La poesia dell'infanzia
Corriere della Sera - Cultura

La poesia dell'infanzia

Mercoledì 22 luglio 2026
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Sono i bambini stessi a essere una fonte inesauribile per i versi poetici: scrivere per loro, e insegnare loro la poesia, può diventare risanante per gli adulti. Ecco alcuni maestri che hanno saputo creare versi per i più piccoli, da Silvia Vecchini a Mariangela Gualtieri

Giovedì 23 luglio 2026

La poesia dell'infanzia

Sono i bambini stessi a essere una fonte inesauribile per i versi poetici: scrivere per loro, e insegnare loro la poesia, può diventare risanante per gli adulti. Ecco alcuni maestri che hanno saputo creare versi per i più piccoli, da Silvia Vecchini a Mariangela Gualtieri

di Daniele Piccini

Sconfinato paese dell’infanzia! Fonte di tante scoperte, stupore che non è ancora finito. Custodire la propria fanciullezza è un dono che soprattutto i poeti possiedono,istintivamente. E quando un poeta si mette a giocare al gioco della poesia con i più piccoli (gioco serio e divertente, piacevole e profondo), ecco sorgere il dubbio: siamo noi i maestri o maestri sono i bambini? Silvia Vecchini in Una frescura al centro del petto. L’albo illustrato nella crescita e nella vita interiore dei bambini (Topipittori, 2019) osserva: «Un ascolto vero e profondo dei bambini permette certamente di accompagnarli meglio nel loro processo di crescita ma allo stesso tempo può consentire di riattivare dentro di sé la capacità di mettersi in discussione, di mantenere aperta la propria sorgente, di prendersi cura della propria dimensione spirituale, delle proprie domande di senso rimaste magari trascurate o inascoltate». Così scrivere per i bambini e insegnare loro la poesia può diventare risanante per gli adulti.

A questo proposito Vecchini nel suo libro si spinge fino a ricordare che i bambini sono nelle parole di Gesù i più vicini al Regno dei cieli. Insomma hanno in dote un tesoro di sensibilità spirituale,che forse accostandoci al loro mondo anche noi potremo riscoprire. Per lavorare gomito a gomito con loro Vecchini fa tante proposte in un altro libro pieno di suggestioni, tecniche ed esercizi come C’è una poesia che ti aspetta. Pensieri e pratiche per scrivere insieme (Topipittori, 2025). La posta in gioco, come dice Mariangela Gualtieri in un suo testo, è riscoprire in noi la delicatezza: «Giuro che io salverò la delicatezza mia». Non per caso Gualtieri è arrivata a pubblicare un Album per pensare e non pensare (Bompiani, 2025) dedicato proprio ai bambini, album da colorare e insieme da leggere.

Anche gli esperti della scrittura per l’infanzia (Rodari lo insegna) sanno da parte loro avvicinarsi alla poesia, proprio rifacendosi a quella fonte inesauribile che è la fanciullezza.Bruno Tognolini nel testo d’apertura di Rima rimasta (Salani, 2026) si incanta nell’attesa della nascita: «[…] // Giù nonna Terra, su babbo Cielo / Sotto una mela che pende dal melo / Sopra una stella che aspetta a cadere / Gelidi giorni, tiepide sere // Sette universi / ti stanno aspettando / Qui tutti quanti si chiedono quando / Qui sta suonando la tua campanella / La vita è molta, la casa è bella // I monti pronti, i giorni tanti / Tu sei vicino, che cosa attendi? / Avanti bambino / Scendi!». La sostanza misteriosa delle cose è continuamente scoperta dai bambini e riscoperta, tramite il bambino che è in noi, dall’adulto. 

Prendiamo la notte, habitat di molta poesia, specialmente romantica e post-romantica;ecco come la immagina fanciullescamente Cristina Bellemo nelle sue Poesie notturne (Topipittori, 2025): «Nelle notti / d’estate / lascio / spalancate / le finestre / per addormentarmi / con la culla / delle voci delle cose / indovinare / a palpebre chiuse / i passi gatti vento / il canto / degli uccelli / un motore parole / sussurrate / il cigolio dei cancelli / l’abbaiare / sentirmi al sicuro / del mio letto / dell’essere ancora / viva / la vita». La vita come una corrente che non finisce, in cui noi tutti siamo immersi. Osserva Gabriella Caramore citata da Silvia Vecchini nel primo dei due libri richiamati: «Chi è piccolo è più vicino alle cose. Avverte con più acutezza i suoni del mondo. Distingue l’uno dall’altro i fili d’erba, respira lo stesso respiro dell’animale, ascolta con l’orecchio a conchiglia il gorgogliare del ruscello e il fragore del mare». Così educandoli alla poesia torniamo ad educarci ad essa, al suo sguardo.

Nell'immagine: un'illustrazione di Flavia Ruotolo tratta dal libro di Cristina Bellemo, «Poesie notturne» (Topipittori, 2025).

Su «la Lettura» #764, disponibile in questa App, Daniele Piccini propone tre novità editoriali di poesia per bambine e bambini: lo studioso Paolo Pellegrini riscrive Dante («Il cammino verso la felicità. La Divina Commedia raccontata a mio figlio», illustrazioni di Fabiano Fiorin, Mondadori); Giulio Zambon rilegge i classici in modo non scolastico («Le parole affilate. Sulle orme di Dante e dei grandi della letteratura alla riscoperta di noi stessi», Piemme) e il periodico «Junior Poetry Magazine» incoraggia a provarci.

22 luglio 2026 ( modifica il 22 luglio 2026 | 22:22)

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