difficoltà e quali sono gli sbocchi professionali

Studiare Veterinaria: prevenire e trattare le patologie degli animali per la salute dell'uomo

27 luglio 2026

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Decidere il corso di laurea è una scelta di vita: cosa si studia, quali sono le difficoltà e quali sono gli sbocchi professionali

Fabrizia Veronesi / CorriereTv

Studiare Veterinaria vuol dire studiare le patologie degli animali che impattano sulla loro salute ma anche sulla salute dell'uomo in un'ottica di «one health», cioè di sanità congiunta. In pratica vuol dire studiare come diagnosticarle, come trattarle e prevenirle. Studiare medicina veterinaria consiste nello studiare principalmente le patologie degli animali domestici - gli animali da affezione, cane e gatto -  ma anche tutti gli animali di interesse zootecnico. Nel tempo i contenuti si sono arricchiti di nozioni relative a nuovi animali animali esotici o nuovi animali da compagnia, animali selvatici e animali di laboratorio. Per rispondere alle esigenze professionali si studia il meccanismo attraverso il quale le patologie vengono determinate e gli strumenti che attualmente abbiamo a disposizione - dai più semplici a più complessi - per arrivare ad una diagnosi. Si studiano anche tutti i protocolli terapeutici e i mezzi di prevenzione di trasmissione tra animali ma anche tra animali e l'uomo, vista la stretta condivisione d'ambiente e le fonti alimentari che originano dagli animali. 
Si tratta di una laurea magistrale a ciclo unico a numero programmato, che dura cinque anni: i primi sei mesi sono impegnati nel semestre aperto come Medicina e Odontoiatria. A seguire abbiamo una fase di due anni dedicata alle materie di base: anatomia, fisiologia, microbiologia, patologia che sono propedeutiche allo studio delle materie caratterizzanti e professionalizzanti che vanno a fornire le vere e proprie competenze professionali e quelle che noi chiamiamo «le skills del primo giorno», dove abbiamo le materie cliniche, infettive, parassitarie, ispezione degli alimenti, anatomia patologica e anche una grande varietà di corsi a scelta che spaziano e trattano aspetti ancora più specialistici. Tre aspetti sono importanti e caratterizzano la Medicina Veterinaria. Il primo è che il corso è una laurea abilitante: questo vuol dire che il tirocinio è già incluso nel corso di studi e che lo studente immediatamente nel post-laurea può abilitarsi e iniziare a esercitare la professione. I nostri corsi di studio sono tutti accreditati dall’EAEVE che è un'autorità a livello europeo che si occupa di certificare l'elevato standard qualitativo della nostra offerta formativa. Grazie a questa sorta di «bollino» che ci viene dato e rinnovato ogni sette anni i nostri laureati vedono riconosciuto il loro titolo a livello europeo rendendo molto più semplice l'accesso a posizioni lavorative all'estero. Questo è fondamentale perché i nostri studenti sviluppano da subito la consapevolezza di avere delle prospettive anche oltreconfine grazie anche alle innumerevoli collaborazioni e progetti Erasmus. Il terzo e ultimo aspetto è che il nostro corso di studi prevede una frequenza obbligatoria che può variare ma è comunque molto alta ed è prossima al 100% soprattutto per le attività pratiche. 
Chi proviene da percorsi liceali si trova avvantaggiato soprattutto per il semestre aperto, poi però, una volta superata e resettate le conoscenze di base, un qualsiasi studente proveniente anche da istituti tecnici può tranquillamente avere un percorso di studi assolutamente soddisfacente. Sicuramente è un corso estremamente impegnativo, immersivo e molto nozionistico soprattutto nei primi anni ma anche molto fisicamente impegnativo: c'è veramente una grande mole di attività pratica da svolgere già a partire dal primo anno nelle aziende zootecniche sia universitarie che convenzionate, in laboratori, nell'ospedale veterinario, al macello e via dicendo. Quindi bisogna unire un'ottima attitudine allo studio ad una grande capacità di mettersi in gioco: non si può fare Medicina Veterinaria pensando di guardare l'animale da lontano senza sporcarsi le mani, lontano dalla linea di macellazione. Ci vuole anche una certa elasticità mentale perché si passa dalla patologia del pollo da carne a quella della vacca da latte, all'ispezione al macello, alle analisi microbiologiche sui formaggi, alla risonanza magnetica del nodello del cavallo da corsa. 
Medicina Veterinaria offre numerosi sbocchi professionali, sia in ambito pubblico che in ambito privato. Per esempio tutta la parte relativa alla libera professione associata agli animali da compagnia - cane e gatto - ma anche i nuovi animali da compagnia che si può sviluppare in strutture private o nelle strutture universitarie, negli allevamenti per gli animali zootecnici, nei centri di recupero degli animali selvatici, negli zoo, stabulari, macelli. Mi vengono in mente i canili sanitari e anche le aziende private come mangimifici o aziende farmaceutiche così come le aziende sanitarie locali e tutti gli enti di servizio come per esempio gli Istituti Zooprofilattici.
Sono un po' anomala come veterinario perché all'origine desideravo fare l'architetto: di solito il classico studente di Medicina Veterinaria vuole farla da quando è bambino. Io invece volevo fare altro e ho rifiutato l'idea di fare Medicina umana perché troppo lunga: dieci anni di studio con la specialità mi sembravano eterni. In più sono allergica al fieno d'avena e avevo una paura innata dei cavalli. Mi sono poi ritrovata veterinaria e ricercatrice, quindi accademica, cioè colei che studia fondamentalmente per tutta la vita, ed esperta in malattie parassitarie del cavallo. Quindi direi che ciò che mi ha insegnato Veterinaria è innanzitutto ad avere un'idea non troppo rigida di me e anche che alle volte le vocazioni non arrivano sempre e complete a 18 anni ma spesso si costruiscono strada facendo attraverso gli incontri e le varie opportunità che appunto ti si pongono davanti

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