Giorgio Bocca, la libertà di scrivere quello che si pensa
Corriere della Sera - Cultura

Giorgio Bocca, la libertà di scrivere quello che si pensa

Lunedì 27 luglio 2026
3 visualizzazioni

Malagò: «Su Pirlo una brutta figura? Bisogna vedere chi l'ha fatta. Il ct arriverà a breve»

Giorgio Bocca, la libertà di scrivere quello che si pensa

risponde  Aldo Cazzullo

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Caro Aldo,
lei ha citato il Provinciale di Giorgio Bocca. Lo lessi quando uscì e lo trovai un libro bellissimo, ingiustamente dimenticato. Forse perché Bocca era un giornalista e non un letterato. Invece penso che quel libro dovrebbero leggerlo tutti quelli che vogliono conoscere l’Italia e lo si dovrebbe leggere nelle scuole.
Cosimo Del Gratta

Caro Cosimo,
ogni anno mi faccio un punto d’onore di leggere il libro che ha vinto lo Strega. Quello di Michele Mari è tra i migliori. Eppure non ne ho ancora trovato uno in questi vent’anni che mi abbia dato la stessa emozione che ho provato quando ho letto e che provo ogni volta che riprendo in mano «Il provinciale» di Giorgio Bocca. Non è solo giornalismo, è letteratura. Di tutte le avventure di questo grandissimo inviato, restano più impresse nel lettore quelle fallite, riuscite male o in modo maldestro o improbabile. L’autista che anziché dai Vietcong lo porta a mangiare i gamberetti con l’ananas da suo cugino ristoratore, i guerrieri del drago nero che lo sfidano perché nei reportage dall’Olimpiade di Tokyo 64 aveva offeso l’imperatore che «nei giorni dei peggiori massacri non si era distolto dalla cura dei suoi fiori», la surreale spedizione in Romania, dove secondo Bettiza stavano per arrivare i carri armati sovietici che però non arrivarono — «mai visto neanche in Africa o in Asia un Paese più povero della Romania di Ceausescu» —, il direttore dell’Europeo che gli dice: «Stiamo decidendo se alzare o abbassare il livello del giornale. Se lo abbassiamo, ti assumo». Ovviamente quello di Giorgio Bocca non è soltanto un libro, è uno stile. Uno stile sempre comunque critico. Uno stile purtroppo oggi passato di moda. Nella civiltà dei social, al giornalista è riservato il ruolo di corifeo, se preferite di tifoso. Giornalisti anche importanti si affrettano a postare foto per intercettare un attimo prima l’emozione popolare: la foto della donna forte che vince trionfante le elezioni, del campione che vince Wimbledon, del cantante che vince Sanremo. Chi critica viene severamente punito, e degradato alla categoria di «invidioso». Ma un giornalista non vuole vincere le elezioni, Wimbledon, Sanremo. Un giornalista vuole essere libero di scrivere quello che pensa. Giorgio Bocca era così. Forse anche per questo oggi non è ricordato come meriterebbe.

27 luglio 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Le altre lettere di oggi TUTTE LE LETTERE INVIATECI LE VOSTRE LETTERE

Vi proponiamo di mettere in comune esperienze e riflessioni. Condividere uno spazio in cui discutere senza che sia necessario alzare la voce per essere ascoltati. Continuare ad approfondire le grandi questioni del nostro tempo, e contaminarle con la vita. Raccontare come la storia e la cronaca incidano sulla nostra quotidianità. Ditelo al Corriere.

MARTEDI - IL CURRICULUM

Pubblichiamo la lettera con cui un giovane o un lavoratore già formato presenta le proprie competenze: le lingue straniere, l’innovazione tecnologica, il gusto del lavoro ben fatto, i mestieri d’arte; parlare cinese, inventare un’app, possedere una tecnica, suonare o aggiustare il violino.

INVIA IL CVMERCOLEDI - L'OFFERTA DI LAVORO

Diamo spazio a un’azienda, di qualsiasi campo, che fatica a trovare personale: interpreti, start-upper, saldatori, liutai.

INVIA L’OFFERTAGIOVEDI - L'INGIUSTIZIA

Chiediamo di raccontare un’ingiustizia subita: un caso di malasanità, un problema in banca; ma anche un ristorante in cui si è mangiato male, o un ufficio pubblico in cui si è stati trattati peggio. Sarà garantito ovviamente il diritto di replica.

SEGNALA IL CASOVENERDI - L'AMORE

Chiediamo di raccontarci una storia d’amore, o di mandare attraverso il Corriere una lettera alla persona che amate. Non la posta del cuore; una finestra aperta sulla vita.

RACCONTA LA STORIASABATO - L'ADDIO

Vi proponiamo di fissare la memoria di una persona che per voi è stata fondamentale. Una figlia potrà raccontare un padre, un marito la moglie, un allievo il maestro. Ogni sabato scegliamo così il profilo di un italiano che ci ha lasciati. Ma li leggiamo tutti, e tutti ci arricchiranno.

INVIA LA LETTERA

DOMENICA - LA STORIA

Ospitiamo il racconto di un lettore. Una storia vera o di fantasia.

INVIA IL RACCONTOLA FOTO DEL LETTORE

Ogni giorno scegliamo un’immagine che vi ha fatto arrabbiare o vi ha emozionati. La testimonianza del degrado delle nostre città, o della loro bellezza.

Inviateci le vostre foto su Instagram all'account @corriere.

LO DICO AL CORRIERE

Ogni lunedì, la pagina lettere sarà curata dal direttore Luciano Fontana, in tutti gli altri giorni dall'inviato speciale ed editorialista Aldo Cazzullo. Accanto alle lettere e ai messaggi, ogni giorno della settimana c'è uno spazio diverso a disposizione dei lettori. Per essere pubblicati i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città.

LE VOSTRE LETTERE, GIORNO PER GIORNO La foto del giorno La montagna sul lago

Vista della Corna Trentapassi da Riva di Solto, costa bergamasca dellago d’Iseo »

Francesco Bertella INVIATECI LE VOSTRE FOTO SU INSTAGRAM
ALL’ACCOUNT @CORRIERE

Condividi questo articolo