La riforma elettorale? Riedizione del Porcellum
Cosa fare in auto se si finisce sotto una maxi grandinata?
La riforma elettorale? Riedizione del Porcellum
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Caro Aldo,
c’è chi in queste settimane si arrovella sui collegi, sulle soglie di sbarramento, sui listini bloccati e sulle preferenze e c’è chi guarda il calendario chiedendosi non per chi votare, ma se potrà permettersi una settimana al mare. Sono due Italie che parlano lingue diverse, e la seconda, quella più numerosa, non ha nemmeno più la forza di indignarsi per la prima. Ai piani alti della politica si discute di «campo largo» e di alleanze, di segretari e di percentuali, come se il Paese vero fosse quello dei sondaggi e non quello degli stipendi fermi da un decennio, delle bollette raddoppiate, degli affitti impossibili. Chi lavora tutto l’anno per mettere via i soldi delle ferie non ha tempo né voglia di seguire le fibrillazioni dei partiti: ha altre soglie di sbarramento da superare ogni mese, quella della spesa, quella della benzina. Secondo lei?
Giulio Treccani, Gavardo
Caro Giulio,
mi pare evidente che la legge elettorale non sia in cima alle priorità degli italiani. La cosa strana è che invece poco più di trent’anni fa non era così. La Prima Repubblica fu smantellata non solo dai magistrati ma dagli elettori, che andarono in massa a votare prima per la preferenza unica, poi per i collegi uninominali. Il punto è che la volontà popolare fu clamorosamente ribaltata dalla legge battezzata Porcellum dal suo stesso autore, che aboliva i collegi uninominali e assegnava un premio di maggioranza allo schieramento che avesse preso più voti, provocando accozzaglie come quella che nel 2006 portò al governo il centrosinistra per appena 24 mila voti, mettendo insieme Dini e Turigliatto, conservatori e trotzkisti. Non poteva funzionare, e in effetti non funzionò. Oltretutto la legge fu dichiarata incostituzionale. In pochi l’hanno fatto notare, ma la legge elettorale che è stata approvata alla Camera è di fatto la riedizione del Porcellum. Lo schieramento che prende più voti e raggiunge il 42% (dettaglio non previsto dal suddetto Porcellum) si aggiudica il premio di maggioranza. Cambia veramente poco. L’emendamento sulle preferenze è stato bocciato, le liste sono bloccate, continuano a essere dettate dalle segreterie dei partiti, gli elettori continuano a non poter scegliere gli eletti. L’unica vera incognita è capire se alla fine Vannacci sarà dentro la coalizione di centrodestra o fuori. Non mi pare il massimo per riavvicinare gli italiani alla politica. Poi certo le preoccupazioni dei cittadini sono quelle che dice lei, in particolare legate al calo del potere d’acquisto e all’impoverimento del ceto medio. Ma il cattivo funzionamento della democrazia è una delle cause, non la meno importante, della crisi di fiducia nei confronti delle istituzioni e dello Stato.
22 luglio 2026
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