Il mito di Ulisse sfida l'arte
Le imprese del protagonista dell'«Odissea» hanno stimolato nelle diverse epoche l'inventiva e il genio di pittori e creativi: da Pinturicchio al simbolista Böcklin fino al contemporaneo Kentridge e al progetto «Ulyss3s» che esplora i nuovi territori dell'intelligenza artificiale
Martedì 21 luglio 2026
Il mito di Ulisse sfida l'arte
Le imprese del protagonista dell'«Odissea» hanno stimolato nelle diverse epoche l'inventiva e il genio di pittori e creativi: da Pinturicchio al simbolista Böcklin fino al contemporaneo Kentridge e al progetto «Ulyss3s» che esplora i nuovi territori dell'intelligenza artificiale
di Stefano BucciTra le tante storie che il mito greco ha regalato all’arte, quella di Ulisse appare come una delle più complesse e suggestive. La sua Odissea, fatta di astuzia, sofferenza, inganno e genio,ha attraversato i secoli, lasciando tracce profonde nelle opere degli artisti che hanno cercato di catturarne l’essenza. Dall’antichità classica alle installazioni contemporanee, il viaggio di Ulisse si trasforma, si dilata, si rilegge, diventando un simbolo universale dell’ingegno umano di fronte alle prove del destino.
L’anfora, conservata nella sezione etrusca del Civico museo archeologico di Milano e attribuita al Pittore della Sirena-Assurattasche, 630 a.C. circa, apparteneva al corredo della tomba B 17, della necropoli della Banditaccia a Cerveteri (Roma). E nell’alto fregio centrale che cinge il corpo dell’anfora, sembra evocare i versi del XII libro dell’Odissea, con gli ammonimenti di Circe e il passaggio della nave di Odisseo davanti all’isola delle sirene.Dopo un pesce che allude esplicitamente all’ambiente marino, è dipinta una nave in movimento verso destra, con poppa revoluta, prua a sperone, remo per governare l’imbarcazione e larga vela. Sulla destra si erge sulla coda una sirena di prospetto con ampie ali spiegate, corpo pennuto e zampe artigliate; ha braccia umane, capelli che ricadono in trecce e una barba appuntita.
Il Ritorno di Ulisse è un affresco staccato (125x152 cm) di Pinturicchio (1454-1513 circa), databile al 1508-1509 e conservato nella National Gallery di Londra (foto in alto). Proviene dal ciclo del Salone del palazzo del Magnifico a Siena, residenza di Pandolfo Petrucci. Con il suo stile inconfondibile, caratterizzato da tavolozze cromatiche opulente, dettagli intricati e un profondo senso del dramma narrativo,Pinturicchio mette in primo piano Telemaco, mentre irrompe nella camera di Penelope, seguito dai Proci sorpresi e dal padre Ulisse (ancora sulla soglia), che sorprende la madre mentre tesse la leggendaria tela. Oltre la finestra si apre un paesaggio in cui sono accennate alcune peripezie del viaggio di Ulisse: l'isola di Circe, le sirene e il naufragio. Una scena che nasconde oltretutto allusioni alla vita politica dell'epoca (d’altra parte Ulisse era anche un politico, in quanto sovrano di Itaca).
Ulisse e Calipso è un dipinto a olio su tavola del 1882 del pittore simbolista svizzero Arnold Böcklin (1827-1901) oggi custodito al Kunstmuseum di Basilea. L'opera mostra la dea che osserva malinconicamente il mare, mentre l'eroe omerico, seduto in disparte, guarda lontano sopraffatto dalla nostalgia di casa e dal desiderio di ripartire. L'atmosfera del quadro è carica di silenzio e incomunicabilità,elementi tipici del simbolismo di Böcklin. La scena, che richiama il Libro V dell'Odissea, si sviluppa attraverso forti contrasti visivi ed emotivi. Calipso è ritratta in primo piano, in piedi, con lo sguardo rivolto verso l'orizzonte marino. Indossa una veste dai toni accesi e il suo corpo è leggermente proteso verso il mare, quasi a simboleggiare l'attesa o il dolore per una partenza inevitabile. Mentre Ulisse è dipinto di spalle, relegato in un angolo della composizione. Seduto su una roccia, quasi nascosto, incarna il distacco e la solitudine: la sua mente è già rivolta a Itaca, alla sua patria e alla sua famiglia, libero dalla «prigionia dorata» di Calipso.
Come aveva dimostrato la bellissima mostra del febbraio-giugno 2020 ai Musei San Domenico di Forlì (Ulisse. L’arte e il mito) la perigliosa storia di Ulisse ha permeato la cultura occidentale travalicando i confini della Grecia arcaica, per diventare incarnazione universale della curiosità,dell’ingegno, dell’anelito alla conoscenza che è proprio dell’uomo, ma anche delle sue inquietudini e delle sue ansie.
Ulisse: Echo Scan, Slide, Bottle è, ad esempio, un film d'animazione di William Kentridge (1955) del 1998 (oggi nella collezione del Macba di Barcellona): un trittico visivo che include immagini provenienti da scanner, radiografie e risonanze magnetiche,in dialogo con incisioni anatomiche del XVI e XVII secolo, fotografie di città moderne e disegni di architettura classica. Nel 1998 Kentridge realizzò una versione ridotta dell'opera di Claudio Monteverdi Il ritorno d’Ulisse in patria (1640) insieme alla Handspring Puppet Company, una prestigiosa compagnia di marionette di Città del Capo con cui l'artista collabora regolarmente. Si trattava di un'opera per cantanti e marionette, accompagnata da un film d'animazione di Kentridge. Pochi mesi dopo il debutto, l'artista rielaborò il materiale utilizzato in quell'occasione per creare proprio Ulisse: Echo Scan, Slide, Bottle, una proiezione multischermo in cui il viaggio di Ulisse si trasforma in un viaggio attraverso il corpo.
Ulyss3s è infine anche il titolo del progetto artistico collaborativo e sperimentale promosso dalla galleria Solo Contemporary di Madrid. Ispirato all’Ulisse di Omero come di James Joyce, il progetto è concepito come piattaforma per la ricerca e l'innovazione artistica e per esplorare nuovi territori creativi dischiusi dall'intelligenza artificiale nell'ambito della cultura contemporanea.A maggio di quest'anno Ulyss3s ha presentato la sua prima mostra personale, Ulyss3s by Solo, presso Nave 24 (sempre a Madrid), riunendo opere video, installazioni, sculture e serie fotografiche generate dall'IA che esplorano la memoria, la finzione, la nostalgia e il confine instabile tra percezione sintetica e umana, spaziando tra immagini in movimento, installazioni, scultura, musica e narrazione speculativa, Ulyss3s collabora con artisti e creativi internazionali per indagare le potenzialità estetiche, emotive e concettuali delle immagini generate dalle macchine. In fondo, altro non è che la «solita» passione di Ulisse di oltrepassare ogni possibile limite.
Su «la Lettura» #764, l’«Odissea» di Christopher Nolan vista dai classicisti Nicola Gardini e Silvia Romani (conversazione a cura di Cecilia Bressanelli), in un focus di otto pagine dedicato all’avventura che si apre con un testo di Fabio Genovesi.
20 luglio 2026 ( modifica il 20 luglio 2026 | 21:26)
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