«Io e De Martino senior "Scugnizzi" sulle punte. Ora premio Stefano in nome del padre»
Corriere della Sera - Cultura

«Io e De Martino senior "Scugnizzi" sulle punte. Ora premio Stefano in nome del padre»

Sabato 25 luglio 2026
3 visualizzazioni

Luigi Ferrone, già primo ballerino del San Carlo, racconta la sua amicizia con il papà del direttore artistico di Sanremo che domenica sarà sul palco a Capri

La doppia vita di Luca Esposito, le finte lauree e il lavoro alla Regione che non c'era. «Era guardingo, in auto viaggiava sempre da solo»

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

«Io e De Martino senior "Scugnizzi" sulle punte. Ora premio Stefano in nome del padre»

di Natascia Festa

Luigi Ferrone, già primo ballerino del San Carlo, racconta la sua amicizia con il papà del direttore artistico di Sanremo che domenica sarà sul palco a Capri

Stefano ed Enrico De Martino

Padre e figlio uniti dal cielo di Capri. Stefano De Martino domani sarà protagonista della quattordicesima edizione del Premio Capri Danza International e riceverà il neonato Riconoscimento Speciale Grandi Eventi Enrico De Martino, dedicato al padre scomparso appena sei mesi fa. Che anno il 2026 per il danzatore e conduttore più amato dagli italiani: il 19 gennaio la morte improvvisa del genitore a soli 61 anni, a febbraio l’annuncio in diretta dal palco dell’Ariston della sua direzione artistica del Festival di Sanremo 2027, il tutto mentre entrava ogni sera nelle case degli italiani aprendo i pacchi della fortuna. 

Perché nasca proprio a Capri il Premio Speciale De Martino lo racconta Luigi Ferrone, già primo ballerino del Teatro di San Carlo, direttore artistico della kermesse e soprattutto storico amico di De Martino senior: «Enrico era un ballerino molto forte e talentuoso. Eravamo amici d’infanzia, siamo cresciuti tra Torre del Greco, Torre Annunziata e Napoli inseguendo il sogno della danza che, negli anni Ottanta, per noi ragazzini del Sud, era un’utopia sconsigliata da tutti se non derisa. Facevamo parte di uno dei gruppi folcloristici della Regione Campania che portava le tarantelle in giro per il mondo come testimonianza di cultura e identità locale. La nostra formazione si chiamava gli Scugnizzi di Palepoli, insieme abbiamo “esportato” le nostre danze sui palcoscenici di Parigi, Madrid e Berlino». Così giovani già in tournée. «Avevamo 14 anni – racconta – poi crescendo abbiamo seguito il lavoro dove c’era, in compagnie pubbliche e private, a Fiesole, Verona e Torino». 

In seguito, però, le vostre strade si sono separate. «Solo quelle professionali: Enrico (lo raccontò proprio al Corriere del Mezzogiorno in un’intervista a Gabriele Bojano ndr) si innamorò follemente di quella che sarebbe diventata sua moglie; la famiglia di lei avversava il fidanzamento proprio perché Enrico era un danzatore che, a quei tempi, non era percepito come un vero lavoro. Così io feci il suo nome al maître de ballet del Lirico napoletano Zarko Prebil che gli offrì un contratto con il San Carlo e lui rifiutò per amore. Fu l’unico a non accettare tra i vari ragazzi che avevo proposto. Dopo un anno, bandirono il concorso interno e molti entrarono nel prestigioso Corpo di ballo. Questo non interruppe però la nostra amicizia. E quando Stefano iniziò a muovere i primi passi, Enrico chiese a me indicazioni su come e dove farlo studiare e crescere: fu grande la gioia di tenere vivo attraverso il figlio il suo amore per la danza. E vorrei aggiungere una cosa». Dica. 
«Il Premio alla sua memoria è “ai grandi eventi” perché Enrico negli anni si è dedicato con successo alla produzione e all’organizzazione; il riconoscimento è destinato a personalità capaci di distinguersi per talento, popolarità e capacità di portare il grande spettacolo al pubblico. Lo inauguriamo con Stefano in particolare per i record di “Meglio Stasera”». 

Nella Certosa di San Giacomo, con il patrocinio del Comune di Capri, la serata vedrà tra gli ospiti Lucia Lacarra, étoile spagnola già prima ballerina dell’Opera di Monaco di Baviera e vincitrice del Prix Benois de la Danse, e Matthew Golding, protagonista con il Royal Ballet di Londra e il Dutch National Ballet; con lei Alessandro Frola, primo ballerino del Bayerisches Staatsballett che, insieme a Madison Young, porterà in scena il celebre Pas de Deux del secondo atto de Il Lago dei Cigni. Dall’Europa orientale Nini Samadashvili, prima ballerina dello State Ballet of Georgia di Tbilisi e Oleg Ligai, con un’esibizione da Sagalobeli su coreografie di Yuri Possokhov. E ancora Chinara Alizade e Vladimir Yaroshenko con un passo a due da Spartacus e Maria Celeste Losa del Teatro alla Scala che omaggerà il tango. Premio al merito anche a Martina Pasinotti del Massimo di Palermo, accompagnata da Diego Mulone in Contact Tango. 

La targa Vittoria Ottolenghi per la Critica va alla giornalista Raffaella Tramontano che dalla fine degli anni Ottanta ebbe proprio la scrittrice come mentore, mentre il riconoscimento alla carriera andrà ad Anna Maria Galeotti che dirige l’Accademia Nazionale di Danza di Roma. Note della Disperata Erotica Band diretta dal maestro Pino Perris, voce di Roberta Nasti. Presenta Vincenzo De Lucia. 

Vai a tutte le notizie di Napoli

Iscriviti alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno Campania

25 luglio 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Donnarumma si sposa a Locorotondo, tra gli invitati anche Haaland

Tanti vip del calcio alle nozze del portiere azzurro. Il campione norvegese tra i più applauditi

Hai una storia da segnalare sul tuo territorio?

ScriviciIscriviti alla newsletter

Corriere del Mezzogiorno

Le news principali sul Mezzogiorno
Ogni giorno alle 12, a cura della redazione

IscrivitiLA PRIMA PAGINA DI OGGI

Condividi questo articolo