Il coro amatoriale di Bolzano che ha fatto impazzire Brad Pitt, il canto di panettieri e insegnanti nel film della star: «Pensavamo a uno scherzo»
Corriere della Sera - Cultura

Il coro amatoriale di Bolzano che ha fatto impazzire Brad Pitt, il canto di panettieri e insegnanti nel film della star: «Pensavamo a uno scherzo»

Giovedì 23 luglio 2026
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La presidente del Choriosum di Bolzano: «Si tratta di un coro misto a cappella in cui le uniche risorse sonore sono le voci, senza alcun supporto strumentale. Dedicammo uno spettacolo a Moroder e lui si presentò in sala»

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Il coro amatoriale di Bolzano che ha fatto impazzire Brad Pitt, il canto di panettieri e insegnanti nel film della star: «Pensavamo a uno scherzo»

di Silvia M.C. Senette

La presidente del Choriosum di Bolzano: «Si tratta di un coro misto a cappella in cui le uniche risorse sonore sono le voci, senza alcun supporto strumentale. Dedicammo uno spettacolo a Moroder e lui si presentò in sala»

Se tra i follower di un coro figurano la star hollywoodiana Brad Pitt e la leggenda della musica elettronica Giorgio Moroder, ha ancora senso parlare di “dimensione amatoriale”? È il paradosso che sta vivendo il Choriosum di Bolzano, una realtà singolare nel panorama musicale altoatesino: una formazione di quaranta elementi che dal 2004 fa del canto a cappella contemporaneo la propria cifra stilistica. Quando la produzione cinematografica del divo americano ha selezionato su YouTube la loro intensa versione di “Blue” di Joni Mitchell per inserirla nel film “The Last Black Man in San Francisco”, nel 2019, i coristi avevano inizialmente pensato a uno scherzo; poco dopo è arrivato il contratto. «Un momento epico. Come quando abbiamo dedicato uno spettacolo al genio di Ortisei e Moroder in persona si è presentato in platea per assistere alla prima», rivela Sabine Gamper, curatrice d'arte contemporanea e presidente dell'associazione da aprile.

Presidente Gamper, quali sono le caratteristiche del progetto Choriosum?
«Si tratta di un coro misto a cappella in cui le uniche risorse sonore sono le voci, senza alcun supporto strumentale. Il repertorio spazia dal pop internazionale e nazionale fino a progetti d'avanguardia fuori dagli schemi tradizionali. Negli anni sono nate collaborazioni con realtà come Transart e Lungomare per portare la musica negli spazi pubblici e rileggere la tradizione locale, come accade per il brano venostano “Mai Maadele, Mai Tschuurale”. L'obiettivo è esplorare i limiti del linguaggio corale contemporaneo, mantenendo uno standard esecutivo elevato».

Chi sono le voci di questa formazione amatoriale?
«I quaranta cantori svolgono le professioni più disparate: insegnanti, medici, panettieri, coach, funzionari e figure del mondo imprenditoriale come la presidente di Oberalp-Salewa, Ruth Oberrauch. La provenienza territoriale copre l'intero Alto Adige, con coristi che viaggiano dalla Val Pusteria per le prove settimanali del mercoledì alla Casa Culturale di Rencio. L'età media varia dai 35 ai 60 anni, con recenti aperture alle nuove generazioni. La direzione artistica e musicale è affidata fin dalla fondazione al maestro Hannes Knollseisen»

Quali brani caratterizzano il vostro repertorio?
«In scaletta abbiamo classici come “Estate Italiana”, “What a Feeling” e “Radio” dei Wise Guys, storici mentori del gruppo. La lavorazione su “Viva la Vida” dei Coldplay ha richiesto anni di ricerca per fondere una versione lenta e una veloce in un unico arrangiamento. Un elemento chiave dell'impatto ritmico è la presenza del trentenne Lukas Filippi, beatboxer autodidatta, che garantisce la scansione del tempo indispensabile per la stabilità metronomica di quaranta voci senza strumenti».

Quali le prossime esibizioni in agenda?
«In autunno la formazione sarà ospite della festa per il giubileo del Südtiroler Kinderdorf a Bressanone, mentre a fine novembre si esibirà a Egna per l'Associazione Nazionale Carabinieri. Il 5 dicembre il coro dovrebbe partecipare al concerto di presentazione del nuovo album natalizio curato da Dodiciville Records».

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Vi esibite in teatri regionali con trasferte in Baviera. Quali le prossime tappe in programma?
«Nel 2028 debutterà un nuovo spettacolo basato su brani inediti scritti dai membri del coro e curati da arrangiatori professionisti. Sul fronte nazionale l'obiettivo punta alla partecipazione al “Solevoci A Cappella Festival” di Varese, punto di riferimento del settore. Tra le linee guida della mia presidenza c’è poi la valorizzazione della parità di genere nella musica corale, attraverso la scelta consapevole di composizioni firmate da autrici e cantautrici».

Ci sono posizioni attualmente aperte per ampliare l'organico?
«Siamo alla ricerca di un secondo beatboxer per affiancare il titolare nelle diverse formazioni da camera ed è aperta la selezione per voci maschili, in particolare tenori e bassi, finalizzata al ricambio generazionale. L'ammissione prevede un provino con il direttore artistico per verificare la compatibilità vocale con la tecnica pop a cappella, priva di vibrato».

23 luglio 2026 ( modifica il 23 luglio 2026 | 15:49)

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