L’antica furia della vendetta
Trump crede di risolvere le questioni con la forza delle bombe, ma non si rende conto che così facendo rinvigorisce il nazionalismo, esalta il sentimento di resistenza patriottica di un Paese orgoglioso come l’Iran?
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L’antica furia della vendetta
Dacia Maraini | 20 luglio 2026Trump crede di risolvere le questioni con la forza delle bombe, ma non si rende conto che così facendo rinvigorisce il nazionalismo, esalta il sentimento di resistenza patriottica di un Paese orgoglioso come l’Iran?
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Difficile non pensare ai pericoli di guerra che si stanno addensando come nuvolacce nere all’orizzonte mondiale. E non c’è bisogno di essere un Generale per riflettere sul perché e per come nascano e si sviluppino le guerre. Il cittadino consapevole si fa domande continue e inquietanti. Io stessa, da cittadina consapevole mi chiedo se nelle guerre, oltre agli interessi economici e territoriali non c’entri anche una forte dose di scelte caratteriali e psicologiche. Per esempio mi chiedo: quanta parte può avere nei conflitti la reazione psicologica alle minacce del nemico? Trump crede di risolvere le questioni con la forza delle bombe, ma non si rende conto che così facendo rinvigorisce il nazionalismo, esalta il sentimento di resistenza patriottica di un Paese orgoglioso come l’Iran? Infatti vediamo che non solo l’Iran ma tutti i Paesi arabi vicini rispondono alle bombe Usa con atteggiamenti eroicizzanti: finalmente trovano le ragioni che la politica non trovava per compattare il Paese intorno all’amore di patria. E naturalmente di questo si nutrono i regimi tirannici e assolutisti. La mia impressione è che alla fine si stia arcaicizzando il sentimento comune. Possiamo infatti confermare che con i secoli e con tanti errori commessi e con alcuni valori conquistati si era passati responsabilmente dalla vendetta alla giustizia, conquista importantissima per la realtà mondiale. Ricordiamo che la vendetta si basa sulla improvvisazione personale, sulla rabbia fuori da ogni legge e sull’arbitrio assoluto, mentre la giustizia si fonda su una legge che vale per chi offende e chi è offeso, offre all’offensore il diritto civile a una difesa istituzionale, e la legge stabilisce la punizione giusta, non sull’arbitrio personale ma su una legge legittimata dalla collettività. Oggi sembra che perfino i grandi Stati che dovrebbero rispondere a un principio di giustizia e di equità siano presi dalla furia della vendetta che, come ho detto, ha radici profonde nel mondo antico. La giustizia non si basa sulla vittoria del più forte ma del più giusto, mentre la vendetta si basa proprio sulla vittoria del più forte, una legge primitiva e animalesca da cui pensavamo illusoriamente di essere usciti. Sapremo tornare alle conquiste più adulte della democrazia? Io voglio crederci. Non affidandomi a un partito politico ma al buon senso e alla voglia di giustizia del comune cittadino.
20 luglio 2026
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