Premio Campiello, Valeria Parrella e il libro su Giovanna d'Arco che racconta le giovani ribelli di tutto il mondo
La scrittrice è nella cinquina dei finalisti con il romanzo La ragazzina: «Accanto alla figura storica c'è la metafora del coraggio femminile»
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Premio Campiello, Valeria Parrella e il libro su Giovanna d'Arco che racconta le giovani ribelli di tutto il mondo
di Francesca VisentinLa scrittrice è nella cinquina dei finalisti con il romanzo La ragazzina: «Accanto alla figura storica c'è la metafora del coraggio femminile»
«In ogni luogo del mondo una ragazzina si mette di traverso. Dice no alla guerra, al matrimonio, no alla madre, no al tiranno, no al velo e al padre, no al silenzio, no alla violenza...». Valeria Parrella nel libro La ragazzina (Feltrinelli, 140 pagine, 17 euro), racconta la storia di Giovanna d’Arco nella Francia del Quattrocento, l’attualizza e la riporta al presente. Non solo un romanzo storico, ma un libro sull’adolescenza e l’autodeterminazione.
La ragazzina di Parrella è uno dei cinque libri finalisti al Campiello, il premio letterario di Confindustria Veneto e Fondazione Campiello. La Pulzella d’Orléans è un’adolescente sicura e temeraria, all’inizio osteggiata e sbeffeggiata, poi seguita nella sua missione: riportare Carlo VII a guida della Francia. Il racconto di Parrella è un inno alla speranza e all’azione, Giovanna d’Arco diventa metafora del coraggio femminile di mettersi «di traverso» alle ingiustizie, in ogni epoca.
Quella ragazzina del Quattrocento è ogni ragazzina del mondo, in qualsiasi periodo storico, che alza la testa, pensa e si comporta in modo differente dalle aspettative, diventa rivoluzione. Non a caso l’immagine di copertina di Maki Galimberti, attualizza la figura storica con un piercing al sopracciglio, simbolo del bisogno di libertà e affermazione che caratterizza l’adolescenza contemporanea. La ragazzina che nel 1430 cavalcava come un uomo, con pantaloni e capelli corti e indossava l’armatura, trasportata nel mondo contemporaneo, è raffigurata con un piercing, piccolo dettaglio provocatorio e rivoluzionario. La Giovanna d’Arco narrata da Valeria Parrella coltiva un’idea del futuro al di là di ciò che sembra possibile, senza paura, con la voglia di fare sentire la sua voce, farsi ascoltare, tipica dell’adolescenza di qualsiasi epoca. La storia è quella della Pulzella d’Orléans, ma i dialoghi, il racconto di ciò che sente e che vuole realizzare, la mettono in connessione con ogni adolescente del mondo.
«A Giovanna fu affidato il comando di un esercito e un vessillo che lei amerà tantissimo, verrà messa in groppa al cavallo più bello, è per questo che l’esercito la seguirà: perché le ragazzine indomite, se raggiungono un re, lo fanno piangere». Giovanna d’Arco incrina le certezze di un mondo costruito sulla sottomissione femminile. Quando la società della sua epoca comprende che fa sul serio, tenta di ignorarla, deriderla, demolirla. Ma qualcuno crede in lei, il re «delfino» di Francia. Giovanna è amata, odiata, desiderata, temuta, considerata vergine, prostituta, santa, pazza, le etichette si sprecano, come sempre accade alle donne che si ribellano, vanno controcorrente. Nessuna etichetta può definirla, né contenerla.
«Si fa presto a dire che l’abito non fa il monaco, se l’abito e il monaco sono maschi, o se si è in un’epoca e un luogo dove a tutto questo non si bada. Ci sono luoghi così, ci sono luoghi dove se cammini con una gallina in testa nessuno ti guarda e altri dove se scopri una ciocca di capelli ti gettano in una cella». È eroica Giovanna d’Arco, sebbene ragazzina. E fa paura. Il mondo che le sta intorno ha paura delle sue visioni, del suo coraggio, della capacità di sguainare la spada e guidare un esercito. È una bambina quando inizia a parlare con i santi, a ascoltare il volere di dio. Una giovane contadina, che preoccupa e tiene in ansia i suoi genitori, un vulcano che sprizza entusiasmo, impavida e trascinante nella missione che le arriva dall’alto. «Ognuno ha la sua Giovanna d’Arco - dice Valeria Parrella -, accanto alla figura storica vive l’immaginario ricostruito e evocato».
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