Orchestra haydn, un'estate di «fuoco e fantasia»: cinque appuntamenti per un itinerario sonoro tra secoli e continenti
Il programma della cinquina di concerti è concepito come una mappa che unisce l’Europa del Settecento e del Novecento alle tradizioni popolari delle Americhe
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Orchestra haydn, un'estate di «fuoco e fantasia»: cinque appuntamenti per un itinerario sonoro tra secoli e continenti
di Silvia M.C. SenetteIl programma della cinquina di concerti è concepito come una mappa che unisce l’Europa del Settecento e del Novecento alle tradizioni popolari delle Americhe
Lungo un itinerario sonoro che attraversa secoli e continenti, nel quadro della rassegna «Haydn’s Summer 2026», l’orchestra regionale inaugura una serie di cinque appuntamenti dal titolo «Fuoco e fantasia». La tournée estiva parte questa sera, 24 luglio, dal Cortile della Rocca di Riva del Garda per il «MusicaRiva Festival» con trasferimento al Palacongressi in caso di pioggia, per proseguire domani al Teatro Capovolto di Trento, lunedì al Palafiemme di Cavalese, martedì al Paladolomiti di Pinzolo per concludersi mercoledì alla Corte Trapp di Caldonazzo.
La novità
La guida della compagine presenta una novità rispetto ai programmi iniziali: sul podio sale la direttrice viennese Katharina Müllner, chiamata a sostituire l’annunciata Glass Marcano. Dal 2024 Kapellmeisterin alla Deutsche Oper am Rhein, Müllner si è imposta nel panorama internazionale dirigendo istituzioni di rilievo tra Dresda, Berlino e Vienna; il suo percorso accademico sviluppato tra direzione d’orchestra e filosofia definisce una cifra stilistica capace di spaziare dal repertorio classico settecentesco alle partiture liriche e contemporanee.
La scaletta
Il programma della cinquina di concerti è concepito come una mappa che unisce l’Europa del Settecento e del Novecento alle tradizioni popolari delle Americhe. L’apertura è affidata alla Sinfonia n. 9 in do maggiore K 73 di Mozart: composta durante il suo primo viaggio in Italia, riflette il clima festoso e la rapidissima maturazione inventiva del quattordicenne salisburghese attraverso una struttura in quattro movimenti. L’asse della scaletta si sposta poi verso le atmosfere dell’America Latina con Le bœuf sur le toit di Darius Milhaud, che rielabora temi popolari brasiliani. Si passa quindi al folclore degli Stati Uniti con Hoe-Down, quarto movimento del balletto Rodeo scritto da Aaron Copland per la stagione 1942-1943 del Ballet Russe de Monte-Carlo; impostato su una melodia tradizionale, restituisce l’energia diretta e la vitalità tipiche del sud-ovest americano.
Il finale del concerto guarda invece alla Spagna e alla grande tradizione teatrale europea con una novità per il pubblico italiano: l’esecuzione delle due Suite strumentali tratte dalla Carmen di Bizet nell’elaborazione curata dal compositore Gábor Kerényi che condensa la carica espressiva del capolavoro originale in un congedo sinfonico di spiccato impatto timbrico.
24 luglio 2026
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