Manutenzione per San Marco: tra mosaici, colonne, illuminazione e tetto sono attivi 18 cantieri. Lavori da 30 milioni di euro
Oggi il grande nemico della basilica non è più solo il sale dell’acqua di mare, ma anche l’atmosfera con gli agenti patogeni e le polveri
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Manutenzione per San Marco: tra mosaici, colonne, illuminazione e tetto sono attivi 18 cantieri. Lavori da 30 milioni di euro
di Vera MantengoliOggi il grande nemico della basilica non è più solo il sale dell’acqua di mare, ma anche l’atmosfera con gli agenti patogeni e le polveri
Dall’anno 828, quando si narra che le reliquie di San Marco vennero traslate a Venezia da Alessandria d’Egitto, la Basilica di San Marco è in continuo divenire e in continuo restauro. Oggi ci sono 18 progetti attivi che la Procuratoria sta seguendo per un totale di 30 milioni di euro: di questi si stima che 25 milioni saranno quelli che verserà la Procuratoria e gli altri invece provengono in parte dal ministero della Cultura (4,5) e in parte dal Provveditorato per le Opere Pubbliche (1,7), entrambi per sistemare il tetto e le cupole, danneggiati dalle piogge sempre più acide. Una manutenzione continua che conoscono bene i proti che si sono susseguiti, incluso l’attuale architetto Mario Piana che, non appena viene a conoscenza di un luogo dove recuperare i marmi presenti a San Marco, corre ad acquistarlo per l’immenso deposito della Basilica. Oggi il grande nemico della Basilica non è più solo il sale dell’acqua di mare, insediatosi tra le pietre a causa delle acque alte, ma anche l’atmosfera con gli agenti patogeni e le polveri lasciate dalle migliaia di visitatori che ogni giorno contemplano la bellezza dei mosaici e delle opere.
Il laboratorio di restauro
Tra gli interventi in corso c’è la manutenzione dei cinque portali della Basilica: «Ci siamo accorti che in una colonna c’era una frattura di 60 centimetri frutto di oscillazioni e l’abbiamo sistemata — hanno spiegato ieri nella sala di Sant’Aponal il proto Piana e l’architetta Maria Cristina Scalet, responsabile dell’area tecnica della Procuratoria —. Lì vicino, nell’angolo in corrispondenza della Pietra del Bardo, erano degradate alcunelastre marmoree. Dopo la caduta di alcuni frammenti le stiamo restaurando. Infine per un anno ci saranno lavori nella Porta di San Clemente per il risanamento dell’apparato lapidei e delle verifiche dello stato dei mosaici». Proprio vicino a Sant’Aponal c’è un laboratorio dove ogni giorno vengono recuperati i marmi con lo scalpello, esattamente come funziona da secoli, con l’aiuto di qualche macchina per le rifiniture più complicate. Un lavoro, quello dell’artigiano contemporaneo, che potrebbe vedere una svolta nel prossimo futuro con un protocollo che verrà firmato a giorni dalla Procuratoria, dall’università Iuav e da Corila per dare vita a una Scuola del restauro vera e propria che insegni anche come si lavora la pietra.
«L'organo più bello del mondo»
Procedendo con i progetti ci sono i lavori ultimati del nartece nel pavimento a cui si aggiungono ora le verifiche del mosaico in oro. Il pavimento è stata la prima vittima dell’acqua alta, come dimostra ancora oggi l’intervento di restauro, questa volta del capitello del crocifisso. Nella Basilica gli occhi degli esperti ormai colgono i più flebili danni, come nel caso della Cappella del Santissimo che presentava una breccia (tipo di roccia calcarea) in condizioni gravissime che ora si sta restaurando. Non solo pietre. Il portale in bronzo della cappella Zen necessita un intervento così come il cancello (in ferro) del Tesoro. Tra le opere in corso anche il restauro dei mosaici della volta della sacrestia che si utilizza ogni giorno. Qui tutto è collegato, come gli archi e le cupole che compongono la Basilica. E così anche quello che non si vede è fondamentale. Un esempio è l’impianto d’illuminazione che verrà cambiato perché le attuali lampadine non sono più in commercio e verranno sostituite con i led. Tra gli interventi più attesi il progetto rinnovo dell’organo, affidato alle ditte di organari Klais e Zanin con la supervisione dei cinque migliori organisti conosciuti: «Vogliamo che la Basilica abbia l’organo più bello al mondo», ha detto il primo procuratore Bruno Barel.
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Infine, dei 18 interventi quattro sono su edifici fuori della Basilica: l’ateneo San Basso, fruibile dalla primavera del 2027; l’ampliamento dei posti letto di Sant’Apollonia per essere di supporto ai dipendenti e la conclusione della sala convegni e gli interventi nel Palazzo Patriarcale.
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21 luglio 2026 ( modifica il 21 luglio 2026 | 18:03)
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