Cento di questi ricchi
Cento di questi ricchi
di Massimo Gramellini | 24 luglio 2026I tuoi preferiti
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Si è sempre detto che non serve tassare i miliardari perché, a differenza di noi mortali, possono spostare altrove i loro patrimoni con un clic. Ovviamente l’obiezione verrebbe meno se fossero gli stessi miliardari a offrirsi di pagare di più. Perciò desta scalpore l’appello con cui oltre cento rappresentanti di quella ristrettissima categoria hanno chiesto al governo di aumentar loro le tasse. Si parla di manager, imprenditori, artisti, sportivi. A ispirarli non è solo la commovente e un po’ enfatica affermazione che chi ha avuto tanto è chiamato a restituire qualcosa. Nel loro ragionamento affiora anche una componente più egoistica. Un super-ricco non vive dentro una fortezza, e se ci vive, dopo un po’ si annoia. Ha bisogno di muoversi in mezzo a una comunità felice o moderatamente arrabbiata. Non si sente contento (né al sicuro) quando attracca il suo yacht in un porto dove chi lo guarda non può permettersi di affittare un pedalò. E se la forbice tra i pochi e i troppi si allarga, a cosa serve aumentare un po’ le tasse ai non moltissimi che stanno nel mezzo, come avviene con la patrimoniale? Bisogna aumentarle tanto a quei pochi. Perché, dicono, basterebbe il 2% delle loro ricchezze (un prelievo di cui neanche si accorgerebbero) per finanziare scuole, strade e ospedali.
Bravi, così si fa. Precisiamo a scanso di equivoci che i miliardari smaniosi di aumentarsi le tasse, e forse persino di pagarle, sono inglesi. Quelli italiani per ora non si pronunciano. Ci sarà un problema con la traduzione.
24 luglio 2026
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