Trump, anche la grazia diventa un’industria
I perdoni presidenziali, sempre concessi anche dai predecessori di Trump, a volte in modo discutibile, ma in misura molto limitata, ora trasformati in vero business
Trump, anche la grazia diventa un’industria
Massimo Gaggi | 23 luglio 2026I perdoni presidenziali, sempre concessi anche dai predecessori di Trump, a volte in modo discutibile, ma in misura molto limitata, ora trasformati in vero business
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Il rapper Boosie Badazz, all’anagrafe Torrence Ivy Hatch, ha fatto causa ai lobbisti di JM Berkman & Associates. Rivuole i 600 mila dollari versati un anno fa per ottenere la grazia da Donald Trump: un contratto nel quale i consulenti promettevano il perdono presidenziale per la detenzione abusiva di un’arma. Grazia mai arrivata.
Tra guerra con l’Iran, blitz in Venezuela e liti con la Nato, mentre The Donald e i suoi cari guadagnano miliardi grazie ai poteri della Casa Bianca (criptovalute, terre rare, doni miliardari degli emiri e altro), Badazz è solo una comparsa nel mondo trumpiano. Ma è un termometro di altre forme di degrado della vita pubblica americana fin qui poco notate: i perdoni presidenziali, sempre concessi anche dai predecessori di Trump, a volte in modo discutibile, ma in misura molto limitata, ora trasformati in vero business. E Trump se ne vanta: un altro modo di mostrare il suo potere sterminato. E di premiare i fedelissimi che hanno fatto lavori sporchi: da Rudy Giuliani e l’ex braccio destro Mark Meadows ad avvocati autori di progetti golpisti, come Sidney Powell.
Ha cominciato il giorno stesso del suo insediamento, un anno e mezzo fa, rimettendo in libertà tutti i condannati per l’assalto al Congresso del 6 gennaio 2001 e cancellando i procedimenti giudiziari a carico dei 1.500 protagonisti di quell’attacco: l’ora più nera della Repubblica. Storia nota. Meno noto è che intorno a tutto ciò sia nata un’industria con centinaia di lobbisti e studi legali che vantano la capacità di arrivare (a pagamento) all’orecchio del presidente attraverso persone a lui vicine. Trump facilita tagliando fuori dalla procedura il ministero della Giustizia: si fa tutto alla Casa Bianca.
Come la grazia a Changpeng Zhao, fondatore di Binance, gigante delle criptovalute, reo confesso: ha violato le leggi Usa in oltre un milione di operazioni. Graziato dopo aver concluso un affare da due miliardi coi figli del presidente. Altri casi sono meno noti: perdonati immobiliaristi che hanno truccato gare d’appalto in Texas, autori di frodi finanziarie come Trevor Milton, grandi evasori fiscali come Pau Walczak (la madre ha raccolto milioni per la campagna elettorale di Trump e alleati).
Già 166 i perdoni individuali di questo tipo. E i professionisti della grazia ne promettono molti altri. Ora Badazz getta sabbia in un ingranaggio fin qui ben oliato.
23 luglio 2026
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