Il Teatro romano torna alla luce dopo gli scavi: «Livello conservativo eccezionale, abbiamo fatto scoperte inaspettate»
Intervista alla Direttrice della campagna archeologica Serena Solano. «Il tavolo fra Soprintendenza, Brescia Musei e Comune procede bene, l'obiettivo è restituire nel miglior modo possibile alla città il suo teatro»
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Il Teatro romano torna alla luce dopo gli scavi: «Livello conservativo eccezionale, abbiamo fatto scoperte inaspettate»
di Pietro Keller CassettiIntervista alla Direttrice della campagna archeologica Serena Solano. «Il tavolo fra Soprintendenza, Brescia Musei e Comune procede bene, l'obiettivo è restituire nel miglior modo possibile alla città il suo teatro»
Metri -3,50: è il livello di profondità raggiunto dagli scavi del Teatro romano di Brixia, iniziati nell’ottobre del 2025 e ora giunti quasi al capolinea, con fine delle indagini prevista per l’autunno del 2027. La campagna, promossa dalla Soprintendenza di Brescia e Bergamo, è la più importante nell’area degli ultimi trent’anni. L’archeologa Serena Solano, Direttrice scientifica degli scavi, racconta al Corriere quali risultati sono stati raggiunti finora.
Perché si è potuti ripartire con gli scavi soltanto dopo trent’anni? Quali difficoltà presenta il sito?
«Dal 1909 in poi tutto quello che emerge dal sottosuolo è di proprietà statale. Il teatro, scavato dal 1913, è di proprietà statale dalla media cavea in giù, il che, semplificando, comprende tutta l’area centrale con le gradinate per gli spettatori e gli spazi della scena. Il cantiere non è stato semplice: nel tempo sui resti del teatro erano stati costruiti diversi edifici le cui fondazioni avevano in parte intaccato le strutture romane. Il principale di questi edifici è Palazzo Maggi Gambara, strettamente collegato al monumento romano. Pertanto il progetto di recupero del teatro non può non prescindere anche da un recupero del palazzo».
Che nuove parti del teatro sono emerse?
«È stata riportata alla luce la scena e tutto il settore delle gradinate dell’ima cavea, di cui sono visibili ora buona parte dei gradini. Gli ultimi giorni di scavo hanno portato all’importante scoperta di alcuni gradoni ancora conservati in situ, costituiti da grandi blocchi di Botticino, con le scalette relative ai camminamenti interni della cavea. L’eccezionale livello conservativo lascia sperare di trovare ancora ben conservati i gradoni delle prime file delle sedute antiche».
Cosa è stato possibile ricostruire della storia del teatro dopo il suo abbandono?
«Gli alzati e i gradoni più alti sono stati velocemente oggetto di spoliazioni e recuperi, mentre la zona centrale dell’ima cavea è stata occupata da diverse strutture «povere», a carattere insediativo e produttivo. A poco a poco, a partire dal V sec. d. C. l’area è stata occupata anche da numerose tombe a inumazione, fra cui molte di bambini. Dobbiamo ancora completare lo scavo delle tombe più antiche, relative alle fasi longobarda e tardoantica e queste potrebbero riservare interessanti sorprese per la presenza di corredi e materiali».
In generale, ci sono stati dei ritrovamenti che ci fanno mettere in dubbio ciò che conoscevamo prima del teatro e della sua storia?
«Lo scavo della scena ha portato a importanti novità: le ipotesi ricostruttive del teatro effettuate alla fine degli anni Settanta andranno riviste alla luce delle novità emerse, così come la distribuzione delle gradinate e l’articolazione delle scale interne della cavea. Per il resto, una scoperta inaspettata è stato il ritrovamento di una grande cisterna interrata del ‘400, che ha asportato una parte delle gradinate».
Come procede il progetto di rifunzionalizzazione di David Chipperfield?
«Il completamento dello scavo archeologico è fondamentale per conoscere con precisione lo stato delle strutture antiche e, sulla base anche del loro livello di conservazione, definire le scelte del progetto di rifunzionalizzazione. I lavori del tavolo fra Soprintendenza, Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei procedono bene e i partecipanti, ognuno per le proprie competenze, si confrontano in maniera costruttiva, con l’obiettivo comune di restituire nel migliore modo possibile alla città il «suo» teatro».
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21 luglio 2026 ( modifica il 21 luglio 2026 | 18:24)
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