Città italiane e città americane: il decoro e la sicurezza
Corriere della Sera - Cultura

Città italiane e città americane: il decoro e la sicurezza

Sabato 25 luglio 2026
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La doppia vita di Luca Esposito, le finte lauree e il lavoro alla Regione che non c'era. «Era guardingo, in auto viaggiava sempre da solo»

Città italiane e città americane: il decoro e la sicurezza

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Caro Aldo,
di fronte a 30.000 denunce all’anno che vedono minorenni responsabili e alle contromisure prese dal governo in questi giorni per arginare il fenomeno, la sinistra come al solito, contraria quando si parla di provvedimenti della maggioranza che riguardano la sicurezza delle nostre città, non propone misure alternative ma replica, tramite la segretaria dem Elly Schlein, «senza affrontare il tema della benzina». Il mio professore d’italiano mi avrebbe detto: argomento condivisibile e attualissimo ma anche questa volta sei andato fuori tema. Ma la sicurezza è un tema anche della sinistra?
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Giorgio Gemelli, Mantova

Caro Giorgio,
da 41 anni abito nelle grandi città italiane (prima a Torino, poi a Milano, ora a Roma). Non ho mai vissuto nella fatidica Ztl, se non due anni a Torino quando il centro storico della città era un quartiere degradato. Non ho mai avuto la sensazione che il problema delle città italiane fosse la sicurezza. Ho sempre avuto la sensazione, e ce l’ho più che mai adesso, che il problema sia il decoro, il rispetto delle regole, l’inquinamento soffocante, l’aria malsana, i ritardi nei trasporti pubblici. Poi, certo, la sicurezza è un bene prezioso, e va garantita. Soprattutto nei quartieri popolari e in quelli del ceto medio, che in questi anni si è impoverito a vista d’occhio. Sono d’accordo con lei sul fatto che la sinistra abbia un ritardo culturale al riguardo, perché non si rende conto che questa domanda di sicurezza arriva innanzitutto da quelli che dal suo punto di vista dovrebbero essere i suoi elettori. Se le nuove norme indurranno qualche sedicenne a evitare di fare del male agli altri, saranno utili. Purtroppo girando per le nostre città si ha una sensazione di impunità. Non perché siano piene di delinquenti: andate a dire agli americani che le nostre città sono insicure. Il tasso di criminalità spicciola è uno dei più bassi d’Europa. Resta però la sensazione che ognuno possa fare quello che gli pare, anche nelle piccole cose: andare in bicicletta sul marciapiede, viaggiare in contromano, mettere gli altri a disagio quando non apertamente in difficoltà. Come sempre, la qualità della vita delle città dipende in primo luogo dai cittadini. Senza dimenticare mai che la sicurezza — come la sanità, come l’istruzione — dipende anche dalla presenza di cittadini disposti a finanziarla attraverso il giusto prelievo fiscale.

25 luglio 2026

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