Arte Sella, la poesia incontra la natura: Antonella Anedda protagonista tra le opere nel bosco
Corriere della Sera - Cultura

Arte Sella, la poesia incontra la natura: Antonella Anedda protagonista tra le opere nel bosco

Mercoledì 22 luglio 2026
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La poeta: «Il linguaggio scardina, erode, ricostruisce la visione del mondo. E certi luoghi sono capaci di cambiare il nostro sguardo»

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Arte Sella, la poesia incontra la natura: Antonella Anedda protagonista tra le opere nel bosco

di Chiara Marsilli

La poeta: «Il linguaggio scardina, erode, ricostruisce la visione del mondo. E certi luoghi sono capaci di cambiare il nostro sguardo»

Antonella Anedda e il «Nido» di Nils-Udo

Nel cuore della Valsugana, tra le architetture vegetali e le opere di Arte Sella, arriva la poesia ad abitare gli spazi della natura. Sabato alle 19 nell’area di Malga Costa l’evento per Arte Sella Poesia, la rassegna ideata e curata da Susanna Tartaro di Fahrenheit su Rai Radio 3. Protagonista dell’incontro è Antonella Anedda, una delle voci più autorevoli della poesia contemporanea, la cui ricerca da sempre indaga il quotidiano, le piccole cose e il vissuto interiore. La cornice dell’incontro è l’installazione Il Nido di Sella di Nils-Udo, una sorta di nicchia che racchiude cinque grandi uova di marmo in una sorta di idea primordiale di vita.

La relazione tra arte e paesaggio 

Un contesto in sintonia con la poetica di Anedda, per la quale il paesaggio non è una semplice cornice decorativa, ma un interlocutore vivo.
«Sono sempre più interessata alla relazione tra arte e paesaggio - sottolinea la poetessa Anedda -. Paesaggio non come sfondo e come idillio, ma come voce costante. Ci sono luoghi capaci di cambiare il nostro sguardo, non sono necessariamente legati alla bellezza ma alla loro capacità di farsi spazio nella nostra mente».

Rassegna di poesia

La rassegna Arte Sella Poesia da alcuni anni porta autori e autrici di grande sensibilità nel cuore di una delle più originali realtà che intreccia la natura con le arti: prima tra tutte l’architettura, ma non secondariamente anche la poesia. Dopo la partecipazione di Valerio Magrelli, Milo De Angelis e Vivian Lamarque, quest’anno arriva Antonella Anedda.

«Esistono molti modi non solo di fare, ma di leggere poesia - riflette Anedda -. La poesia non salva la vita, tanto meno quella mentale, ma forse l’unica consolazione è che conserva la specie della scrittura, facendo quello che fanno i vermi nella formazione del terriccio. Noi siamo i vermi che lavorano la terra-poesia e che possono, al modo dei vermi, cioè lentissimamente, erodere perfino costruzionimillenarie. Non in modo diretto, ma con deviazioni, indietreggianti, recuperi, masticazioni diverse».

Riscoprire la capacità del linguaggio di scavare

L’incontro rappresenta un’esperienza per riscoprire la lentissima e fondamentale capacità del linguaggio di scavare, erodere e ricostruire la nostra visione del mondo. Al centro del percorso letterario scelto insieme a Susanna Tartaro ci sono dei testi in cui prevale l’attenzione al dettaglio naturale, ma anche architettonico. L’autrice leggerà i suoi brani tratti dalle prime raccolte fino a Historiae (Einaudi, 2018) e alla riedizione di La vita dei dettagli (Electa, 2026). Nata a Roma nel 1955 da una famiglia di origini sardo-corse, Antonella Anedda si distingue per una scrittura di straordinaria precisione formale, per l’attenzione alla realtà materiale degli oggetti e per il profondo legame con la storia e la geografia dei luoghi. Nel 2018 ha conseguito un PhD in letteratura all’Università di Oxford con un lavoro di ricerca che ha analizzato in chiave naturalistica e letteraria i testi e il pensiero di tre grandi figure: Giacomo Leopardi, Erasmus Darwin e Charles Darwin.

Passato e presente

Nel 2019 le è stato conferito un dottorato honoris causa per la poesia da parte della Facoltà di Lettere dell’Université Sorbonne (Paris IV), come riconoscimento al valore della sua produzione letteraria. «Imparare a osservare ciò che normalmente resta ai margini e sembra trascurabile è una possibilità di aprire mondi inaspettati - conclude Anedda -. A me piacciono molto i fossili: quelle pietre che un tempo sono state stelle marine, pesci, foglie. Passato e presente». Anche il pubblico può diventare parte attiva del progetto grazie al TreeTicket, un biglietto che si paga in alberi. Per ogni biglietto venduto verrà adottato un albero di una specie locale, messo a dimora nei dintorni di Arte Sella, contribuendo alla creazione di un nuovo bosco e pareggiando le emissioni dell’evento.

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