L'amore è politica, eventi all'insegna delle relazioni a Dro: dalla mostra di Hamouda alle performance di Open Group
Corriere della Sera - Cultura

L'amore è politica, eventi all'insegna delle relazioni a Dro: dalla mostra di Hamouda alle performance di Open Group

Domenica 26 luglio 2026
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A Centrale Fies a Dro, un percorso creativo che mette al centro la politica come relazioni. Tra legami che producono amicizie, alleanze, complicità e amori che lasciano tracce

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L'amore è politica, eventi all'insegna delle relazioni a Dro: dalla mostra di Hamouda alle performance di Open Group

di Roberto Brumat

A Centrale Fies a Dro, un percorso creativo che mette al centro la politica come relazioni. Tra legami che producono amicizie, alleanze, complicità e amori che lasciano tracce

«Love is Political» (L’amore è politica), percorso creativo che mette al centro la politica come relazioni oggi, 26 luglio, a Centrale Fies di Dro. I rapporti tra le persone non si limitano alla sfera privata, ma creano dinamiche collettive. Questo al centro degli eventi artistici di ricerca a Centrale Fies: relazioni intese come cura per gli altri, legami che producono amicizie, alleanze, complicità e amori che lasciano tracce, generano possibilità e situazioni nuove contribuendo a modificare anche le realtà in cui esse si muovono.
Con queste premesse il centro di ricerca Centrale Fies prosegue il lavoro portato avanti durante l’anno, realizzando un confronto internazionale. 

La mostra

Prosegue fino a oggi la mostra personale di Monia Ben Hamouda, vincitrice nel 2024 del Maxxi Bulgari Priz, che invita ad abitare la complessità, accogliere ciò che sfugge alle definizioni e a riconoscere nel linguaggio «uno dei luoghi in cui si depositano le eredità che ci attraversano». Secondo la giovane artista italo-tunisina non bisogna spiegare ogni cosa e ci sono storie che continuano proprio in quanto mantengono vivo qualcosa di irrisolto. Al centro del suo lavoro c’è la calligrafia islamica trasmessa dal padre, materia in movimento da cui emergono nuove forme e nuove possibilità di relazione, che esprime con sculture monumentali in acciaio, sabbia e spezie, in dialogo tra tradizione e aniconismo, ispirandosi alla poesia najdita (forma dialettale della penisola Arabica del XVI secolo). Le sue grandi sculture sospese (curatrice e curatore della mostra sono Barbara Boninsegna e Simone Frangi) sembrano sottrarsi alla gravità, mentre la sabbia invade parzialmente lo spazio espositivo sottoponendo le opere a una lenta trasformazione.

Gli altri eventi

Oltre alla mostra, gli altri eventi a Centrale Fies: fino alle 17 di oggi «Repeat after Me II», video installazione a due canali del collettivo ucraino Open Group (Yuriy Biley, Pavlo Kovach e Anton Varga), che traduce la guerra in corso usando sillabe, respiri, eco vocali, che il pubblico è invitato a ripetere seguendo una grammatica acustica che si insinua nella vita quotidiana accompagnando le immagini delle distruzioni, la curatrice è Sofia Baldi Pighi. Dalle 17 «Blue Blue Blue Limbo un-archive», archivio aperto che conserva riferimenti teorici, letterari e visivi, da Kathy Acker a Derek Jarman, mescolati a un paesaggio sonoro originale che combina suoni metallici, ritagli filmici, canzoni pop distorte e manifesti parlati. La mostra è la ricerca del collettivo romano Industria Indipendente insieme a Michele Bertolino, che sempre alle 17 presenta il video di 30 minuti «Quixote_Dammi i brividi, ma non per la paura». Alle 18 la compagnia di Castelfranco Veneto Anagoor presenta «Il Polittico dell’infamia», dipinto teatrale multimediale e multilingue, che indaga il rapporto tra arte, violenza e testimonianza. Si ispira al romanzo Trittico dell’infamia dello scrittore colombiano Pablo Montoya.

La sera

A seguire alle 21.30 Dewey Dell interpreta l’opera barocca di Henry Purcell «Dido and Aeneas», con rielaborazione elettroacustica. Alle 22.30 la piattaforma trentina Mali Weil (Elisa Di Liberato, Lorenzo Facchinelli e Mara Ferrieri) propone «Pure magic/The law is a white wolf», seduta magico-giuridica fatta di parole, immagini, evocazione di alcuni celebri casi legali, per onorare il potere trasformativo del diritto. La serata sarà chiusa dal collettivo trentino Rifugio Amore con «Club Altrove»: musica e costruzione di un contesto accogliente e inclusivo, dove sperimentare nuove forme di vicinanza, appartenenza e libertà. Partecipano in dialogo tra loro: Kunthug, produttore dj che intreccia sonorità balcaniche, elettronica a influenze mediorientali, Kobramulata (nella foto grande), progetto performativo che attraversa territori sonori ibridi e rituali e Mantis, dj elettronica.

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