Giulia Mazzoni, da Prato alla Cina e ritorno: «Mi chiamano Marco Polo perché la musica avvicina le culture»
Con la pianista classica-contemporanea giovedì 23 la musica torna a illuminare il palco del Teatro Nazionale di Firenze dopo 4 anni di restauro
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Giulia Mazzoni, da Prato alla Cina e ritorno: «Mi chiamano Marco Polo perché la musica avvicina le culture»
di Ginevra BarbettiCon la pianista classica-contemporanea giovedì 23 la musica torna a illuminare il palco del Teatro Nazionale di Firenze dopo 4 anni di restauro
«La Nuova Classica è la mia rivoluzione gentile, un foglio bianco su cui scrivere il futuro della tradizione. Per troppo tempo ci siamo chiesti se la musica fosse abbastanza classica o contemporanea. La domanda giusta è un’altra: è necessaria? Con questo progetto provo a rispondere» racconta la pianista e compositrice pratese Giulia Mazzoni, attesa giovedì 23 luglio, alle 21, al Teatro Nazionale di Firenze.
Il concerto, su prenotazione fino a esaurimento dei posti, sarà uno dei primi appuntamenti musicali ospitati nello spazio riaperto alla città dopo la riqualificazione - un lavoro di 4 anni - firmata dal Gruppo Archea e guidata dall’architetto Marco Casamonti. Al centro ci saranno la composizione e l’incontro con il pubblico: «La musica dal vivo ha il compito di farci tornare a essere una comunità e creare un legame tra l’artista e chi ascolta».
La serata arriva dopo una tournée in Cina, «un Paese al quale sono legata da oltre dieci anni. Ho iniziato a esibirmi lì da bambina e ho avuto il privilegio di suonare nei suoi teatri più importanti». Il pubblico e gli addetti ai lavori l’hanno ribattezzata la «Marco Polo della musica»: «Custodisco questa definizione con affetto perché esprime la capacità delle note di avvicinare culture diverse. Sul palco porto anche il patrimonio del nostro Paese, molto amato in Cina».
L’ultimo viaggio l’ha condotta dal Tempio Dongjingyuan di Pechino all’Istituto Italiano di Cultura: «Ho trovato un pubblico curioso e pronto a lasciarsi emozionare. Tornerò a novembre, con l’uscita del nuovo album, convinta che la musica sia uno degli strumenti più potenti per aprire un dialogo». Nato dal confronto con Casamonti e il Gruppo Archea, il concerto proporrà brani da Giocando con i Bottoni a YAS – Your Anima System, insieme a diversi omaggi musicali. Le musiche saranno accompagnate da videoproiezioni firmate, tra gli altri, da Marco Amenta, Samuele Alfani e Fabrizio Cestari.
«Sarà un concerto acustico, affidato al suono naturale del pianoforte, senza amplificazione. Un modo per ritrovare il tempo dell’ascolto e riscoprire il teatro come luogo d’incontro. Il vero lusso è sedersi e lasciarsi trasportare dalle note». Intanto lavora al nuovo progetto discografico: «Apre un altro capitolo della mia ricerca e racconterà il rapporto tra tradizione e contemporaneità, l’incontro tra culture e le contraddizioni del nostro tempo». Il tour partirà il 2 novembre dall’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma e proseguirà in Cina e negli Stati Uniti.
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22 luglio 2026 ( modifica il 22 luglio 2026 | 15:57)
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