Gli 85 anni di Mattarella e il paradigma di Einaudi
Oggi è il compleanno del capo dello Stato. E 70 anni fa usciva un libro che gli è sicuramente caro: «Lo scrittoio del presidente», con appunti, lettere e note di Luigi Einaudi
Morte Fakir, l'esclusiva di La7: il video dei momenti precedenti l'intervento della polizia
Gli 85 anni di Mattarella e il paradigma di Einaudi
Marzio Breda | 22 luglio 2026Oggi è il compleanno del capo dello Stato. E 70 anni fa usciva un libro che gli è sicuramente caro: «Lo scrittoio del presidente», con appunti, lettere e note di Luigi Einaudi
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Elias Canetti sosteneva che nei giorni difficili «il calendario resta l’unica salvezza» e che ci si rifugia negli anniversari per cercarvi una garanzia alla quale ancorare il futuro. Chissà se questa sentenza vale anche per Sergio Mattarella, che oggi compie 85 anni proprio mentre cadono i 70 anni dall’uscita di un libro che gli è sicuramente caro: «Lo scrittoio del presidente», con appunti, lettere e note di Luigi Einaudi.
L’incrocio di date non è banale, dato che coincide con una stagione critica. Lo stesso capo dello Stato si ritrova sotto assedio per pressioni di ogni tipo: dal nodo della grazia a Roggero alla stressante evocazione del voto, alle smanie per cambiare il sistema istituzionale. Mattarella interpreta il suo mandato come il dovere di approfondire i problemi e non di abbandonarli alla eccitazione di un momento. Spera che la politica gli dia tregua almeno per 24 ore, che trascorrerà con figli e nipoti. E a un certo punto magari gli capiterà di ripensare a Einaudi, paradigma del presidente ideale, il cui esempio deve avergli fatto moralmente da guida salendo sul Colle. Non a caso, quando nel 2018 lo ricordò a Dogliani, disse che toccò a lui «definire la grammatica della democrazia italiana» appena nata e «fissare i confini all’esercizio del mandato presidenziale, per sé e i suoi successori».
Quelle pagine componevano una sorta di memorandum al quale Mattarella ha certamente attinto. Precetti che ha applicato a sé stesso, per far capire come avrebbe interpretato il ruolo di custode della Costituzione. Cioè, secondo il suggerimento di Einaudi, spiegando che il presidente non è un «mero notaio», ma contribuisce alla guida del Paese attraverso il consiglio e le capacità di stimolo, in leale collaborazione con il governo. Con l’uso di quello che oggi chiameremmo soft power nel garantire i cittadini contro «l’onnipotenza dello Stato e la prepotenza dei privati». E assicurando a tutti la massima uguaglianza di partenza. Compiti ardui anche per chi si basa sulla saggezza einaudiana.
22 luglio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Editoriali e commenti di oggi di Marzio BredaGli 85 anni di Mattarella e il paradigma di Einaudi
Mercoledì 22 luglio 2026 di Danilo TainoDittatura paranoica in casa Ortega
Mercoledì 22 luglio 2026 di Valter LongoLo stile di vita è una medicina
Mercoledì 22 luglio 2026 di Antonio PolitoUn patto (subito)
Martedì 21 luglio 2026 di Federico CellaL’’intelligenza artificiale ci libererà dagli schermi?
Martedì 21 luglio 2026 di Gian Antonio StellaDemagoghi e ragionieri
Martedì 21 luglio 2026 LEGGI TUTTIGli approfondimenti e gli editoriali sui principali temi di attualità, politica, economia e costume curati dalle firme più prestigiose del Corriere della Sera. Scopri opinioni e commenti sui fatti del giorno.
Le Newsletter del Corriere, ogni giorno un nuovo appuntamento con l'informazione
Riceverai direttamente via mail la selezione delle notizie più importanti scelte dalle nostre redazioni.
Iscriviti