I Negrita sul Tonale, tra musica e aneddoti: «Raccontiamo al pubblico la nostra storia»
Il live della band toscana in quota a 2100 metri per il «Water Music Festival». «Abbiamo suonato ovunque e in Trentino abbiamo creato legami che durano ancora oggi»
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I Negrita sul Tonale, tra musica e aneddoti: «Raccontiamo al pubblico la nostra storia»
di Fabio NappiIl live della band toscana in quota a 2100 metri per il «Water Music Festival». «Abbiamo suonato ovunque e in Trentino abbiamo creato legami che durano ancora oggi»
I Negrita arrivano domenica 26 luglio in quota, a 2100 metri, al Lago di Valbiolo (ore 15), sul Passo del Tonale, per il «Water Music Festival». Un concerto in cui la band toscana presenta il format acustico «Talk & Live - La storia, i viaggi, le canzoni», con il giornalista Gianmaurizio Foderaro. Una formula attraverso cui la rock band formata dai fondatori Paolo «Pau» Bruni (voce, chitarra e armonica), Enrico «Drigo» Salvi (chitarra) e Cesare «Mac» Petricich (chitarra) sarà accompagnata, in alcuni momenti della scaletta, da Giacomo Rossetti (basso e tastiere) e Cristiano Dalla Pellegrina (percussioni). A dialogare con loro, Gianmaurizio Foderaro di Rai Isoradio che guiderà il percorso, con un racconto sia radiofonico che sul palco. Ripercorreranno una carriera ultra trentennale partita nel 1994 con il singolo Cambio e proseguita con il successo di dischi come XXX (1997), Reset (1999), L’uomo sogna di volare (2005), Helldorado (2008) fino al più recente Canzoni per anni spietati (2025). I biglietti sono disponibili online sul circuito Ticketone.
Pau Bruni com’è nato il format «Talk & Live» che dà il titolo al nuovo tour estivo?
«È stata un’idea di Gianmaurizio Foderaro, giornalista di Rai Isoradio, con cui ci conosciamo da anni e a cui ci lega ormai un’amicizia sia professionale che umana. Siamo partiti con quattro date uniche nel 2025 alternando canzoni e narrazione, con un agente esterno alla band che ci conosce meglio di noi. Ci è sembrata l’occasione per raccontare al pubblico la storia e gli ideali della band, assieme a parecchi aneddoti, mentre la scaletta delle canzoni varia di volta in volta».
Per voi nati come rock band elettrica, quando è scattata l’esigenza di esibirvi in acustico?
«Nel 2013 con l’Unplugged Tour nei teatri abbiamo sperimentato questa nuova formula e poi con Deja-vu abbiamo preso definitivamente il vizio: ce lo siamo scelto noi dopo decenni di musica elettrica. Abbiamo tante canzoni di matrice folk che si prestano a rompere gli schemi e funzionano con arrangiamenti diversi e il pubblico seduto».
Quanto è importante il cambiamento nella vostra storia?
«In una band di lungo corso il cambiamento è importante perché crea freschezza ed elimina la ripetitività. I nuovi stimoli sono una necessità primaria: noi non amiamo la noia e abbiamo bisogno di motivazioni per salire sempre di nuovo sul palco. Il nostro primo disco Negrita è del 1994 ma in realtà suoniamo insieme dalla metà degli anni ‘80».
Il vostro più recente album «Canzoni per anni spietati»?
«Da quando è uscito il disco a marzo 2025, questo è il quarto tour che facciamo quindi le nuove canzoni sono centrali. Alla base del nuovo disco c’è il folk e le canzoni sono nate per chitarra e voce, in un tour acustico sono come il cacio sui maccheroni. Con questo album ci collochiamo nel tempo che stiamo vivendo: nostalgici, ma mai nei contenuti. Percepiamo un vento contrario alle nostre verità e ai nostri valori, abbiamo voluto denunciarlo».
In che formazione sarete per il concerto sul passo del Tonale?
«Saremo in cinque, il sesto che di solito si occupa di tastiere in questa occasione farà il tecnico del suono. Un modo per rimescolare le carte che ci fa bene nei tour estivi. Questa formula in cui parliamo e suoniamo è adatta anche in posti insoliti e spettacolari, come ci è capitato qualche anno fa in Valle d’Aosta».
Qual è il vostro legame con il Trentino?
«Noi abbiamo suonato ovunque e in Trentino abbiamo creato legami che durano ancora oggi. Non è un caso che il nostro batterista da più di vent’anni, Cristiano Dalla Pellegrina, sia trentino. Anche diversi tecnici del suono trentini si sono avvicendati nel gruppo, i rapporti umani sono quelli che alla fine durano nel tempo».
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